La giuria negli Stati Uniti

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La giuria” di John Grisham, romanzo uscito nel 1996 e adattato in film nel 2003, mette in evidenza un istituto fondamentale e decisivo nel sistema giudiziario degli Stati Uniti: la giuria popolare, appunto. Un elemento ricorrente anche in altri legal thriller di Grisham e che, considerate le differenze con l’Italia, è opportuno spiegare per facilitarne la comprensione. Continua a leggere

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“L’avvocato canaglia”, la recensione

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Come società, aderiamo al principio di un processo equo per chiunque sia accusato di un crimine grave, ma qualcuno di noi ha dei problemi quando si tratta di fornire un avvocato competente per garantire il suddetto processo equo. Legali come me devono convivere con la domanda: “Ma come fai a difendere una feccia del genere?”. Io me la cavo con un veloce: “Qualcuno deve farlo”, e me ne vado. Vogliamo davvero processi equi? No, non li vogliamo. Vogliamo giustizia, e in fretta. E giustizia è qualsiasi cosa riteniamo lo sia in base a un criterio individuato caso per caso. In fondo è una fortuna che non crediamo nei processi equi perché si può stare maledettamente certi che non li abbiamo. La presunzione di innocenza è ormai presunzione di colpevolezza”. Continua a leggere

10 motivi per cui mi piace John Grisham

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John Grisham è il mio scrittore preferito. Leggo i suoi romanzi da circa dieci anni e da un anno e mezzo gli dedico questo blog. Sono oltre trenta titoli, tra legal thriller – per cui è conosciuto in tutto il mondo – e libri di altro genere, in cui ha raggiunto ugualmente livelli molto interessanti. Ci sono storie irresistibilmente coinvolgenti e altre meno, “di routine” le potrei definire. Continua a leggere

“L’avvocato canaglia”, dal 10 novembre in Italia

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C’è praticamente tutto, cover compresa. L’avvocato canaglia, il nuovo romanzo di John Grisham, uscirà in Italia il 10 novembre 2015, come sempre per Mondadori, collana Omnibus. Il libro ha 336 pagine, formato 14 x 21,5 cm, cartonato con sovraccoperta, il prezzo è 22 euro. Sulla copertina italiana è raffigurata una vecchia berlina americana. La traduzione è di Nicoletta Lamberti e Annamaria Raffo. L’avvocato canaglia è il ventottesimo romanzo di Grisham e il suo trentacinquesimo titolo complessivo, in ventisei anni di carriera letteraria.

Vi riportiamo la sinossi ufficiale del romanzo:

“Non sono il tipico avvocato. Non ho un bell’ufficio con mobili di mogano e poltrone in pelle. Non appartengo a uno studio legale, prestigioso o meno. Non faccio opere di bene per l’ordine degli avvocati. Sono un lupo solitario, una canaglia che si batte contro il sistema e odia le ingiustizie…” Non si può certo dire che Sebastian Rudd sia un avvocato come tutti gli altri. Non possiede uno studio vero e proprio, ma il suo ufficio si trova a bordo di un grande furgone nero blindato dotato di vari comfort – wi-fi, un frigorifero pieno di superalcolici, delle comode poltrone e un buon equipaggiamento di armi. Non ha soci in affari, ma accanto a lui c’è sempre un uomo, che lui chiama Partner, armato fino ai denti, che gli fa da autista, guardia del corpo, confidente, impiegato e caddy, quando gioca a golf. Sebastian ha anche una ex moglie che non smette mai di procurargli guai e un figlio piccolo che non vede tanto quanto vorrebbe. Sebastian Rudd difende i peggiori criminali, i casi disperati, in poche parole tutte quelle persone che nessun avvocato si sognerebbe di avvicinare. Insomma, fa il lavoro sporco. Ritiene che ognuno abbia diritto ad avere un processo equo, anche a rischio di diventare lui stesso il bersaglio dei suoi assistiti e di essere costretto a sua volta a usare metodi poco ortodossi. Sebastian odia le ingiustizie, detesta i poteri forti e si prende gioco delle istituzioni. Narrato in prima persona, L’avvocato canaglia racconta la vita professionale e privata di un vero anticonformista, un uomo sarcastico, eccessivo, arrogante, scaltro, ma molto umano, uno dei personaggi più riusciti dei romanzi di John Grisham.

L’avvocato canaglia

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“‘Rogue Lawyer’ è costruito in modo così intelligente che potrebbe essere utilizzato come manuale nei corsi di scrittura narrativa“. Così Maureen Corrigan recensisce sul Washington Post il nuovo legal thriller di John Grisham, Rogue Lawyer, che il 20 ottobre 2015 esce negli Stati Uniti e presto arriverà in Italia con il titolo L’avvocato canaglia per la collana Omnibus di Mondadori.

L’attesa per il ventottesimo romanzo di Grisham è notevole e la Corrigan si domanda “come sia possibile che John Grisham, arrivato a questo punto nella sua ormai lunghissima carriera di scrittore, riesca ancora a tratteggiare caratteri distintivi mai visti prima nei suoi personaggi, situazioni legali così complicati e altrettanto astute vie d’uscita. Un mistero che i fan di John Grisham si accontentano di ammirare, piuttosto che risolvere“.

