La giuria negli Stati Uniti

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La giuria” di John Grisham, romanzo uscito nel 1996 e adattato in film nel 2003, mette in evidenza un istituto fondamentale e decisivo nel sistema giudiziario degli Stati Uniti: la giuria popolare, appunto. Un elemento ricorrente anche in altri legal thriller di Grisham e che, considerate le differenze con l’Italia, è opportuno spiegare per facilitarne la comprensione. Continua a leggere

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La mia top ten di John Grisham!

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Libri di John Grisham

Ecco una mia top ten dei libri di John Grisham. Premetto che, nello stilare questa classifica, non mi sono basato sul successo editoriale, sulla critica, sulla qualità complessiva o su altri parametri, ma è una top ten esclusivamente fondata sui miei gusti personali.

1) L’allenatore. Un “gioiellino” e un omaggio al football, all’America di provincia e a valori semplici e universali come l’amicizia, l’amore, lo sport, il perdono. E una bella atmosfera d’autunno. Per uno come me, appassionato sia di Grisham sia di sport, è il top.

2) Il socio. Non è tutto oro quello che luccica: non sempre lavorare strapagati in uno studio super lussuoso è la soluzione migliore, soprattutto se scopri che i tuoi superiori, dietro le loro impeccabili apparenze, sono dei mafiosi senza scrupoli. Come farsi abbindolare e poi escogitare un colpo di genio per uscire dalla trappola. Memorabile.

3) L’uomo della pioggia. Il romanzo con cui ho scoperto John Grisham. Un giovane avvocato alle prime armi si ritrova in tribunale a sostenere la causa di una povera donna contro una grande e potente compagnia di assicurazioni. Fonte di ispirazione per chi ama osare e vincere contro ogni pronostico.

4) Il Broker. Un intrigo internazionale e una bella ambientazione italiana (Treviso e Bologna) intorno a Joel Backman detto “Il Broker”, un ex avvocato lobbista detentore di pericolosi segreti e braccato da agenti di mezzo mondo. Anche qui la storia di una via d’uscita da quello che sembra un trabocchetto senza scampo. Coinvolgente. Un invito a stare sempre con gli occhi aperti.

5) Il ricatto. Mi è piaciuto complessivamente, non saprei indicare un motivo preciso. C’è un po’ di tutto: dai grandi studi legali di New York alle realtà di provincia, dallo spionaggio a numerosi accenni allo sport. E la voglia del protagonista di riprendersi la propria vita.

6) Il professionista. Di nuovo il Grisham amante dell’Italia. Solo lui poteva ambientare nel nostro Paese un romanzo dedicato al football americano, e lo ha fatto pure bene. Un omaggio alla città di Parma e una storia ben costruita, con la crescita umana del protagonista che si affianca a quella della squadra, fino alla vittoria finale. Da film.

7) Il rapporto Pelican. Pericolose vicende rimaste nascoste, un complotto politico, il coraggio di una giovane studentessa e la missione di un giornalista vero… tutti ingredienti che rendono “Il rapporto Pelican“, a mio avviso, uno dei migliori romanzi di John Grisham.

8) La convocazione. La vita tranquilla di uno scapolo professore universitario è messa in subbuglio dal ritrovamento, nella casa del padre appena deceduto, di una scatola piena di dollari per un totale di tre milioni. Da dove vengono? A chi appartengono? L’atmosfera è tranquilla, ma solo apparentemente: quando si ha qualcosa da perdere, è fin troppo facile sentirsi osservati…

9) Calico Joe. L’omaggio di John Grisham al baseball, il “passatempo nazionale” degli Stati Uniti. Una storia di perdono e riscatto, tra un padre e un figlio. Nel nome del baseball, uno sport che sono felice di aver scoperto negli ultimi anni e che ogni tanto provo persino a praticare in modo stra-amatoriale…

10) La giuria. Sono contrario al fumo e quindi cosa di meglio di un romanzo che è un vero e proprio attacco alle multinazionali del tabacco? Anche se nel film è stato cambiato il “cattivo”, sostituendolo con i produttori di armi da fuoco, resta un bel romanzo.

E i vostri romanzi di John Grisham preferiti quali sono?

