10 motivi per cui mi piace John Grisham

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John Grisham è il mio scrittore preferito. Leggo i suoi romanzi da circa dieci anni e da un anno e mezzo gli dedico questo blog. Sono oltre trenta titoli, tra legal thriller – per cui è conosciuto in tutto il mondo – e libri di altro genere, in cui ha raggiunto ugualmente livelli molto interessanti. Ci sono storie irresistibilmente coinvolgenti e altre meno, “di routine” le potrei definire.

E’ normale. Una squadra vincente non gioca tutte le partite di campionato con la stessa intensità. E’ dominante in buona parte di esse, in altre stringe i denti e porta a casa il risultato al di là dello spettacolo e qualcuna la perde pure, nulla di strano. Ciò che conta è il modello di gioco, la realtà costruita intorno a un successo, e John Grisham ci è riuscito: la sua identità è ormai inconfondibile, ogni volta che inizi un suo romanzo sai che ti porterà in un mondo a te familiare oppure ti guiderà alla sua scoperta senza farti perdere l’orientamento.

Ecco allora 10 motivi per cui mi piace John Grisham.

1) LA PASSIONE PER LO SPORT. Grisham considera lo sport fondamentale per la crescita di un individuo e altrettanto basilare per la convivenza sociale. Tre suoi romanzi sono a tematica sportiva e molti altri sono ricchi di riferimenti e accenni al mondo dello sport.

2) LA DENUNCIA SOCIALE. Le distorsioni del sistema economico, giuridico e sociale degli Stati Uniti d’America sono al centro di alcuni dei migliori romanzi di Grisham, ex avvocato. Gli attacchi alla pena di morte, alle grandi società senza scrupoli, alle falle dell’apparato giudiziario sono familiari per i suoi lettori.

3) IL RACCONTO DI ALCUNI CONTESTI DELLA SOCIETA’ AMERICANA. Grisham ci fa conoscere dall’ìnterno alcune importanti realtà, senza le quali non comprenderemmo le storie narrate: la vita nei grandi studi legali, i meccanismi della giustizia, la familiarità degli statunitensi con il baseball e il football, le cittadine di provincia, i vari tipi di avvocati, il funzionamento delle lobby.

4) IL RAPPORTO CON IL CINEMA. Senza la fantasia di Grisham non avremmo mai potuto vedere film di grandi successo, interpretati e diretti da alcuni tra i più celebri attori e registi: Tom Cruise, Gene Hackman, Julia Roberts, Denzel Washington, Matt Damon, Susan Sarandon, Matthew McConaughey e molti altri.

5) L’AMORE PER L’ITALIA. Il Broker è ambientato a Bologna, Il Professionista a Parma e sono due straordinari omaggi allo stile di vita italiano. Grisham “spizzica” un po’ la nostra lingua e ogni tanto è ospite a qualche festival. Chissà, magari prima o poi si comprerà una casa da queste parti…

6) LO STILE DI VITA. Grisham vive in modo sano e disciplinato. Si alza prestissimo ogni mattina e si mette a scrivere fino a ora di pranzo. Quando lavorava duro come avvocato, era costretto a farlo nel poco tempo libero, tra cui appunto nelle prime ore di luce. Oggi si gode la sua vita in campagna e gestisce il suo centro sportivo dedicato al baseball.

7) LA SEMPLICITA’. John Grisham tratta spesso argomenti seri e complessi, ma senza mai dimenticare il gusto per l’intrattenimento. Altrimenti il pubblico si annoierebbe a morte. La sua prosa è lineare e alla base delle sue storie ci sono valori semplici come la famiglia, l’amicizia, il perdono.

8) GLI STATI UNITI. Che siano i grattacieli di New York o i piccoli centri rurali del Mississippi, l’ambientazione di gran parte dei romanzi di John Grisham non tradisce: niente sa attirare il lettore come il fascino degli States!

9) L’ANTIRAZZISMO. John Grisham è fortemente antirazzista, pur essendo cresciuto un luogo culturalmente arretrato come il Mississippi. Recentemente si è espresso a favore dell’eliminazione, dalla bandiera dello Stato, dei richiami alla bandiera sudista.

10) NIENTE E’ IMPOSSIBILE. Molte storie di John Grisham hanno per protagonisti degli “outsider” che, di fronte a imprese apparentemente impossibili, riescono con grinta e tenacia a conquistare traguardi inimmaginabili oppure a tirarsi fuori da trappole mortali.