L’AVVOCATO DEI BASSIFONDI

A pochi giorni dall’uscita americana, proseguono le anticipazioni sul nuovo romanzo in cui John Grisham, dopo l’esperienza “ambientalista” di un anno fa con I segreti di Gray Mountain, torna alla figura dell’avvocato di strada. Un avvocato di strada, tuttavia, molto diverso da quelli visti in opera in alcuni libri precedenti: Sebastian Rudd – questo il nome del protagonista – è in realtà un avvocato tutto particolare, che ha allestito il suo studio su un furgone blindato e accetta i casi che nessun altro vuole, perché apparentemente impossibili da difendere.

Rudd non è un santo: arrogante, sarcastico e stizzoso all’inverosimile, beve whisky, gira armato, frequenta i famigerati cage fights (i violenti combattimenti di arti marziali miste), guerreggia in tribunale contro la sua ex moglie. Tuttavia “è l’avvocato difensore che vorresti avere accanto a te in un processo“. Perché Rudd ha una profonda umanità, odia le ingiustizie, soprattutto quelle dei potenti e delle istituzioni, e non ha paura di sporcarsi le mani fino a imbrogliare e a confondersi con i controversi personaggi che sono suoi clienti. E spunta un misterioso serial killer…

UN PROCESSO EQUO

La trama del romanzo è tutta da scoprire. Il Washington Post anticipa che i capitoli iniziali sembrano quasi indipendenti l’uno dall’altro, come se fosse una raccolta di racconti e non una storia unica.

Ma già dal primo capitolo, la voce narrante dello stesso Sebastian Rudd trasmette al lettore un credo preciso: tutti hanno diritto a un processo equo, anche coloro che si sono macchiati dei crimini più riprovevoli. Siamo sicuri che sia solo questo a spingere l’avvocato ad accettare la difesa dei peggiori delinquenti e dei casi più estremi?

Matt Damon, l’uomo della pioggia

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Matt Damon compie 45 anni. L’attore originario del Massachusetts è nato l’8 ottobre 1970 e in questi giorni è sul grande schermo con il fantascientifico Sopravvissuto. The Martian, diretto da Ridley Scott. Noto per la sua versatilità e per aver sempre schivato gli eccessi dello star system di Hollywood preferendo la sua east coast, Matthew Paige Damon – questo il nome completo – ha interpretato i ruoli più diversi che si possano immaginare: dal ragazzo geniale e problematico di Will Hunting – con cui vinse Oscar e Golden Globe per la miglior sceneggiatura – all’ex agente Cia nella saga di Bourne, dal capitano della nazionale sudafricana di rugby in Invictus al soldato disperso Ryan, per non parlare della memorabile trilogia Ocean’s 11, 12 e 13, fino a Monuments Men, Interstellar e troppi altri ce ne sarebbero da elencare…

C’è un film però, spesso passato inosservato, in cui la strada di un giovane Matt Damon si è intersecata con quella di John Grisham: L’uomo della pioggia.

IL GIOVANE AVVOCATO

E’ il 1997. Matt Damon ha ventisette anni, recita nel cinema da nove, ha già all’attivo quattro film e camei in altri due. Quell’anno si rivela cruciale per lui: è infatti protagonista in due film che lo consacrano definitivamente, il già citato Will Hunting. Genio ribelle di Gus Van Sant e L’uomo della pioggia di Francis Ford Coppola, tratto dall’omonimo romanzo di John Grisham.

Il primo diventerà più famoso dell’altro, che tra l’altro appare lento di ritmo e con una fotografia piuttosto cupa, ma ne L’uomo della pioggia – titolo originale The Rainmaker, da non confondere con Rain Man con Tom Cruise e Dustin Hoffman, anch’esso tradotto in italiano con L’uomo della pioggia – il cast è davvero stellare: Danny DeVito, Jon Voight, Mickey Rourke, Claire Danes.

A parte qualche inevitabile differenza e alcune inversioni nell’ordine degli eventi, il film segue la trama del libro di Grisham. Rudy Baylor, un giovane avvocato appena laureato e con pochi soldi, si ritrova a difendere la causa di due poveri coniugi ai quali l’assicurazione ha negato qualsiasi indennità per le cure del figlio, che sta morendo di leucemia. Aiutato da Deck Shifflet, un goffo praticante che non ha mai superato l’esame di abilitazione ma conosce tutti i segreti del mestiere, Rudy decide di andare fino in fondo in questa causa milionaria contro una grande e potente compagnia di assicurazioni.

THE RAINMAKER

jg_uomo_pioggiaSono particolarmente legato a questo bestseller, che è stato quello che mi ha fatto scoprire il re del legal thriller. E’ stato il primo libro di Grisham che ho letto, circa dieci anni fa. Lo acquistai a Roma, in una giornata di pioggia, appunto. Vagando per la città, ero entrato in una libreria: dando fugaci e svogliate occhiate ai libri ammassati qua e là, mi imbattei in questo titolo, che forse mi incuriosì per l’omonimia con l’altro “uomo della pioggia”, il suddetto film con Cruise e Hoffman. Invece, scorrendo rapidamente la sinossi in quarta di copertina, la trama mi attirò subito. E la lettura ripagò pienamente le aspettative. Tra l’altro, avrei presto scoperto che la denuncia delle ingiustizie di un sistema che favorisce i ricchi e potenti, a discapito della povera gente, è un tema molto presente nelle opere di John Grisham.

