Theodore Boone capitolo 6: “Mistero in aula”

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Uscito per Mondadori nel 2016, Mistero in aula (titolo originale The Scandal) è il sesto romanzo della serie per ragazzi di John Grisham che ha come protagonista Theodore Boone, un piccolo “investigatore” di tredici anni che sogna di diventare avvocato. Continua a leggere

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5 cose che non sai di John Grisham

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John Grisham

Ecco cinque curiosità poco o per nulla conosciute di John Grisham, lo scrittore statunitense, ex avvocato, conosciuto in tutto il mondo come il re del legal thriller.

  • jg_john_renee_grishamEDITOR IN FAMIGLIA I suoi romanzi, una volta redatta la prima stesura, passano sotto la lente di uno speciale editor: sua moglie Renée. John Grisham si fida ciecamente di lei, della sua brillantezza e della sua cultura. Leggendo le storie scritte dal marito, non di rado fornisce preziosi suggerimenti per arricchirle e migliorarle. E ogni volta che scova un refuso, lo cerchia implacabilmente con un vigoroso colpo di penna rossa.
  • john_grisham_football_sportIL QUARTERBACK Quando era studente liceale alla Southaven High School, Mississippi, John Grisham giocò nella squadra di football della scuola. Ruolo? Il più importante, il quarterback. Quello che guida il team in campo e che è l’osservato speciale, non solo dagli avversari ma anche dalle cheerleader! Una volta il giovane Grisham corse palla in mano per oltre 80 yard, segnando un esaltante touchdown in barba a difensori molto più grossi di lui.
  • PENNA BLU John Grisham autografa sempre i suoi libri con la stessa penna blu. C’è un motivo: in questo modo, se gli capita di dover aggiungere una dedica personalizzata su un libro che già contiene il suo autografo, il nuovo messaggio sarà dello stesso colore della firma. E così si presenta meglio al possessore del libro.
  • jg_bournemouthBOURNEMOUTH? NO, GRAZIE Una volta gli fu proposto l’acquisto di una squadra di calcio inglese, il Bournemouth Athletic Football Club. Oliver Johnson, editore britannico di John Grisham, lo portò una volta a vedere un match del Chelsea proprio contro il Bournemouth. Il neutrale Grisham iniziò, per scherzo, a simpatizzare per quest’ultimo: la cosa non passò inosservata e i giornali scrissero che Grisham tifava per il Bournemouth. Club che, inoltre, era in difficoltà economiche. In seguito lo scrittore fu contattato per proporgliene l’acquisto, ma cortesemente rifiutò. Per la cronaca, dopo anni di travaglio finanziario, nel 2015 il Bournemouth ha conquistato la promozione in Premier League, la massima serie inglese.
  • jg_vintage_pcVINTAGE COMPUTER John Grisham, che oggi ha sessant’anni, non è molto tecnologico. Scrive i suoi libri con un vecchio software di videoscrittura, WordPerfect, installato su un computer del 1992, stando a quanto affermato dall’autore nelle note a chiusura del romanzo “Il Broker“: “Quando si mette a fare il balbuziente, come da un po’ di tempo gli capita sempre più spesso, trattengo letteralmente il fiato. Quando tirerà le cuoia, probabilmente farò la stessa fine anch’io“. Non ci è dato di sapere se da allora (2005) l’abitudinario John abbia acquistato un nuovo computer, però ci piace pensare che quel pc ormai vintage sia ancora nel pieno delle sue forze e che continui a sfornare, uno dopo l’altro, i capolavori del re del legal thriller.

Clanton, Mississippi

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Non vi scervellate a cercare Clanton, Ford County, Mississippi su Google Maps o, se siete all’antica, su mappe stradali o atlanti, neppure sui più dettagliati. La cittadina di provincia in cui John Grisham ha ambientato vari e importanti romanzi – Il momento di uccidere, La convocazione, L’ultimo giurato, Ritorno a Ford County, L’ombra del sicomoro – in realtà non esiste. Al massimo c’è una Clanton nel vicino Alabama, ma non è la stessa cosa.

Le vostre ricerche, così, si fermeranno al Mississippi. Perché quello – uno degli stati più poveri degli Usa, nel cosiddetto Profondo Sud – esiste eccome. E Grisham lo conosce bene, dal momento che ci è cresciuto e andato a scuola, vi ha lavorato ai tempi in cui faceva l’avvocato e lì possiede tuttora una residenza di campagna, a Oxford.

