Hollywood Grisham

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In attesa de Il ricatto” con Zac Efron, i film tratti dai romanzi di John Grisham sono finora otto. Registi quali Sydney Pollack, Alan J. Pakula, Joel Schumacher, Francis Ford Coppola hanno diretto le trasposizioni cinematografiche dei bestseller di Grisham, interpretate da alcune delle più grandi stelle del cinema americano. Abbiamo scelto – in base alla celebrità ma anche al ruolo effettivamente interpretato – le dieci maggiori star che hanno incarnato i personaggi nati dalla penna di J.G.

1) Tom Cruise. Il Pete Mitchell di “Top Gun” ne “Il socio” interpreta un altro Mitchell, l’avvocato McDeere, che finisce a lavorare nel lussuoso studio legale Bendini, Lambert & Locke, gestito dalla… mafia. Da rampante avvocato con un contratto favoloso alla fuga da una trappola mortale. L’intensità dell’interpretazione vale il primo posto.

2) Gene Hackman. Presente in tre film con altrettanti parti da “cattivo”. Ne “Il socio” è Avery Tolar, diretto superiore di Tom Cruise alias Pete Mitchell: Avery fa parte della mafia che gestisce lo studio legale, tuttavia è un edonista e si lascia andare a leggerezze che gli costeranno la vita. Ne “L’ultimo appello” è Sam Cayhall, ex militante del Ku Klux Klan condannato a morte. Infine ne “La giuria” è Rankin Fitch, avvocato senza scrupoli. Il più assiduo.

3) Julia Roberts. Darby Shaw, la protagonista de “Il rapporto Pelican“, è finora il maggiore personaggio femminile in un romanzo di John Grisham. Una studentessa di legge che, lavorando a una semplice tesina, arriva a scoprire la verità sull’assassinio di due giudici federali, toccando interessi enormemente più grandi di lei. Memorabile.

4) Matt Damon. “L’uomo della pioggia“, diretto da Francis Ford Coppola, è spesso passato inosservato. L’allora ventisettenne Matt Damon interpreta l’avvocato in erba Rudy Baylor che, per difendere una povera donna, si ritrova coinvolto in una causa plurimilionaria contro una grande società di assicurazioni.

5) Denzel Washington. Di nuovo “Il rapporto Pelican“: Denzel è l’energico giornalista d’assalto Gray Grantham del Washington Post che, mettendo a repentaglio la propria vita, accetterà di aiutare Darby Shaw a salvarsi e a rendere pubbliche le scottanti verità contenute nel rapporto Pelican.

6) Susan Sarandon: interpreta Reggie Love ne “Il cliente“. Un’avvocatessa combattiva e testarda che si prende a cura il caso del piccolo Mark Sway (un dodicenne Brad Renfro, scomparso nel 2008, al suo esordio)

7) Matthew McConaughey: un altro dei belli di Hollywood, all’età di ventisette anni è l’avvocato Jack Brigance, protagonista de “Il momento di uccidere“. Nella versione cinematografica del primo romanzo di John Grisham, McConaughey brilla in un cast stellare che include Sandra Bullock, Samuel L. Jackson, Kevin Spacey, Chris Cooper, Ashley Judd, Donald e Kiefer Sutherland.

8) John Cusack: nei panni dello sfuggente e misterioso Nicholas Easter è il protagonista de “La giuria“, film sulla spinosa questione della vendita e del possesso di armi da fuoco negli Stati Uniti (nel romanzo, invece, sono imputate le aziende produttrici di tabacco).

9) Dustin Hoffman: anche lui presente ne “La giuria” nel ruolo di Wendall Rohr, avvocato anziano e idealista che perora la causa della vedova Celeste Wood contro l’azienda produttrice di armi da fuoco, ritenuta responsabile della strage in cui un pazzo ha ucciso il marito.

