The Carousel Bar @ New Orleans

Standard

La tipica atmosfera del Sud degli Stati Uniti e la magia del Quartiere Francese: sono due, ma non gli unici, motivi per cui il The Carousel Bar & Lounge di New Orleans è uno dei locali più apprezzati al mondo, soprattutto da artisti, letterati e intellettuali. Tra cui anche John Grisham.

Lo scrittore, conosciuto in tutto il mondo come il re del legal thriller, ogni volta che passa a New Orleans, non perde occasione di fare un salto nel locale, caratterizzato dal bar girevole da 25 posti, come se fosse una giostra, installato nel 1949. Quasi ogni sera si suona musica jazz.

The Carousel Bar & Lounge è stato aperto nel 1886 all’interno del Hotel Monteleone, nel French Quarter, ed è stato un punto di riferimento per alcuni tra i nomi più importanti della letteratura americana, da Ernest Hemingway a Tennessee Williams, fino a William Fauklner.

John Grisham contro la HB 1532

Standard

mississippi_hb1532

Nel mese di aprile 2016 lo scenario politico del Mississippi, stato di cui John Grisham è originario, è stato interessato da una turbolenza scatenata dalla firma della legge HB 1532 (House Bill) da parte del governatore repubblicano Phil Bryant. Il provvedimento autorizzerebbe esercizi pubblici e privati quali hotel, ristoranti, negozi, scuole e ospedali, in nome della libertà religiosa, a negare i propri servizi agli omosessuali e in genere alle persone LGBT. Il Mississippi, storicamente, è uno degli stati più conservatori e retrogradi degli Usa, ma non tutti sono rimasti a guardare.

LA PROTESTA

Ben 95 scrittori e intellettuali del Mississippi, tra cui appunto Grisham e altri autori noti come Donna Tartt, hanno firmato una lettera di protesta (scaricabile qui) contro la legge firmata dal governatore Bryant, per la difesa dei diritti civili. Alla mobilitazione si sono presto aggiunti aziende importanti come la IBM e personaggi di altri ambiti come Bruce Springsteen e Bryan Adams, con quest’ultimo che ha persino cancellato un concerto in Mississippi in segno di protesta.

L’HB 1523 viene vista come un esempio tangibile del lato reazionario del Mississippi, ma che secondo i firmatari della lettera non è l’unico, nello stato che diede i natali a William Faulkner. Il Mississippi reazionario “ha nutrito intolleranza, degrado e brutalità, considerando ciò che è diverso come una minaccia alla famiglia e ai suoi valori. Invece esiste un altro volto del Mississippi, che tiene in considerazione compassione, carità, gentilezza e una serie di altre affinità condivise quotidianamente dagli abitanti dello stato, abbracciando ciò che è diverso. E’ questo sentimento che ha allevato la grande letteratura nata in Mississippi

Ciò che la letteratura ci insegna è l’empatia – prosegue il testo – Ci ricorda che tendere una mano ai nostri prossimi, anche se sembrano differenti da noi e amano differentemente da noi, significa dire loro: tu sei un essere umano come me, vieni dallo stesso posto, affronti le stesse difficoltà. Gli autori del Mississippi hanno narrato il dolore e la delusione, ma anche l’orgoglio e il fiero desiderio di vedere una politica di questo stato che sia all’altezza delle aspettative dei suoi cittadini. E’ davvero sgradevole per molti di noi vedere la retorica dell’odio, sottilmente velata, avvelenare ancora una volta la nostra vita pubblica. Il governatore Bryant e i firmatari della legge non sono le sole voci del Mississippi: qui ci sono sempre state persone che combattono le ingiustizie e lo faranno ancora. Questo è il volto del Mississippi che vogliamo“.