Clanton, invece, così come la contea in cui sorge, è una località immaginaria, in cui il re del legal thriller cerca di riprodurre le caratteristiche, nel bene e nel male, del “suo” Mississippi. Clanton è inventata, così come la Messina de L’allenatore, la Bowmore di Ultima sentenza o la Strattenburg della saga di Theodore Boone, mentre in altri casi John Grisham ha optato per città veramente esistenti. Anche la contea di Ford è immaginaria, e qui è stato facile: le contee americane (equivalenti pressappoco alle nostre province) portano spesso il cognome di presidenti degli Usa.

WELCOME TO CLANTON

In base alle informazioni deducibili dai romanzi di Grisham, Clanton è una cittadina di circa diecimila abitanti situata nella parte nordoccidentale dello stato, in una zona rurale non lontana da Memphis, che, seppure ubicata nel Tennessee, è la grande città più vicina, il punto di riferimento per tutto ciò di cui si ha bisogno e che nelle campagne non si trova. Il clima è tipicamente caldo umido.

Clanton rispecchia i caratteristici problemi del Sud degli Usa: in primis la difficile convivenza tra bianchi e neri e le gravi questioni razziali – più acute negli anni ’60 e ’70 e poi, con l’integrazione, affievolitesi ma mai scomparse – e quindi la povertà e l’ignoranza dell’abitante medio, le abitudini retrograde della popolazione, l’isolamento culturale, la violenza, la pena di morte, la frustrazione dei piccoli avvocati e l’indifferenza della borghesia locale. Anche se, come ha rivelato lo stesso Grisham in un’intervista a La Repubblica nel 2010, “ci sono persone meravigliose, e generose. Vivo in Virginia, in una piccola città, e mi sarebbe difficile vivere in qualsiasi altro posto. Il Sud rappresenta la mia cultura, le mie origini. E i problemi che ci sono… beh, sono comuni a molti altri luoghi“.

PROVINCIA PROFONDA

Clanton è una tipica città di provincia americana, con l'”aggravante” di trovarsi nel povero Mississippi. L’arteria principale è la Main Street, ricorrente in quasi tutte le cittadine d’America, sulla quale si affacciano i principali negozi, caffè e attività. Edificio dominante è il tribunale, che si affaccia sulla piazza centrale, circondato da edifici in gran parte occupati da studi legali.

Gli svaghi sono davvero pochi, a Clanton. Qualche locale e nulla più, e clientela non sempre raccomandabile. Allora, nei venerdì sera d’autunno, tutti ad affollare le gradinate dello stadio per tifare a squarciagola per la locale squadra di football liceale: i Cougars della Clanton High School, stando al racconto riportato ne L’ultimo giurato. I personaggi locali costituiscono una fauna ben riconoscibile: da onesti lavoratori a delinquenti senz’arte né parte, da contadini del circondario ad avvocati di piccolo cabotaggio, da normali famiglie a fidati tutori dell’ordine (immancabile lo sceriffo), dalle varie personalità di giudice fino a pastori e fedeli di svariate confessioni religiose.

Alcuni hanno visto nel nome Clanton un richiamo al famigerato Ku Klux Klan (“Klan Town”), che fu molto attivo in quel territorio, ma lo stesso Grisham ha affermato che si tratta solo di una coincidenza. In realtà, un aggancio tra il nome Clanton e la biografia di John Grisham c’è: Don Clanton era il suo allenatore di football ai tempi del liceo alla Southaven High School.

John Grisham e lo sport

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Senza lo sport sarebbe impossibile insegnare ai giovani a vincere e a perdere con classe“.

John Grisham non è solo il re del legal thriller, epiteto con cui è diventato universalmente celebre nel mondo dei libri e della letteratura. Oltre ad essere un ex avvocato, lo scrittore è un americano vero, in cui la passione per lo sport è qualcosa con cui si cresce in maniera indissolubile, fin da bambino. E che si è inevitabilmente riflessa nei suoi romanzi.