E a te, perché piace John Grisham?

Rat Mullins, lo “Zeman” di John Grisham

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C’è uno Zeman in un romanzo di John Grisham. Il libro, di sport, è “Il professionista” (titolo originale: “Playing for pizza“) ed è ambientato nel mondo del football americano… in Italia. Lo Zeman in questione è Rat Mullins, un personaggio minore della storia, quasi una comparsa, ma dal profilo interessante. Che sia football americano o calcio (o meglio, soccer, come negli Usa, per evitare confusioni, definiscono lo sport più popolare del mondo), cambia poco: qui si parla della mentalità e del modo di essere di un allenatore.

RAT MULLINS

Rat Mullins è un anzianotto ed eccentrico allenatore di football che a un certo punto compare nel romanzo, facendo una proposta di ingaggio a Rick Dockery, il protagonista, per giocare nella squadra canadese in cui è stato assunto come head coach. Rick è un quarterback che, dopo un clamoroso fallimento sportivo nella Nfl, ha trovato il suo ambiente ideale nella squadra italiana dei Parma Panthers. E infatti rifiuterà la pur allettante offerta, nonostante Rat sia stato l’unico allenatore con cui Rick si fosse trovato bene nel corso della sua travagliata carriera.

Rat Mullins – si legge ne “Il professionista” – era stato assunto da più squadre professionistiche di Rick. Vent’anni prima si era inventato una macchina da guerra offensiva basata sui lanci e aveva spedito ondate di ricevitori a correre in tutte le direzioni. Era stato famoso per un po’, ma nel corso degli anni era passato di moda perché le sue squadre non vincevano. Quando Rick aveva giocato a Toronto, Rat era stato coordinatore dell’attacco della squadra. Erano diventati molto amici. Se Rat fosse stato l’head coach, Rick sarebbe stato nella formazione iniziale di ogni partita e avrebbe lanciato cinquanta volte“.

QUELLI COME ZEMAN

Leggendo queste parole dal punto di vista italiano, inzuppato di calcio fino al midollo, chi vi ricorda Rat Mullins? Facile: Zdenek Zeman. E tutti quelli come lui. Onestà morale, sistema di gioco super offensivo e votato allo spettacolo, qualche successo entusiasmante e poi “rientro nei ranghi”, pochi trofei sollevati, se non nessuno. E quindi esoneri, limitazioni, bastoni fra le ruote, difficoltà a entusiasmare non tanto il pubblico (perché in fondo quelli come Zeman alla gente onesta piacciono) ma i “padroni del vapore”, che presto si riprendono il loro predominio.

Ma chi sono, gli allenatori come Zeman? Li potrei definire “integralisti gentili dall’altra parte della barricata”. Allenatori moralmente sani, che traducono sul campo la loro integrità attraverso il sistema di gioco di cui si fidano ciecamente e che li rappresenta al cento per cento. Se li assumi, sposi un’idea, non compri vittorie. Un po’ burberi ed eccentrici, sicuramente contro l’ipocrisia, i giochi di potere e gli squallidi rappresentanti del Palazzo. Basano tutto sulla correttezza, l’onestà intellettuale e il coraggio. Chi merita, gioca, indipendentemente dal nome e dall’età. Costruiscono la “Zemanlandia”, l’isola felice in cui ci si diverte e si fanno le cose in un certo modo. Al di là del risultato. In nome della bellezza: la verità è bellezza, la bellezza è verità, per dirla con Yeats.

Sono talmente in pace con sé stessi, che non si curano minimamente se il loro metodo porti vittorie o meno, ma vanno avanti per la loro strada. Forse troppo, tanto che qualcuno se ne accorge e allora, per loro, potrebbe essere troppo tardi. Chiedono tempo per lavorare e ottenere risultati, ma spesso non glielo danno. E sono sempre pronti a ributtarsi in una nuova, affascinante sfida.

NOI VINCEREMO, BABY

Vi lascio con le parole di Rat Mullins ne “Il professionista” di John Grisham: “Noi vinceremo, baby. Faremo cinquanta punti a partita e, se le altre squadre ne faranno quaranta, non me ne importa perché tanto non riusciranno mai a raggiungerci. Ieri ho detto al grande capo che abbiamo bisogno di un nuovo tabellone segnapunti perché quello vecchio non potrà stare al passo con me, il mio attacco e il mio grande quarterback, Dockery l’idiota. Ci sei ancora, ragazzo?“.