Il titolo, comunque, non c’entra niente con le precipitazioni atmosferiche. Nel gergo degli studi legali, è definito rainmaker, uomo della pioggia, quell’avvocato che genera i profitti più alti, il socio che porta i clienti più ricchi e le cause più remunerative. A volte inaspettatamente, come nel caso di Rudy Baylor, l’uomo della pioggia è l’avvocato che riesce a “pizzicare” la causa giusta, il colpo grosso, il caso che, se otterrà la sentenza desiderata, potrà generare, ad esempio, ingenti risarcimenti danni e parcelle da capogiro per i rappresentanti legali.

The Innocence Project

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L’errore giudiziario – che su Wikipedia è definito “la sanzione, detentiva o pecuniaria, per una persona che non ha commesso il reato di cui è accusato” – apre una piaga profonda o insanabile nella vita di una persona e dei suoi cari, così come nella società e nel sistema legale, dal momento che lascia impunito il reale colpevole e pone restrizioni alla libertà di un innocente.

John Grisham, avvocato prima ancora che scrittore, ha sempre dimostrato una forte sensibilità verso questo tema, che emerge con grande evidenza in alcuni dei suoi libri quali “Innocente” (il saggio-inchiesta sulla vicenda di Ron Williamson) oppure “Io confesso“. Grisham, infatti, fa parte del direttivo di The Innocence Project, associazione che da oltre vent’anni, negli Stati Uniti, ha dichiarato guerra all’errore giudiziario.

innocence_project_logoCOSA E’ THE INNOCENCE PROJECT

The Innocence Project è un’associazione nazionale non-profit che dal 1992 si batte per due grandi obiettivi:

  1. liberare e sostenere persone erroneamente detenute, attraverso il ricorso al test del dna;
  2. riformare la legge e il sistema penale, in modo da prevenire future ingiustizie.

L’associazione fu fondata da Barry Scheck e Peter Neufeld presso la Benjamin Cardozo School of Law della Yeshiva University di New York, per assistere i detenuti la cui innocenza poteva essere provata attraverso il test del dna. Da allora, attualmente 329 persone sono state scagionate negli Stati Uniti, di cui 18 nel braccio della morte. Queste persone – principalmente di età compresa tra 26 e 41 anni e per un terzo tra 14 e 22 – hanno ingiustamente scontato in cella una media di 14 anni prima del rilascio. Il 70% sono di colore.

Lo staff di avvocati a tempo pieno di The Innocence Project e gli studenti della Cardozo curano la diretta rappresentanza legale in molti di questi casi. Una percentuale compresa tra il 2,5 e il 5% dei detenuti negli Usa è composta da innocenti, traducibile in oltre 20mila persone ingiustamente rinchiuse in penitenziario.

LA SALVEZZA DAL DNA

L’innovativa tecnologia del dna impiegata dall’organizzazione ha dimostrato che le incarcerazioni sbagliate non erano casi rari o isolati, ma assai numerosi e derivanti da falle del sistema. Per questo The Innocence Project si dedica anche alla prevenzione, attraverso una riforma della legge per evitare queste assurde situazioni. Una sezione, infine, si occupa del reinserimento sociale delle persone scarcerate, per aiutarle a ricostruirsi una vita al di fuori delle sbarre.

Grazie all’attività di The Innocence Project, è stato possibile scovare ben 140 veri colpevoli che altrimenti sarebbero rimasti a piede libero. Un aiuto notevole, quindi, fornito alla giustizia degli Stati Uniti

Cosa può condurre a un errore giudiziario oppure alla sua cancellazione? Sono tanti i fattori in gioco: dalla fallace identificazione da parte di un testimone oculare alla testimonianza di un informatore, da false confessioni a una linea di difesa debole e inadeguata, per finire con la negligenza da parte delle pubbliche istituzioni e la presentazione di prove improprie o non valide durante i processi.

QUANTI E DOVE

Sono oltre 3000, ogni anno, le persone che si rivolgono a The Innocence Project per la prima volta e insieme alle altre totalizzano un numero che va dai 6000 agli 8000 casi da valutare. I casi attivi sono 300. I finanziamenti all’associazione arrivano per il 45% da donazioni individuali, il 30% da fondazioni, il 15% da cene ed eventi di beneficenza, il 7% dalla Cardozo School of Law e il resto soprattutto da aziende.

The Innocence Project non si ferma agli Stati Uniti ma fa parte di un network mondiale (The Innocence Network), composto da 69 organizzazioni in tutto il globo mosse dai medesimi obiettivi: Taiwan, Australia, Nuova Zelanda, Argentina, Sudafrica, Israele, Italia, Irlanda, Francia, Paesi Bassi.