IL VALORE DELLO SPORT

Per comprendere l’importanza che viene data allo sport va messo bene in chiaro un punto: negli Stati Uniti lo sport non è soltanto una curiosità da servizio di chiusura del telegiornale o da ultime pagine dei quotidiani. Al contrario, lo sport è una componente fondamentale dell’educazione e della società, una parte integrante della vita quotidiana, un fattore cruciale di business.

Infatti, è quasi superfluo ricordare le risorse e l’attenzione che scuola e università dedicano alla pratica sportiva. Un numero impressionante di film e serie tv hanno marchiato a fuoco nel nostro immaginario un quadro a volte sarà idilliaco e patinato, ma da cui emerge un dato di fatto: il livello e la qualità delle strutture che high school e college d’oltreoceano mettono a disposizione dei propri studenti.

Mentre, per fare un esempio dell’importanza dello sport a livello socio-culturale, è sufficiente pensare all’usanza, da parte del presidente degli Stati Uniti, di ricevere ogni anno alla Casa Bianca le squadre vincitrici dei principali campionati nazionali. Come è successo di recente con i San Antonio Spurs campioni Nba 2013-14, in cui milita l’italiano Marco Belinelli.

LO SPORT IN GRISHAM

Quello tra John Grisham e lo sport, quindi, è un rapporto strettissimo. Egli stesso, ai tempi del liceo, giocava a football nei Chargers, la squadra della Southaven High School, Mississippi.

Nella sua opera, al di fuori dei celebri legal thriller, spiccano tre perle sportive: “L’allenatore“, “Il Professionista” e “Calico Joe“. Tre romanzi in cui il football (nei primi due) e il baseball (nel terzo) sono assolutamente centrali.

Numerosi e consistenti riferimenti allo sport si trovano anche in molti altri libri di Grisham. A cominciare dal saggio-inchiesta “Innocente“, in cui il secondo capitolo, nel ripercorrere la vicenda personale di Ron Williamson, è tutto incentrato sul baseball.

L’avvocato Kyle McAvoy, protagonista de “Il ricatto“, è descritto come un ex giocatore di basket della Duquesne University e all’inizio della storia compare come allenatore di una squadra di ragazzini; nel corso del romanzo farà conoscenza con l’avvocato Roy Benedict, altro ex cestista del suo stesso ateneo. Mitchell McDeere de “Il socio” (immortalato da Tom Cruise nella versione cinematografica) era un ex quarterback della Western Kentucky, unico college a garantirgli una borsa di studio dopo un grave infortunio al ginocchio nell’ultimo anno di liceo (uno stereotipo).

Ne “L’ultimo giurato” alcuni paragrafi sono dedicati al football liceale nelle cittadine di provincia, il rituale del venerdì sera che con “L’allenatore” diventerà addirittura il tema principale di un intero romanzo. Qui troviamo un altro stereotipo: lo sceriffo del paese che fu campione in gioventù, accennato anche ne “Il momento di uccidere“. Svariati rimandi al baseball, infine, li troviamo ne “La casa dipinta“: il tifo per i St. Louis Cardinals popolarissimi nelle zone rurali quando c’era solo la voce della radio a diffondere le gesta dei propri campioni preferiti.

Mai stati… film

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Libri di John Grisham

Svariate volte, in questo blog, abbiamo parlato delle numerose trasposizioni cinematografiche – già passate alla storia oppure in corso d’opera – dei romanzi di John Grisham. L’industria di Hollywood ha sfornato grandi pellicole tratte dai bestseller di J.G. con alcune delle più conosciute e amate star del cinema mondiale, basti pensare a “Il socio“, “Il rapporto Pelican“, “La giuria“, “L’uomo della pioggia“. Tuttavia esistono alcuni libri di Grisham che, nonostante si prestino ottimamente a una versione cinematografica, non sono finora stati oggetto di attenzione da parte delle case di produzione. Ne suggeriamo tre.

