Il mitico Harry Rex Vonner

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Lo perderà, Jake. Sceglieremo una buona giuria, dodici bravi cittadini ligi alla legge, e poi li compreremo.
Questa non l’ho sentita.
Funziona sempre.

da “Il momento di uccidere

C’è un pittoresco personaggio che appare in diversi romanzi di John Grisham: l’avvocato Harry Rex Vonner. E’ un avvocato divorzista di Clanton, Ford County, Mississippi. Molto abile, scaltro e smaliziato, ma estremamente sciatto, sboccato e chiassoso, con la sua vita disordinata e i suoi metodi non certo ortodossi riesce sempre a entrare nelle simpatie del lettore. Perché il burbero Harry Rex è una persona schietta, che dice le cose in faccia, capace di gettarsi nel fuoco per un amico. E in fin dei conti è un bravissimo avvocato che, pur non disdegnando di rovistare nel fango e di sporcarsi le mani nei bassifondi, è capace di ottenere il massimo per il suo cliente.

D’altronde, quale divorzista migliore di un collezionista di ex mogli come Harry Rex? “Quasi tutti coloro – si legge ne “L’ombra del sicomoro” – che si ritrovavano coinvolti in una causa, di divorzio o altro, ed entravano in rotta di collisione con Harry Rex Vonner ne subivano le tristi conseguenze per il resto della vita (…) Harry Rex succhiava il sangue, unitamente al denaro, ai terreni e a qualsiasi altra cosa degna di nota. La sua specialità erano i divorzi, e più erano travagliati, più gli piacevano. Adorava lo sporco, la lotta nel fango, il combattimento corpo a corpo, l’eccitazione per una registrazione telefonica segreta o per la foto a sorpresa dell’amante a bordo della decappottabile nuova. I suoi processi erano una guerra di trincea. Gli alimenti che riusciva a farsi riconoscere stabilivano nuovi record. Solo per divertimento, faceva saltare divorzi consensuali e li trasformava in due anni in marce della morte. (…) Tra i colleghi, Harry Rex si fidava solo di Jake, e la fiducia era reciproca.

E nell’arretrato Mississippi rurale, inoltre, lui è tutto fuorché un razzista bigotto. Onesto? Quanto basta. Perfido al punto giusto. “Harry Rex – leggiamo invece ne “Il momento di uccidere” – si muoveva in certi ambienti come una nuvola. Era una fonte inesauribile di pettegolezzi e di voci, e si vantava di diffondere soltanto la verità… quasi sempre. Era il primo a sapere quasi tutto.

UN PERSONAGGIO RICORRENTE

Il corpulento Harry Rex, come suo solito, entra con veemenza in ogni stanza, boccheggiando per la fatica dopo aver salito le scale, in almeno quattro legal thriller di Grisham: dal suo primo romanzo, “Il momento di uccidere“, fino al recente “L’ombra del sicomoro” (che ha la stessa ambientazione del primo), passando per “L’ultimo giurato e “La convocazione“.

Su Harry Rex il protagonista della storia, che sia Jack Brigance o Willie Traynor o Ray Atlee, può sempre fare affidamento, pur accettando di sorbirsi i coloriti racconti sui suoi strani clienti, sui pettegolezzi di Ford County e sulle sue avventurose amanti. Perché Harry Rex, grazie anche alla sua memoria prodigiosa, sa tutto di tutti in città e nel circondario, che batte alla guida un’auto ovviamente tutta scassata e sporca.

IL FACCIONE DI HARRY REX

Che faccia ha Harry Rex Vonner? Per adesso, l’unica disponibile: quella dell’attore canadese Oliver Platt, che lo ha interpretato nella versione cinematografica de “Il momento di uccidere“. Ma le descrizioni di Grisham sono molto efficaci, che non è poi così difficile immaginarselo in carne e ossa. Leggiamo sempre dallo stesso romanzo:

Ha qualcosa contro le donne, signore?” chiese Ellen.
No, signora. Io amo le donne. Ne ho sposate quattro.
Harry Rex è l’avvocato divorzista più carogna della Ford County” spiegò Jake. “Anzi, è l’avvocato più carogna, punto e basta. Pensandoci meglio, è l’uomo più carogna che conosco“.
Grazie” disse Harry Rex che aveva smesso di fissare Ellen.
Ellen guardò le enormi scarpe sporche e sciupate, i calzini di nylon a costine che erano calati intorno alle caviglie, i pantaloni kaki sporchi e sciupati, il blazer blu liso, la cravatta di lana rosa che scendeva di venti centimetri sotto la cintura e disse “Mi sembra simpatico“.
Potrei prenderla come quinta moglie” commentò Harry Rex.
E’ un’attrazione esclusivamente fisica” rispose lei.

