John Grisham e la giustizia sociale

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John Grisham ha fatto parte di un panel di relatori che hanno parlato del libro Il buio oltre la siepe di Harper Lee e in generale di giustizia sociale in un convegno svoltosi il 3 marzo 2017 alla scuola di legge della University of Alabama, a Tuscaloosa. Continua a leggere

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John Grisham duro su Donald Trump

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Sono terrorizzato da Donald Trump. Non mi è mai piaciuto. È un personaggio da reality show che si è catapultato nella realtà, dopo aver travolto dli americani di paure e promesse che non potrà mai mantenere. Ci aspettano le tenebre”.  Tutt’altro che lusinghiero il giudizio di John Grisham sul presidente degli Stati Uniti, in un’intervista di Antonello Guerrera uscita su La Repubblica nel dicembre 2016, quando Trump non si era ancora insediato alla Casa Bianca. Continua a leggere

John Grisham contro la HB 1532

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Nel mese di aprile 2016 lo scenario politico del Mississippi, stato di cui John Grisham è originario, è stato interessato da una turbolenza scatenata dalla firma della legge HB 1532 (House Bill) da parte del governatore repubblicano Phil Bryant. Continua a leggere

La terra dimenticata da Internet

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Wired Usa ha realizzato un interessante reportage sul digital divide e sui problemi di accesso a Internet in Mississippi, lo stato in cui John Grisham è cresciuto e in parte ancora vive. Continua a leggere

10 motivi per cui mi piace John Grisham

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John Grisham è il mio scrittore preferito. Leggo i suoi romanzi da circa dieci anni e da un anno e mezzo gli dedico questo blog. Sono oltre trenta titoli, tra legal thriller – per cui è conosciuto in tutto il mondo – e libri di altro genere, in cui ha raggiunto ugualmente livelli molto interessanti. Ci sono storie irresistibilmente coinvolgenti e altre meno, “di routine” le potrei definire. Continua a leggere

Grisham dice no alla bandiera sudista

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John Grisham favorevole alla rimozione della bandiera confederata, comunemente nota come bandiera sudista, attualmente presente sul vessillo ufficiale del Mississippi. Lo ha dichiarato lo stesso scrittore in un’intervista a Time, in cui si dice convinto che il cambiamento avverrà molto presto e che un simbolo della schiavitù e dell’odio razziale non sarà più presente sulla bandiera dello Stato in cui Grisham è cresciuto (è nato in Arkansas). Tutto questo nonostante il Mississippi non si sia mai distinto sul piano del progresso e dei cambiamenti di mentalità.

Il re del legal thriller è tra i firmatari di una petizione lanciata sul locale Mississippi Clarion-Ledger. Insieme a lui ci sono anche altri personaggi celebri originari del Mississippi: l’attore Morgan Freeman, il cantautore Jimmy Buffett, l’ex quarterback Nfl Archie Manning, il coach di football della University of Mississippi Hugh Freeze, la scrittrice Kathryn Stockett (autrice del libro The Help sulle tematiche dei diritti civili, da cui è stato tratto l’omonimo film), più i due senatori federali e una serie di giornalisti, politici, editori legati al Mississippi. Si sono detti favorevoli persino alcuni candidati alle primarie del Partito Repubblicano in vista delle elezioni presidenziali Usa 2016.

Non è pulito né onorevole – si legge nell’appello – chiedere a cittadini neri del Mississippi di frequentare scuole, gareggiare in competizioni sportive, lavorare nel settore pubblico, prestare servizio nella Guardia Nazionale e condurre le loro vite normali sotto una bandiera statale che glorifica una guerra combattuta per tenere in schiavitù i loro antenati“. I firmatari richiamano inoltre la storia della bandiera, facendo notare che lo stesso generale confederato Robert E. Lee aveva chiesto che venisse rimossa già alla fine della guerra civile, avvenuta nel lontanissimo 1865.

UNA BANDIERA NON PIU’ AMATA

jg_bandiera_confederata_sudistaLa bandiera confederata rappresenta i 13 stati – Alabama, Arkansas, Florida, Georgia, Kentucky, Louisiana, Mississippi, Missouri, North Carolina, South Carolina, Tennessee, Texas, Virginia – che nel 1861 operarono una secessione dal resto degli Stati Uniti, dando il via alla guerra civile americana, nota anche come guerra di secessione e conclusasi quattro anni dopo con la vittoria dei nordisti e la riunificazione degli Usa.