1) L’allenatore

Davvero strano che il cinema made in Usa, il migliore al mondo nella realizzazione di film sullo sport e in particolare sull’autoctono football americano, non abbia ancora pensato a regalare agli appassionati del genere un sogno in più: un film tratto da “L’allenatore” di John Grisham. Si inserirebbe così in un florido filone sull football liceale che annovera già, tra gli altri, “Il ribelle“, “Varsity Blues“, “Il sapore della vittoria“, “Gridiron Gang“, “Friday Night Lights“. Motivo della dimenticanza? Forse il fatto che nel romanzo non è narrata una storia classica e lineare del tipo caduta-rinascita-vittoria, così ricorrente negli stereotipi hollywoodiani. Ci permettiamo anche di suggerire i possibili interpreti del protagonista Neely Crenshaw: Brad Pitt o Matt Damon, già alle prese nel recente passato con film sportivi quali “Moneyball” e “Invictus“. Tratti del coach Eddie Rake, invece, trovano qualche similitudine nel Bud Kilmer di “Varsity Blues“, interpretato da Jon Voight.

2) Innocente

E’ una storia vera, e come tale ben adattabile al grande schermo. Tra l’altro affronta due tematiche alle quali John Grisham è particolarmente sensibile: la pena di morte e gli errori giudiziari. In questo libro – che non è un romanzo, ma un vero e proprio saggio-inchiesta – si ripercorrono l’ascesa e la rapida caduta di una promessa del baseball, Ron Williamson, che, diventato alcolista e tossicodipendente, verrà ingiustamente accusato dell’omicidio di una ragazza, arrivando a un passo dall’esecuzione. Una storia umana avvincente e coinvolgente, ricca di tensione narrativa, che punta il mirino sull’intero sistema legale americano.

3) Il broker

Un thriller internazionale ricco di suspense che vede protagonista un potente ex avvocato, noto come “Il Broker”, nascosto dalla Cia sotto falsa identità in una città italiana, Bologna, e braccato da agenti segreti, misteriosi killer e persino dagli stessi individui che hanno organizzato la sua protezione. Riuscirà a fuggire da un destino letale? Certo che in questo romanzo di John Grisham c’è davvero tutto per un capolavoro cinematografico: questioni di politica internazionale, i servizi segreti Usa, personaggi misteriosi, colpi di scena e un’ambientazione unica al mondo, l’Italia.

Il rito del venerdì sera

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Venerdì d’autunno: in molte località degli Stati Uniti, soprattutto nelle sperdute cittadine di provincia, la serata del venerdì è consacrata al football liceale (high school football). John Grisham, da adolescente, ha vissuto in prima persona questa sorta di follia collettiva e spesso la ricorda anche nei suoi libri, a tal punto da dedicarne interamente uno all’argomento, “L’allenatore“. Ecco un passo tratto da “L’ultimo giurato“, ambientato negli anni ’70 in Mississippi. Il protagonista del libro, Willie Traynor, è l’editore e direttore del giornale di una piccola città e si ritrova immerso nell’atmosfera dell’high school football.

Ai primi d’agosto, però, il giornale ebbe un altro momento di gloria quando Davey ‘Linguaccia’ Bass mi spiegò i riti del football liceale. A Wilson Caudle lo sport non interessava: peccato che tutti gli altri cittadini di Clanton vivessero e morissero con i Cougars tutti i venerdì sera. Mr Caudle aveva relegato Linguaccia nelle ultime pagine del giornale e di rado pubblicava qualche foto. Io sentii odore di soldi e i Cougars cominciarono a diventare argomento da prima pagina.

La mia carriera di giocatore di football era finita alle medie per mano di un sadico ex marine che la mia tranquilla, piccola scuola aveva per qualche motivo ingaggiato come allenatore. Correvo sulla pista di atletica, in tenuta completa, con caso e tutto il resto, con trentacinque gradi all’ombra e il novantacinque per cento di umidità e, per non so quale motivo, l’allenatore si rifiutava di farci bere. (…) Abbandonai il football per dedicarmi al tennis e alle ragazze, e mai lo rimpiansi per un solo istante. La mia scuola giocava le sue partite il sabato pomeriggio, così nulla conoscevo della religione del football del venerdì sera. Accettai con gioia di essere un convertito ritardatario.

