John Grisham e i Cardinals

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Abbiamo parlato più volte, in questo blog, del particolare legame che unisce John Grisham e il baseball. Da buon americano, lo scrittore è praticamente cresciuto a stretto contatto con il “passatempo nazionale” degli Stati Uniti, tanto da realizzare un complesso di sei campi nella sua proprietà in Virginia. E ha inserito spesso il baseball nei suoi libri, dedicandogliene uno intero. Continua a leggere

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John Grisham e il baseball

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Baseball

Cosa faccio d’inverno quando non c’è il baseball? Guardo fuori aspettando la primavera“. La frase di Rogers Hornsby, storico giocatore dei St. Louis Cardinals e non solo, riassume perfettamente cosa significa questo periodo, l’arrivo della primavera, per un americano vero. La fine dell’inverno segna il risveglio del baseball, il “passatempo nazionale” degli Stati Uniti, lo sport che se piove non si può giocare, lo sport dell’aria aperta e delle famiglie. Anche John Grisham è un grande appassionato di baseball.

IL BASEBALL NEI ROMANZI DI GRISHAM

Così come ha fatto con il football (due volte), John Grisham ha dedicato un romanzo anche al gioco del baseball: “Calico Joe“. Alla fine del romanzo compare un’appendice particolare e, per certi versi, unica: l’autore illustra le regole del baseball e le principali fasi di gioco, in un linguaggio semplice, ponendosi in prima persona nei panni di un ipotetico giocatore in tutte le fasi di un inning.

Non è usuale vedere uno scrittore di legal thriller che spiega ai suoi lettori le regole di uno sport. Tutto questo è nato dalla richiesta, da parte dell’editore inglese di Grisham, di rendere comprensibile il baseball ai molti che ne sono a digiuno, anche perché diverse parti del romanzo fanno riferimento a situazioni specifiche della partita (forse avrebbe dovuto fare lo stesso con il football ne “L’allenatore” e ne “Il professionista“, data la forte presenza di termini tecnici).

Calico Joe“, quindi, è il libro che John Grisham dedica esplicitamente al baseball, ma non l’unico in cui ne parla. In “Innocente“, il saggio-inchiesta in cui ricostruisce la vicenda di Ron Williamson, c’è un intero capitolo in cui si racconta l’ascesa e la caduta del protagonista, da fulgida promessa di high school alla dispersione nelle categorie minori in cui le franchigie professionistiche mandano a farsi le ossa gran parte dei giocatori che scelgono. In “Ultima sentenza“, un giudice conservatore è l’apparentemente irreprensibile padre di famiglia che allena la squadra di Little League in cui gioca suo figlio. Infine, ne “La casa dipinta“, le gesta dei St. Louis Cardinals sono tra le poche notizie dal mondo esterno che arrivano, attraverso una vecchia radio, nell’Arkansas rurale degli anni ’50. Una voce che allieta le afose serate estive della famiglia Chandler, dopo aver passato l’intera giornata a spaccarsi la schiena nei campi di cotone.

IL COMMISSIONER GRISHAM

john_grisham_mickeyEra proprio nei Cardinals che John Grisham sognava di giocare da bambino. Una squadra che, per la relativa vicinanza geografica, ha sempre avuto un largo seguito nelle campagne del sud. Tuttavia, come per molti, il giovane John non è che fosse un fenomeno (andò meglio nel football), tanto che alla Delta State University, uno dei college frequentati, il suo coach gli disse che lanciare palle curve o veloci non faceva per lui.

Una volta affermatosi come scrittore, John Grisham ha trovato il modo di rendere il giusto tributo allo sport tanto amato da piccolo. Sulla sua proprietà di Cove Creek, nella Albemarle County in Virginia, ha costruito un complesso di 6 campi che, dal 1996, ospitano oltre 26 squadre della locale Little League, per un totale di oltre 350 ragazzi. Non solo: il commissioner della Little League è proprio Grisham e ha interpretato questo ruolo anche in un film, “Mickey“, da lui scritto e uscito nel 2004 (mai tradotto in italiano), girato sui suoi campi. Quindi, ecco un quasi sconosciuto John Grisham attore e produttore.

La Little League è l’organizzazione non-profit fondata che coordina i campionati locali di baseball e softball giovanili (si va dai 4 ai 18 anni) negli Stati Uniti in oltre 80 Paesi. Ha sede a South Williamsport, Pennsylvania, dove dal 1947 si svolge l’annuale World Series, oggi un vero e proprio torneo internazionale giovanile. Le locali Little League vengono organizzate grazie all’opera di volontari, in base alle caratteristiche e alla disponibilità di ciascuna area.

Jonesboro, la città natale di JG

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JG_jonesboro

Nonostante sia cresciuto principalmente a Southaven, Mississippi, la città natale di John Grisham è Jonesboro, in Arkansas. Stati e città del sud degli Stati Uniti sono la zona di origine dello scrittore e, naturalmente, la principale location dei suoi romanzi.

Le storie di Grisham sono ambientatiìe soprattutto in cittadine di provincia nell’area in cui, intorno al fulcro di Memphis, confluiscono tre stati: Tennessee, Mississippi, Arkansas. Piccoli centri fuorimano, spesso molto simili tra loro, considerati l’essenza della vera America.

12 PATRIMONI E UNA STRAGE

Jonesboro è una città di circa 67 mila abitanti, nella Craighead County, Arkansas nordorientale. Per popolazione è la quinta di tutto lo stato. Jonesboro è sede della Arkansas State University, che nello sport è un college di Division I e le sue squadre portano il nickname di Red Wolves.

Jonesboro annovera ben 12 siti inseriti nel Registro Nazionale dei Luoghi Storici e purtroppo ha una macchia nera nella sua storia recente, così comune a tante altre cittadine degli States: il massacro della Westside Middle School. Il 24 marzo 1998 due dodicenni, nascosti nella boscaglia vicino alla scuola, spararono con un arma da fuoco e uccisero quattro studenti e un insegnante, ferendone altri dieci.

L’ARKANSAS DI JOHN GRISHAM

John Grisham fa spesso riferimento a Jonesboro nel suo romanzo “La casa dipinta”, uscito nel 2001. Si tratta, però, di un Arkansas ben diverso da oggi: quello degli anni ’50 e di una vita rurale in cui perdere il raccolto significava perdere tutto. La vicenda di una famiglia impegnata nelle piantagioni di cotone viene tratteggiata a tinte pittoresche dalla penna di Grisham e raccontata dal punto di vista di un bambino di sette anni.

Nel 2003 romanzo è stato tratto il film per la tv “A Painted House” diretto dal regista messicano Alfonso Arau.