I 95 AUTORI

Ed ecco la lista, aggiornata a metà aprile 2016, degli autori del Mississippi che sostengono la protesta contro la legge HB 1532: Ellis Anderson, Ace Atkins, Howard Bahr, Angela Ball, Marion Barnwell, Steven Barthelme, Matt Bondurant, William Boyle, Carolyn Brown, Kelly Butler, Jimmy Cajoleas, Sarah C. Campbell, Julie Cantrell, Hodding Carter III, Hodding Carter IV, Maari Carter, Jim Dees, James Dickson, Kendall Dunkelberg, William Dunlap, Lee Durkee, Margaret Eby, John T. Edge, Liz Egan, Kelly Ellis, W. Ralph Eubanks, Beth Ann Fennelly, Ellen Ann Fentress, William R. Ferris, Ann Fisher-Wirth, Tom Franklin, Martha Hall Foose, Christopher Garland, Melissa Ginsburg, John Grisham, Matthew Guinn, Minrose Gwin, Becky Hagenston, Derrick Harriell, Brooks Haxton, Gerard Helferich, Ravi Howard, Lisa Howorth, T. R. Hummer, Greg Iles, Deborah Johnson, Rheta Grimsley Johnson, Michael Kardos, James Kimbrell, Taylor Kitchings, Jamie Kornegay, Kos Kostmayer, Catherine Lacey, Kiese Laymon, T. K. Lee, Beverly Lowry, Richard Lyons, Suzanne Marrs, C. Liegh McInnis, Margaret McMullan, Greg Miller, Mary Miller, Andrew Malan Milward, Benjamin Morris, Family of Willie Morris, Scott Naugle, Teresa Nicholas, Michael Pickard, Catherine Pierce, John Pritchard, Douglas Ray, Julia Reed, James Seay, Kevin Sessums, Gary Sheppard, Katy Simpson Smith, Matthew Clark Smith, Michael C. Smith, Michael Farris Smith, Kathryn Stockett, Donna Tartt, Tate Taylor, Wright Thompson, Natasha Trethewey, Tiffany Quay Tyson, Jesmyn Ward, Brad Watson, Larry Wells, Neil White, Curtis Wilkie, Ruth Williams, Austin Wilson, Gerry Wilson, Steve Yarbrough, Steve Yates.

Botta e risposta con John Grisham

Standard

jg_03

Rosanna Greenstreet del quotidiano britannico The Guardian ha “messo a nudo” John Grisham in un “botta e risposta” nelle pagine di lifestyle. Dalla gradevole intervista, oltre a molti aspetti gia noti, emergono varie curiosità sulla vita dello scrittore americano. Come quella volta che si trovò coinvolto in un momento imbarazzante mentre era in chiesa oppure l’estate trascorsa in Mississippi come operaio stradale. O ancora l’amore per sua moglie Renee e l’importanza dei genitori, fino all’insegnamento più importante che ha ricevuto dalla vita. Ecco la traduzione integrale dell’intervista.

Quand’è che sei stato più felice?
Questa mattina. Ho trascorso una mia tipica giornata: mi sono alzato presto, ho portato il cane a passeggiare, sono andato un’ora in palestra e poi ho scritto per quattro ore. Questo fa di me una persona felice.

Qual è la tua più grande paura?
Avere un ictus.

Qual è il tuo primo ricordo?
Mio padre era un coltivatore di cotone e la prima cosa che mi viene in mente è la raccolta del cotone quando avevo cinque anni, era molto triste.

Qual è stato il tuo momento più imbarazzante?
Riguarda quella volta che qualcuno aveva scorreggiato in chiesa. Tenevo per mano mia figlia di tre anni ed era stata lei, ma tutti guardavano me.

Qual è la cosa che conservi più gelosamente?
Una prima edizione autografata di “L’urlo e il furore” di William Faulkner.

Qual è il tuo screensaver?
Una barca a vela vicino alla spiaggia, il che è strano, perché soffro il mal di mare anche nella doccia…

Cosa ti rende infelice?
Forse, un cattivo giro a golf.

Cosa non ti piace del tuo aspetto fisico?
La calvizie incipiente.

Qual è la tua parola preferita?
Calico.

Qual è la cosa più sbagliata che qualcuno ha detto di te?
Un ciarlatano, a un party circa cinque anni fa, mi disse a voce alta che avevo scritto un solo libro, il resto erano soltanto sceneggiature. Non mi arrabbio facilmente, ma quel tipo mi fece davvero uscire di testa.

Cosa devi ai tuoi genitori?
Una chiara comprensione di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato.

Chi è il più grande amore della tua vita?
Renee. Siamo sposati da 34 anni, oltre ai tre di fidanzamento. Lei ha sei anni meno di me ed era la ragazza della porta accanto. Partii per l’università e quando tornai a casa era cresciuta. L’amore fu istantaneo.