10) Dan Aykroyd: l’ultima scelta è caduta su questo attore canadese dalla prolifica carriera quasi quarantennale: è uno dei due “Blues Brothers“, lo troviamo anche in “Ghostbusters“, “A spasso con Daisy“, “Teste di cono“, “Pearl Harbor“, “50 volte il primo bacio“, “Candidato a sorpresa” e in un altro classico natalizio, “Una poltrona per due“. In “Fuga dal Natale” indossa le vesti del “capo-quartiere” antipatico e conservatore Vic Frohmayer.

Fuori classifica: Danny DeVito e Jon Voight, rispettivamente il goffo paralegale Deck Shifflet e l’arrogante avvocato Leo F. Drummond ne “L’uomo della pioggia“. Due efficaci interpretazioni come spalla e antagonista di Matt Damon.

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La Memphis di John Grisham

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La città di Memphis, Tennessee, ricorre spesso come ambientazione nei romanzi di John Grisham. Soprattutto quelli dei primi anni: basti pensare a “L’uomo della pioggia“, “Il cliente” e soprattutto “Il socio“. D’altronde lo stesso Grisham è cresciuto a Southaven, che pur trovandosi nel Mississippi rientra in realtà nell’area metropolitana di Memphis, la quale inoltre sconfina in un ulteriore stato, l’Arkansas.

LA GRANDE CITTA’ DEL SUD

Memphis, insieme ad Nashville, Atlanta, New Orleans, è una delle grandi città del sud degli Stati Uniti. Sorge sul fiume Mississippi ed ebbe fortuna come principale centro per la lavorazione e il commercio del cotone. Memphis è stata la culla di generi musicali tipicamente americani quali blues, gospel e rock’n’roll e in zona c’è Graceland, la maestosa tenuta dove è sepolto Elvis Presley.

In particolare, il film “Il socio” con Tom Cruise, trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di John Grisham, ci mette in evidenza alcune caratteristici edifici di Memphis: la monorotaia per Mud Island, il ponte Hernando de Soto (che collega la città con l’Arkansas), il Cotton Exchange Building, il Peabody Hotel, la Pyramid Arena, Beale Street.

MEMPHIS NE “L’UOMO DELLA PIOGGIA”

John Grisham descrive più volte Memphis come città piena di avvocati, di ogni tipo. Così ne “L’uomo della pioggia“:

L’aria pura mi schiarisce le idee mentre procedo lungo il Mid-America Mall, una zona pedonale con un tram per portare avanti e indietro gli ubriachi. Un tempo si chiamava Main Street ed è ancora frequentata da un numero enorme di avvocati. I tribunali sono a pochi isolati. Passo davanti ai palazzoni del centro e mi domando cosa succede lassù, negli innumerevoli studi legali: associati che corrono qua e là e lavorano diciotto ore al giorno perché c’è un collega che ne lavora venti: soci giovani in riunione per discutere la strategia dello studio; soci anziani arroccati nei lussuosi uffici d’angolo mentre gli avvocati più giovani attendono con ansia le loro istruzioni (…)

Compro un gelato a un distributore automatico e siedo su una panchina in Court Square. I piccioni mi osservano. Sopra di me torreggia il First Federal Building, la costruzione più alta di Memphis, sede di Tinley Britt. Sarei capace di uccidere qualcuno pur di lavorare lì. Per me e i miei amici è facile disprezzare quelli di Tinley Britt. Ma li disprezziamo perché non siamo degni di lavorare con loro. Li odiamo perché non ci guarderebbero neppure, non si prenderebbero nemmeno il disturbo di ammetterci a un colloquio. Immagino che ci sia un Tinley Britt in ogni città e in ogni attività (…)

Proseguo per qualche isolato fino allo Sterick Building, il primo palazzone costruito a Memphis, adesso sede di centinaia di avvocati. Parlo con qualche segretaria e lascio il curriculum. Mi sorprende notare quanto sono numerosi gli studi che assumono segretarie scostanti se non addirittura scortesi. Spesso, ancora prima che io dica che cerco lavoro mi trattano come un pezzente (…)