Possono piacere o meno, gli Zeman. O i Rat Mullins. Ma quel che è certo è che, nella vita, non si può piacere a tutti.

John Grisham compie 60 anni

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John Grisham compie 60 anni. L’8 febbraio 2015 lo scrittore americano, noto come il “re del legal thriller”, entra in quella che una volta era considerata l’anzianità. Una volta, appunto. Oggi in realtà non è più così: con l’innalzamento dell’aspettativa di vita – e con lo spostamento in avanti di una serie di tappe importanti come il matrimonio, l’avere figli, la pensione – avere 60 anni rientra molto più nella “mezza età” che nella “terza età”.

In ogni caso, John Grisham ha 60 anni e taglia il traguardo dopo alcuni mesi sull’ottovolante: prima, nell’ottobre 2014, il presunto scandalo relativo ad alcune controverse dichiarazioni sul delicato tema della pedofilia; quindi, il successo del suo ultimo bestseller, “I segreti di Gray Mountain“, un romanzo di forte impegno sociale in cui si è rivisto il Grisham brillante.

VITA, CARRIERA E TEMATICHE

John Grisham è nato l’8 febbraio 1955 a Jonesboro, Arkansas, ed è cresciuto a Southaven, Mississippi. Sposato dal 1981 con Renee, è padre di Shea e Ty. Laureatosi alla Mississippi State University – è quindi un Bulldog – e specializzatosi alla scuola di legge della University of Mississippi, “home of the Rebels“. Professione: scrittore, ex avvocato. Religione: cristiano battista. Orientamento politico: democratico, ex membro della Camera dei Rappresentanti del Mississippi. Segni particolari: presidente onorario dei Parma Panthers, squadra italiana di football americano.

Il suo palmares parla chiaro: in meno di 30 anni di carriera 33 titoli pubblicati, di cui 27 romanzi (22 dei quali sono legal thriller), 1 saggio inchiesta, 1 raccolta di racconti e 4 libri per ragazzi. Tradotti in 40 lingue, dei suoi bestseller sono state vendute quasi 300 milioni di copie e tratti 8 film, confermando John Grisham come uno dei maggiori scrittori al mondo.

Tra le tematiche ricorrenti nella sua opera, oltre alle vicende di carattere legale e avvocatesco attraverso cui vengono illustrati alcuni contesti chiave della società statunitense, spiccano la critica a varie componenti del sistema giudiziario, politico ed economico americani (tra cui la pena di morte e l’operato delle grandi corporation) e una genuina passione per lo sport e per l’Italia.

John Grisham baseball Chicago CubsAUGURI JOHN!

Da ideatore e autore del primo fan blog in lingua italiana dedicato a John Grisham, non posso che rivolgere un caloroso buon compleanno al mio scrittore preferito!

Da quando mi imbattei casualmente nella lettura de “L’uomo della pioggia” e fino a “I segreti di Gray Mountain“, divorato durante le ultime ferie natalizie, non ho mai smesso di apprezzare i suoi romanzi e spero in futuro di avere la possibilità di incontrarlo, se dovesse tornare ospite in Italia o se riuscissi a recarmi io negli Usa (altro piccolo grande sogno, per me).

I suoi libri mi accompagnano da ormai dieci anni e sono sempre una piacevole evasione. Di lui apprezzo la capacità di trattare argomenti anche delicati e impegnativi senza perdere il gusto per l’intrattenimento e inoltre mi sono rimasti particolarmente dentro i romanzi “non legal thriller“, in cui Grisham riesce a penetrare in profondità nei nostri sentimenti e valori quotidiani.

Go Panthers!

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Domenica 6 luglio a Ferrara (ore 18), sul campo dello stadio “Paolo Mazza“, va in scena il 34° Italian Super Bowl, cioè la finale del nostro campionato di football americano. A contendersi il titolo i Seamen Milano e i Parma Panthers. Esattamente quei Panthers che John Grisham ha immortalato nel suo romanzo “Il professionista” (titolo originale: “Playing for pizza“).