Il vessillo è composto da una croce di Sant’Andrea blu su campo rosso, percorsa da tredici stelle, uno per ogni Stato. Nelle singole bandiere degli stati confederati, colori e motivi della bandiera sudista sono richiamati in almeno sei di essi ed è esplicitamente presente in quella del Mississippi. Essa, inoltre, viene persino issata in contesti ufficiali, nonostante richiami un mondo dominato fino a pochi decenni fa dalla schiavitù e dalla segregazione razziale.

Da diverso tempo, negli Stati del sud si sta facendo fortemente strada l’idea di eliminare qualsiasi riferimento alla bandiera confederata. I grandi supermercati Wal-Mart hanno cessato la vendita di qualsiasi prodotto abbia a che fare con quella bandiera. Una questione rafforzata in seguito alla strage di matrice razziale avvenuta nel giugno 2015 a Charleston, in South Carolina, in cui il ventunenne Dylann Roof sparò in una chiesa uccidendo nove fedeli afroamericani.

Persino la Ncaa – la potente organizzazione che amministra lo sport universitario negli Usa – ha soltanto quest’anno posto fine a un divieto al South Carolina di ospitare alcune competizioni sportive, che durava da quasi quindici anni, in quanto la bandiera confederata sventolava sull’edificio del parlamento statale.

“CAMBIAMENTO LENTO E DIFFICILE, MA ARRIVERA'”

jg_jackson_mississippi_capitolLa minaccia di sanzioni della Ncaa – ha detto John Grisham – potrebbe accelerare la soluzione del problema. Lo sport universitario qui è una parte importante delle nostre vite e se la Ncaa adottasse regole che penalizzano le squadre per cui tifiamo, potremmo pure cominciare a dimenticarci della guerra civile. In Mississippi, purtroppo, il cambiamento è lento ma credo che succederà più presto che tardi“.

John Grisham è favorevole alla rimozione della bandiera confederata dal Mississippi fin dal referendum statale del 2001, in cui tuttavia gli elettori dello Stato in cui vive bocciarono l’idea. Ora il tema è tornato fortemente di attualità, non solo per i fatti di sangue ma anche grazie alla petizione promossa da personaggi molto noti in tutti gli States.

Ma cosa ne pensa il cittadino medio del Mississippi? E cosa serve per cambiarne la mentalità? “Non c’entra il cittadino medio e non voglio speculare su cosa pensano gli abitanti del Mississippi – spiega Grisham – Si tratta di una questione politica, spetta alla legislatura occuparsene. Nel 1984, quando ero un giovane membro democratico alla Camera dei Rappresentanti, ci fu la proposta di rendere festivo il giorno di nascita di Martin Luther King. Ma cadde nel vuoto. Mentre il tempo passava, molti Stati hanno introdotto quella festività e finalmente la facemmo passare anche in Mississippi. Come ho detto, qui il cambiamento è lento e difficile“.

John Grisham, tra i firmatari della lettera, ha ovviamente contribuito alla redazione del testo, la cui prima bozza è stata scritta dallo scrittore Greg Iles. “Abbiamo iniziato a contattare altri amici – conclude Grisham – soprattutto scrittori, giornalisti, editori, poeti. La risposta è stata davvero entusiasta e la lista è man mano cresciuta sempre di più, fino a comprendere i due senatori locali Thad Cochran e Roger Wicker, oltre allo speaker della Camera statale. Tuttavia è impossibile prevedere come la questione sarà affrontata nell’arena politica“.

jg_momento_uccidere_bandieraLA BANDIERA NE IL MOMENTO DI UCCIDERE

La bandiera confederata è mai apparsa nei romanzi di John Grisham?

Sì, nel suo esordio letterario, Il momento di uccidere. I lettori più attenti, e anche coloro che hanno visto il film tratto da quel romanzo, ricorderanno la bandiera appesa al lunotto del fuoristrada giallo di Billy Ray Cobb e Pete Willard, i due trucidi teppisti che violentarono la figlia di Carl Lee Hailey venendo poi uccisi a fucilate da quest’ultimo.