Mai stati… film

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Libri di John Grisham

Svariate volte, in questo blog, abbiamo parlato delle numerose trasposizioni cinematografiche – già passate alla storia oppure in corso d’opera – dei romanzi di John Grisham. L’industria di Hollywood ha sfornato grandi pellicole tratte dai bestseller di J.G. con alcune delle più conosciute e amate star del cinema mondiale, basti pensare a “Il socio“, “Il rapporto Pelican“, “La giuria“, “L’uomo della pioggia“. Tuttavia esistono alcuni libri di Grisham che, nonostante si prestino ottimamente a una versione cinematografica, non sono finora stati oggetto di attenzione da parte delle case di produzione. Ne suggeriamo tre.

1) L’allenatore

Davvero strano che il cinema made in Usa, il migliore al mondo nella realizzazione di film sullo sport e in particolare sull’autoctono football americano, non abbia ancora pensato a regalare agli appassionati del genere un sogno in più: un film tratto da “L’allenatore” di John Grisham. Si inserirebbe così in un florido filone sull football liceale che annovera già, tra gli altri, “Il ribelle“, “Varsity Blues“, “Il sapore della vittoria“, “Gridiron Gang“, “Friday Night Lights“. Motivo della dimenticanza? Forse il fatto che nel romanzo non è narrata una storia classica e lineare del tipo caduta-rinascita-vittoria, così ricorrente negli stereotipi hollywoodiani. Ci permettiamo anche di suggerire i possibili interpreti del protagonista Neely Crenshaw: Brad Pitt o Matt Damon, già alle prese nel recente passato con film sportivi quali “Moneyball” e “Invictus“. Tratti del coach Eddie Rake, invece, trovano qualche similitudine nel Bud Kilmer di “Varsity Blues“, interpretato da Jon Voight.

2) Innocente

E’ una storia vera, e come tale ben adattabile al grande schermo. Tra l’altro affronta due tematiche alle quali John Grisham è particolarmente sensibile: la pena di morte e gli errori giudiziari. In questo libro – che non è un romanzo, ma un vero e proprio saggio-inchiesta – si ripercorrono l’ascesa e la rapida caduta di una promessa del baseball, Ron Williamson, che, diventato alcolista e tossicodipendente, verrà ingiustamente accusato dell’omicidio di una ragazza, arrivando a un passo dall’esecuzione. Una storia umana avvincente e coinvolgente, ricca di tensione narrativa, che punta il mirino sull’intero sistema legale americano.

3) Il broker

Un thriller internazionale ricco di suspense che vede protagonista un potente ex avvocato, noto come “Il Broker”, nascosto dalla Cia sotto falsa identità in una città italiana, Bologna, e braccato da agenti segreti, misteriosi killer e persino dagli stessi individui che hanno organizzato la sua protezione. Riuscirà a fuggire da un destino letale? Certo che in questo romanzo di John Grisham c’è davvero tutto per un capolavoro cinematografico: questioni di politica internazionale, i servizi segreti Usa, personaggi misteriosi, colpi di scena e un’ambientazione unica al mondo, l’Italia.

Hollywood Grisham

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In attesa de Il ricatto” con Zac Efron, i film tratti dai romanzi di John Grisham sono finora otto. Registi quali Sydney Pollack, Alan J. Pakula, Joel Schumacher, Francis Ford Coppola hanno diretto le trasposizioni cinematografiche dei bestseller di Grisham, interpretate da alcune delle più grandi stelle del cinema americano. Abbiamo scelto – in base alla celebrità ma anche al ruolo effettivamente interpretato – le dieci maggiori star che hanno incarnato i personaggi nati dalla penna di J.G.

1) Tom Cruise. Il Pete Mitchell di “Top Gun” ne “Il socio” interpreta un altro Mitchell, l’avvocato McDeere, che finisce a lavorare nel lussuoso studio legale Bendini, Lambert & Locke, gestito dalla… mafia. Da rampante avvocato con un contratto favoloso alla fuga da una trappola mortale. L’intensità dell’interpretazione vale il primo posto.

2) Gene Hackman. Presente in tre film con altrettanti parti da “cattivo”. Ne “Il socio” è Avery Tolar, diretto superiore di Tom Cruise alias Pete Mitchell: Avery fa parte della mafia che gestisce lo studio legale, tuttavia è un edonista e si lascia andare a leggerezze che gli costeranno la vita. Ne “L’ultimo appello” è Sam Cayhall, ex militante del Ku Klux Klan condannato a morte. Infine ne “La giuria” è Rankin Fitch, avvocato senza scrupoli. Il più assiduo.