Oppure la sua rumorosa apparizione ne “L’ultimo giurato“: “Harry Rex aveva un sigaro scuro infilato nell’angolo sinistro della bocca. Mi dava l’impressione di essere stato lì dall’alba, a disfarsi lentamente come un pezzo di tabacco da masticare. Niente fumo perché non era acceso. Harry Rex lasciò piombare il suo corpo massiccio in una poltrona di pelle come se avesse l’intenzione di restarci per un paio d’ore (…) Aveva un faccione carnoso con i capelli corti che puntavano in ogni direzione come paglia al vento. Il suo vecchio vestito cachi era tutto spiegazzato e macchiato: un proclama al mondo intero che Harry Rex se ne infischiava di tutto e di tutti“.

La descrizione prosegue ne “La convocazione“: “Era alto, con un ampio torace e la pancia prominente, un grosso orso arruffato che venerava il giudice Atlee e sarebbe stato disposto a qualsiasi cosa per i suoi ragazzi. Era un brillante avvocato intrappolato in una cittadina di provincia, e il giudice Atlee si era sempre rivolto a lui per i problemi legali di Forrest“.

Il rito del venerdì sera

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Venerdì d’autunno: in molte località degli Stati Uniti, soprattutto nelle sperdute cittadine di provincia, la serata del venerdì è consacrata al football liceale (high school football). John Grisham, da adolescente, ha vissuto in prima persona questa sorta di follia collettiva e spesso la ricorda anche nei suoi libri, a tal punto da dedicarne interamente uno all’argomento, “L’allenatore“. Ecco un passo tratto da “L’ultimo giurato“, ambientato negli anni ’70 in Mississippi. Il protagonista del libro, Willie Traynor, è l’editore e direttore del giornale di una piccola città e si ritrova immerso nell’atmosfera dell’high school football.

Ai primi d’agosto, però, il giornale ebbe un altro momento di gloria quando Davey ‘Linguaccia’ Bass mi spiegò i riti del football liceale. A Wilson Caudle lo sport non interessava: peccato che tutti gli altri cittadini di Clanton vivessero e morissero con i Cougars tutti i venerdì sera. Mr Caudle aveva relegato Linguaccia nelle ultime pagine del giornale e di rado pubblicava qualche foto. Io sentii odore di soldi e i Cougars cominciarono a diventare argomento da prima pagina.

La mia carriera di giocatore di football era finita alle medie per mano di un sadico ex marine che la mia tranquilla, piccola scuola aveva per qualche motivo ingaggiato come allenatore. Correvo sulla pista di atletica, in tenuta completa, con caso e tutto il resto, con trentacinque gradi all’ombra e il novantacinque per cento di umidità e, per non so quale motivo, l’allenatore si rifiutava di farci bere. (…) Abbandonai il football per dedicarmi al tennis e alle ragazze, e mai lo rimpiansi per un solo istante. La mia scuola giocava le sue partite il sabato pomeriggio, così nulla conoscevo della religione del football del venerdì sera. Accettai con gioia di essere un convertito ritardatario.

Quando i Cougars si riunirono per il loro primo allenamento, Linguaccia e Wiley erano presenti. Pubblicammo una grande fotografia in prima pagina di quattro giocatori, due bianchi e due neri, e un’altra dello staff tecnico, che comprendeva un assistente di colore. Linguaccia scrisse un lungo articolo sulla squadra, i giocatori e le prospettive per il campionato, ed eravamo solo alla prima settimana di allenamenti. (…)

Il “Times” pubblicò lunghi articoli sulle cheerleader, la banda, le squadre minori, su tutto quello che riuscimmo a pensare. E per ogni articolo c’erano delle foto. Non so quanti ragazzi restarono fuori dalle pagine del nostro giornale, ma di sicuro non furono molti. La prima partita fu l’annuale faida familiare contro Karaway, una cittadina molto più piccola con un allenatore molto più in gamba. Io mi sedetti in tribuna con Harry Rex e ci sgolammo insieme fino a perdere la voce. Lo stadio registrò il tutto esaurito, con un pubblico soprattutto bianco. Ma gli stessi bianchi che con tanta tenacia si erano opposti ad accettare gli studenti neri, quel venerdì sera si trasformarono all’improvviso. Nel primo quarto della prima partita, nacque una stella nel nome di Ricky Patterson, un torello dalla pelle nera e con le ali ai piedi la prima volta che ricevette il pallone corse ottanta yard. La seconda volta ne fece quarantacinque, e da quel momento tutte le volte che gli lanciavano la palla il pubblico si alzava in piedi gridando.

Sei settimane dopo che l’ordine dell’integrazione scolastica si era abbattuto sulla città, guardavo quegli stessi zotici intolleranti e ottusi urlare come pazzi e saltare sugli spalti ogni volta che Ricky riceveva la palla. Clanton vinse per trentaquattro a trenta al termine di una gara mozzafiato e noi raccontammo la partita senza il minimo pudore. Tutta la prima pagina era dedicata esclusivamente al football. Avviammo subito un concorso di “giocatore della settimana”, con un premio di cento dollari da versare per una borsa di studio in un fondo che rimase vago per mesi. Il nostro primo vincitore fu Ricky e ciò richiese un’altra intervista corredata di fotografia. Quando Clanton vinse le prime quattro partite, il “Times” si fece trovare puntuale ad aizzare l’entusiasmo, e la nostra tiratura toccò le cinquemilacinquecento copie”.

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