PARMA CAPITALE DEL FOOTBALL

I Parma Panthers sono una vera e propria potenza degli ultimi anni. In questo Super Bowl, il settimo della loro storia, inseguono il quinto titolo nazionale consecutivo. In caso di vittoria i nero-argento emiliani completerebbero una stagione perfetta, senza alcuna sconfitta. John Grisham è il presidente onorario della squadra, che ha contribuito in maniera fondamentale a rendere celebre nel mondo.

Nel 2007 lo scrittore statunitense fu ospite d’onore nella finale, persa, contro i Bergamo Lions, per tanti anni dominatori del campionato. Nel romanzo “Il professionista“, però, Grisham fece finire la storia in modo opposto, con i Panthers a trionfare, guidati dal quarterback americano Rick Dockery. Il libro, di lì a pochi anni, portò fortuna ai Panthers che hanno conquistato il titolo ininterrottamente dal 2010 al 2013.

I RICORDI EMILIANI DI JOHN GRISHAM

Qualche anno fa – racconta Grisham nelle note finali del libro, uscito nel 2007 – mentre stavo effettuando ricerche per un altro libro, ho scoperto per puro caso l’esistenza del football americano in Italia. C’è una vera Nfl italiana, con squadre vere, giocatori veri e perfino un vero Super Bowl“.

I Panthers di Parma – continua – sono assolutamente reali. Li ho visti giocare sotto la pioggia allo stadio Lanfranchi contro i Dolphins di Ancona. Il loro coach è Andrew Papoccia (Illinois State), la cui collaborazione è stata preziosa (…) Quando si è trattato di football, questi ragazzi americani hanno risposto a tutte le mie domande. Quando si è trattato di cucina e vini, si sono dimostrati ancora più entusiasti“.

Infine: “Il proprietario della squadra dei Panthers è Ivano Tira, una persona di grande cordialità che ha fatto in modo di rendere piacevole il mio breve soggiorno a Parma (…) I Panthers sono un simpatico branco di robusti italiani che giocano a football per amore di questo sport e per la pizza. Una sera, dopo l’allenamento, mi hanno invitato con loro al Polipo e ho riso fino alle lacrime“.

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L’Italia di John Grisham

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John Grisham non è solo legal thriller: è anche un genuino appassionato di sport, in particolare di football americano, che nel sud degli Stati Uniti, da dove Grisham proviene, è una vera e propria religione. Tuttavia lo scrittore ama anche un’altra parte del mondo: l’Italia. E cosa ha fatto, nel 2007? Ha unito le sue due passioni, ambientando una storia di football americano nel Bel Paese, precisamente a Parma, Emilia Romagna, una delle patrie della buona cucina e dell’opera lirica.

CUCINA, OPERA E FOOTBALL

Leggere il romanzo “Il professionista” (il titolo originale è anche meglio: “Playing for pizza“, giocare per una pizza) è fare un viaggio attraverso la migliore cultura italiana, quella che viene fuori in tutta la sua attrazione a un tavolo di trattoria o sul palco di un teatro, che per un americano di provincia cresciuto a football e McDonald’s (il quarterback fallito Rick Dockery il quale, tagliato dalla lega professionistica, trova un improbabile ingaggio in Italia nei Parma Panthers, squadra realmente esistente) si trasformano nella scoperta della vita…

In Italia, Dockery riscopre il piacere di giocare, fosse anche per guadagnarsi non i milioni della Nfl, ma una pizza e birra con i compagni dopo la partita. Per scrivere il romanzo, John Grisham ha trascorso un periodo di tempo a stretto contatto con i Parma Panthers (nella foto) seguendone allenamenti, partite, rituali di gruppo. Per ringraziarlo, i Panthers lo hanno nominato presidente onorario.

UN “BROKER” A BOLOGNA

Anche un altro romanzo di Grisham è ambientato in Italia, ancora in Emilia Romagna, stavolta però a Bologna: “Il Broker“. Qui non si parla di sport ma si torna sulle tematiche più consone al Grisham più conosciuto. I portici e i ristoranti di Bologna diventano il rifugio di Joel Backman, un misterioso ex avvocato braccato da Cia, terroristi e altri inquietanti personaggi. E non manca, neanche in questo caso, la solita “infornata” di cultura (culinaria soprattutto) italiana. Un John Grisham da ringraziare per aver valorizzato alcuni degli aspetti migliori del nostro Paese.