3) Julia Roberts. Darby Shaw, la protagonista de “Il rapporto Pelican“, è finora il maggiore personaggio femminile in un romanzo di John Grisham. Una studentessa di legge che, lavorando a una semplice tesina, arriva a scoprire la verità sull’assassinio di due giudici federali, toccando interessi enormemente più grandi di lei. Memorabile.

4) Matt Damon. “L’uomo della pioggia“, diretto da Francis Ford Coppola, è spesso passato inosservato. L’allora ventisettenne Matt Damon interpreta l’avvocato in erba Rudy Baylor che, per difendere una povera donna, si ritrova coinvolto in una causa plurimilionaria contro una grande società di assicurazioni.

5) Denzel Washington. Di nuovo “Il rapporto Pelican“: Denzel è l’energico giornalista d’assalto Gray Grantham del Washington Post che, mettendo a repentaglio la propria vita, accetterà di aiutare Darby Shaw a salvarsi e a rendere pubbliche le scottanti verità contenute nel rapporto Pelican.

6) Susan Sarandon: interpreta Reggie Love ne “Il cliente“. Un’avvocatessa combattiva e testarda che si prende a cura il caso del piccolo Mark Sway (un dodicenne Brad Renfro, scomparso nel 2008, al suo esordio)

7) Matthew McConaughey: un altro dei belli di Hollywood, all’età di ventisette anni è l’avvocato Jack Brigance, protagonista de “Il momento di uccidere“. Nella versione cinematografica del primo romanzo di John Grisham, McConaughey brilla in un cast stellare che include Sandra Bullock, Samuel L. Jackson, Kevin Spacey, Chris Cooper, Ashley Judd, Donald e Kiefer Sutherland.

8) John Cusack: nei panni dello sfuggente e misterioso Nicholas Easter è il protagonista de “La giuria“, film sulla spinosa questione della vendita e del possesso di armi da fuoco negli Stati Uniti (nel romanzo, invece, sono imputate le aziende produttrici di tabacco).

9) Dustin Hoffman: anche lui presente ne “La giuria” nel ruolo di Wendall Rohr, avvocato anziano e idealista che perora la causa della vedova Celeste Wood contro l’azienda produttrice di armi da fuoco, ritenuta responsabile della strage in cui un pazzo ha ucciso il marito.

10) Dan Aykroyd: l’ultima scelta è caduta su questo attore canadese dalla prolifica carriera quasi quarantennale: è uno dei due “Blues Brothers“, lo troviamo anche in “Ghostbusters“, “A spasso con Daisy“, “Teste di cono“, “Pearl Harbor“, “50 volte il primo bacio“, “Candidato a sorpresa” e in un altro classico natalizio, “Una poltrona per due“. In “Fuga dal Natale” indossa le vesti del “capo-quartiere” antipatico e conservatore Vic Frohmayer.

Fuori classifica: Danny DeVito e Jon Voight, rispettivamente il goffo paralegale Deck Shifflet e l’arrogante avvocato Leo F. Drummond ne “L’uomo della pioggia“. Due efficaci interpretazioni come spalla e antagonista di Matt Damon.

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Come ne “La giuria”

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Nemmeno John Grisham, forse, è mai arrivato a tanto. Una sentenza stratosferica per responsabilità civile. La vedova statunitense Cynthia Robinson di Pensacola, Florida, ha vinto una causa record contro la Reynolds, multinazionale che produce le sigarette Camel. La Reynolds è stata condannata dal tribunale a pagare ben 23,6 miliardi di dollari in quanto ritenuta responsabile della morte di Michael Johnson, marito della Robinson, ucciso nel 1996 da un cancro ai polmoni.

CHI FA DA SE FA PER 23,6

La notizia è apparsa il 21 luglio 2014, in un articolo di Paolo Mastrolilli, inviato de La Stampa a New York. Il caso di Cynthia Robinson, secondo quanto riportato, aveva già fatto parte di una vittoriosa class action (azione legale collettiva) guidata dal pediatra Howard Engle, annullata però dalla Corte Suprema della Florida. Tuttavia, la stessa Corte Suprema, si legge nell’articolo, “aveva ammesso che le singole vittime ripresentassero le loro cause. Così erano nati migliaia di ‘Engle progeny’, ossia procedimenti giudiziari avviati dai singoli membri della precedente class action”. E così ha fatto Cynthia Robinson: “La Reynolds, produttrice delle sigarette Kool fumate da Michael, è stata condannata a pagare 17 milioni di dollari di danni alla famiglia, e 23,6 miliardi come multa punitiva“.