Chi inviteresti alla cena dei tuoi sogni?
Mark Twain, Charles Dickens e William Faulkner.

Qual è il peggior lavoro che hai fatto?
A 17 anni ho trascorso un’estate asfaltando strade in Mississippi.

Se potessi tornare indietro nel tempo, dove andresti?
A guardare il D-Day sulle spiagge della Normandia, il 6 giugno 1944… tenendomi a debita distanza!

Quando hai pianto l’ultima volta?
Il 18 gennaio 2015, quando è morta mia madre.

Cosa migliorerebbe la qualità della tua vita?
Perdere 10 chili e abbassare il colesterolo.

Quale consideri il tuo più grande risultato?
Essere capace di scrivere libri che fanno divertire persone in tutto il mondo.

Cosa ti tiene sveglio la notte?
Il dolore all’anca.

Come vorresti essere ricordato?
Non mi interessa, tanto non sarò più qui.

Qual è la lezione più importante che la vita ti ha insegnato?
Dire sempre la verità. Mentire è troppo impegnativo.

John Grisham al Mississippi Book Festival

Standard

jg_mississippi_book_festival

John Grisham, il re del legal thriller, è stato l’ospite d’onore alla prima edizione del Mississippi Book Festival, svoltosi il 22 agosto 2015 a Jackson, la capitale del Mississippi, presso l’edificio del parlamento. Hanno partecipato oltre 160 autori nativi del Mississippi o ad esso legati, di cui Grisham è forse il più illustre. In quello che è considerato uno degli Stati più arretrati degli Usa, sia dal punto di vista economico sia culturale, si è parlato di una serie di argomenti, non solo letteratura ma anche di autori locali, sport, cucina e soprattutto la storia dei diritti civili nel profondo Sud statunitense.

Grisham ha preso parte all’inaugurazione e poi ha condotto l’incontro pomeridiano sul tema “Cosa significa leggere per la nostra cultura: l’influenza di lettura, scrittura e giornalismo in Mississippi“, a cui hanno preso parte il giornalista Jerry Mitchell e William Ferris della University of North Carolina.

IL LIBRO SU MEREDITH

Tra i numerosi interventi, come riporta l’Associated Press, spicca quello il professor Aram Goudsouzian, che presiede il dipartimento di storia alla University of Memphis, ha presentato il suo libro “Down to the Crossroads: civil rights, black power and the Meredith march against fear“. Nel volume si racconta della marcia per la libertà da Memphis a Jackson promossa nel 1966 da James Meredith, che nel 1962 fu il primo iscritto di colore alla University of Mississippi – nota agli affezionati come Ole Miss – e la novità fu accolta con violente contestazioni. Meredith sopravvisse a una sparatoria nel marzo del 1966 e centinaia di attivisti per i diritti civili completarono le 220 miglia di cammino in suo nome. Inoltre, circa 15 mila persone si radunarono al termine della marcia proprio sotto il parlamento del Mississippi, dove Meredith parlò alla folla, e almeno 4 mila afroamericani si registrarono per la prima volta come elettori.

I DIRITTI CIVILI IN GRISHAM

John Grisham, pur essendo nato a Jonesboro in Arkansas, è cresciuto e in parte vive in Mississippi, in una tenuta presso Oxford. In alcuni dei suoi romanzi di maggior successo, tra cui il suo esordio letterario Il momento di uccidere, L’appello e L’ombra del sicomoro, il tema dei diritti civili è preponderante, senza contare i numerosi accenni negli altri suoi libri. Nato nel 1955, Grisham ha di fatto vissuto in prima persona e in gioventù il particolare clima di quegli anni negli stati del Sud.

In occasione del Mississippi Book Festival, John Grisham si è soffermato anche su altri aneddoti. “Quando ero un giovane deputato di opposizione alla Camera dei Rappresentanti del Mississippi – racconta alla AP – mi capitava di ascoltare e prendere nota delle lunghe storie che i politici si raccontavano mentre bevevano caffè, o qualcosa di più forte. C’è infatti una lunga tradizione di storytelling in Mississippi che va di pari passo con la nostra tradizione letteraria“.

Infatti, il Mississippi, oltre a John Grisham, ha dato i natali ad altri importanti scrittori: William Faulkner, Tennessee Williams, Thomas Harris, Kathryn Stockett.