Clanton, Mississippi

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Non vi scervellate a cercare Clanton, Ford County, Mississippi su Google Maps o, se siete all’antica, su mappe stradali o atlanti, neppure sui più dettagliati. La cittadina di provincia in cui John Grisham ha ambientato vari e importanti romanzi – Il momento di uccidere, La convocazione, L’ultimo giurato, Ritorno a Ford County, L’ombra del sicomoro – in realtà non esiste. Al massimo c’è una Clanton nel vicino Alabama, ma non è la stessa cosa.

Le vostre ricerche, così, si fermeranno al Mississippi. Perché quello – uno degli stati più poveri degli Usa, nel cosiddetto Profondo Sud – esiste eccome. E Grisham lo conosce bene, dal momento che ci è cresciuto e andato a scuola, vi ha lavorato ai tempi in cui faceva l’avvocato e lì possiede tuttora una residenza di campagna, a Oxford.

Clanton, invece, così come la contea in cui sorge, è una località immaginaria, in cui il re del legal thriller cerca di riprodurre le caratteristiche, nel bene e nel male, del “suo” Mississippi. Clanton è inventata, così come la Messina de L’allenatore, la Bowmore di Ultima sentenza o la Strattenburg della saga di Theodore Boone, mentre in altri casi John Grisham ha optato per città veramente esistenti. Anche la contea di Ford è immaginaria, e qui è stato facile: le contee americane (equivalenti pressappoco alle nostre province) portano spesso il cognome di presidenti degli Usa.

WELCOME TO CLANTON

In base alle informazioni deducibili dai romanzi di Grisham, Clanton è una cittadina di circa diecimila abitanti situata nella parte nordoccidentale dello stato, in una zona rurale non lontana da Memphis, che, seppure ubicata nel Tennessee, è la grande città più vicina, il punto di riferimento per tutto ciò di cui si ha bisogno e che nelle campagne non si trova. Il clima è tipicamente caldo umido.

Clanton rispecchia i caratteristici problemi del Sud degli Usa: in primis la difficile convivenza tra bianchi e neri e le gravi questioni razziali – più acute negli anni ’60 e ’70 e poi, con l’integrazione, affievolitesi ma mai scomparse – e quindi la povertà e l’ignoranza dell’abitante medio, le abitudini retrograde della popolazione, l’isolamento culturale, la violenza, la pena di morte, la frustrazione dei piccoli avvocati e l’indifferenza della borghesia locale. Anche se, come ha rivelato lo stesso Grisham in un’intervista a La Repubblica nel 2010, “ci sono persone meravigliose, e generose. Vivo in Virginia, in una piccola città, e mi sarebbe difficile vivere in qualsiasi altro posto. Il Sud rappresenta la mia cultura, le mie origini. E i problemi che ci sono… beh, sono comuni a molti altri luoghi“.

PROVINCIA PROFONDA

Clanton è una tipica città di provincia americana, con l'”aggravante” di trovarsi nel povero Mississippi. L’arteria principale è la Main Street, ricorrente in quasi tutte le cittadine d’America, sulla quale si affacciano i principali negozi, caffè e attività. Edificio dominante è il tribunale, che si affaccia sulla piazza centrale, circondato da edifici in gran parte occupati da studi legali.

Gli svaghi sono davvero pochi, a Clanton. Qualche locale e nulla più, e clientela non sempre raccomandabile. Allora, nei venerdì sera d’autunno, tutti ad affollare le gradinate dello stadio per tifare a squarciagola per la locale squadra di football liceale: i Cougars della Clanton High School, stando al racconto riportato ne L’ultimo giurato. I personaggi locali costituiscono una fauna ben riconoscibile: da onesti lavoratori a delinquenti senz’arte né parte, da contadini del circondario ad avvocati di piccolo cabotaggio, da normali famiglie a fidati tutori dell’ordine (immancabile lo sceriffo), dalle varie personalità di giudice fino a pastori e fedeli di svariate confessioni religiose.

Alcuni hanno visto nel nome Clanton un richiamo al famigerato Ku Klux Klan (“Klan Town”), che fu molto attivo in quel territorio, ma lo stesso Grisham ha affermato che si tratta solo di una coincidenza. In realtà, un aggancio tra il nome Clanton e la biografia di John Grisham c’è: Don Clanton era il suo allenatore di football ai tempi del liceo alla Southaven High School.