LA SOMIGLIANZA CON “LA GIURIA”

L’accaduto fa subito tornare in mente il romanzo “La giuria” (The Runaway Jury) di John Grisham, che tra l’altro, per una singolare coincidenza, è uscito proprio nel 1996. Il protagonista Nicholas Easter, insieme alla sua compagna e complice Marlee, trama da anni per farsi nominare giurato nei processi contro le aziende produttrici di tabacco, al fine di pilotare il verdetto e ottenere un clamoroso precedente. Nel 2003 ne è stato tratto l’omonimo film, con una variante: nella parte dei “cattivi”, non più produttori di tabacco ma di armi da fuoco.

UN DURO COLPO ALL’INDUSTRIA DEL FUMO

Tornando alla sentenza Robinson, il ricorso in appello che sicuramente sarà presentato dalle aziende condannate potrebbe vanificare il verdetto di primo grado. Se invece non andasse a buon fine, esse potrebbero subire un ulteriore duro colpo. E stavolta non è soltanto un romanzo di John Grisham.

Le donne di John Grisham

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Sarà una donna il protagonista del prossimo legal thriller di John Grisham, in uscita il 21 ottobre 2014? Stando a un cartellone pubblicitario della Doubleday (l’editrice americana dello scrittore) apparso a New York e riportato sulla pagina Facebook ufficiale di John Grisham, sembrerebbe proprio così. “John Grisham has a new hero – recita il claim – and she’s full of surprises”, al fianco dell’immagine di due gambe di due donne diverse calzanti scarpe con tacco alto. Di più, al momento, non è dato di sapere.

DONNE MA NON TROPPO

Tra l’altro, commentando su Facebook, i fan hanno notato che una delle due gambe che compaiono sul manifesto appartiene in realtà a un uomo. D’altronde si usa la parola hero e non heroine. Staremo a vedere.

Se il prossimo protagonista fosse comunque una donna, sarebbe la prima volta che in un legal thriller John Grisham affidi il ruolo principale assoluto a un personaggio femminile. Tuttavia nei suoi romanzi le donne non sono mai mancate, spesso in parti importanti.

EROINE CORAGGIOSE

Il maggior personaggio femminle in un’opera di John Grisham è sicuramente Darby Shaw, la brillante studentessa di legge che ne “Il rapporto Pelican”, grazie alle sue ricerche, svela un intrigo alle spalle dell’omicidio di due giudici ed è costretta a fuggire per tutti gli Stati Uniti. Darby Shaw è stata interpretata da Julia Roberts nella trasposizione cinematografica del romanzo.

Quindi, ne “Il Cliente”, ecco Reggie Love (Susan Sarandon nel film), intraprendente avvocatessa che accetta il caso del piccolo Mark Sway, detentore di un pericoloso segreto. In “Ultima sentenza” un’altra avvocatessa, l’assennata ed elegante Mary Grace Payton, sostiene insieme al marito la causa civile contro una multinazionale chimica colpevole di aver avvelenato l’acqua potabile di una cittadina del Mississippi, causando la morte di molti abitanti.

Marlee è la compagna e complice di Nicholas Easter ne “La giuria”: i due tramano da anni per pilotare a favore delle vittime il verdetto dei processi contro le multinazionali del tabacco.

SPALLE PREZIOSE E POVERE SFORTUNATE

La deliziosa Abby e l’ansiosa ma efficientissima Tammy sono rispettivamente moglie e complice di Mitchell McDeere, il rampante avvocato protagonista de “Il socio” (Tom Cruise nel film) che si ritrova a dover smascherare i mafiosi che conducono lo studio legale in cui lavora.

Ne “L’uomo della pioggia” il protagonista Rudy Baylor (Matt Damon) difende la povera Dot Black, che vede suo figlio morire di cancro dopo che l’assicurazione gli ha negato la possibilità di finanziarsi le cure, e si innamora di Kelly, una giovane vittima dei maltrattamenti del marito.

Tonya è la piccola nera di dieci anni vittima di brutale violenza nel romanzo d’esordio di Grisham, “Il momento di uccidere“, dove compare anche Ellen Roark, studentessa di legge che decide di dare una mano al protagonista, l’avvocato Jack Brigance (rispettivamente Sandra Bullock e Matthew McConaughey sul grande schermo). Infine, Rhoda Kassellaw è la sfortunata vittima de “L’ultimo giurato” e Rachel Phelan è la misteriorsa e sfuggente, ma umana ereditiera de “Il testamento“.