Quando i Cougars si riunirono per il loro primo allenamento, Linguaccia e Wiley erano presenti. Pubblicammo una grande fotografia in prima pagina di quattro giocatori, due bianchi e due neri, e un’altra dello staff tecnico, che comprendeva un assistente di colore. Linguaccia scrisse un lungo articolo sulla squadra, i giocatori e le prospettive per il campionato, ed eravamo solo alla prima settimana di allenamenti. (…)

Il “Times” pubblicò lunghi articoli sulle cheerleader, la banda, le squadre minori, su tutto quello che riuscimmo a pensare. E per ogni articolo c’erano delle foto. Non so quanti ragazzi restarono fuori dalle pagine del nostro giornale, ma di sicuro non furono molti. La prima partita fu l’annuale faida familiare contro Karaway, una cittadina molto più piccola con un allenatore molto più in gamba. Io mi sedetti in tribuna con Harry Rex e ci sgolammo insieme fino a perdere la voce. Lo stadio registrò il tutto esaurito, con un pubblico soprattutto bianco. Ma gli stessi bianchi che con tanta tenacia si erano opposti ad accettare gli studenti neri, quel venerdì sera si trasformarono all’improvviso. Nel primo quarto della prima partita, nacque una stella nel nome di Ricky Patterson, un torello dalla pelle nera e con le ali ai piedi la prima volta che ricevette il pallone corse ottanta yard. La seconda volta ne fece quarantacinque, e da quel momento tutte le volte che gli lanciavano la palla il pubblico si alzava in piedi gridando.

Sei settimane dopo che l’ordine dell’integrazione scolastica si era abbattuto sulla città, guardavo quegli stessi zotici intolleranti e ottusi urlare come pazzi e saltare sugli spalti ogni volta che Ricky riceveva la palla. Clanton vinse per trentaquattro a trenta al termine di una gara mozzafiato e noi raccontammo la partita senza il minimo pudore. Tutta la prima pagina era dedicata esclusivamente al football. Avviammo subito un concorso di “giocatore della settimana”, con un premio di cento dollari da versare per una borsa di studio in un fondo che rimase vago per mesi. Il nostro primo vincitore fu Ricky e ciò richiese un’altra intervista corredata di fotografia. Quando Clanton vinse le prime quattro partite, il “Times” si fece trovare puntuale ad aizzare l’entusiasmo, e la nostra tiratura toccò le cinquemilacinquecento copie”.

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L’allenatore

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Oggi è un venerdì sera d’autunno e quale momento migliore per il grande omaggio di John Grisham all’high school football? Il football americano giocato nei licei, che in tantissime località degli Stati Uniti è una vera e propria religione, ha stranamente trovato il suo più bel tributo non in uno dei mille film su questo tema, ma in un romanzo del nostro JG: “L’allenatore” (titolo originale: “Bleachers“, spalti).

Il maestro del legal thriller, infatti, è capace di raggiungere picchi di eccellenza tutte le volte che si cimenta con lo sport, perché a certi livelli ci si arriva soltanto quando si scrive delle proprie passioni più genuine. E quella di John Grisham per lo sport, in particolare per il football americano, decisamente lo è: ex quarterback della sua squadra di liceo, ha dedicato il romanzo “L’allenatore” a suo figlio Ty, a sua volta campione statale con la sua high school. “L’allenatore” è un piccolo capolavoro da non perdere per gli appassionati di football e non solo.

NEELY TORNA A CASA

Neely Crenshaw è un disilluso uomo di trentatré anni che, dopo tanto tempo, torna nella sua cittadina natale, Messina. Non quella in Italia ma una località fittizia dell’America profonda, uguale a migliaia di altre. Non è specificato nel libro, ma probabilmente si trova in Mississippi, lo stato in cui John Grisham è cresciuto. Messina è un posto piccolo, provinciale, ma è speciale per il football: ha un grande stadio e la partita del venerdì sera è vissuta come un rito da santificare con devozione assoluta, anche perché è l’unico svago, l’unico motivo di vanto per gli abitanti.

Lì, spensierato diciottenne tutto sport e ragazze, Neely era stato una stella degli Spartans, la squadra del liceo locale che l’allenatore Eddie Rake aveva condotto a un’incredibile serie di vittorie in oltre trent’anni di carriera. Eddie Rake era un coach durissimo e burbero, sottoponeva i ragazzi ad allenamenti estenuanti, mai un complimento, mai un elogio: lo si amava o lo si odiava. Ma i suoi successi lo avevano reso leggendario e finiva per esercitare un’influenza enorme sulla città e su tutti quelli che giocavano per lui.

L’ALLENATORE SE NE VA

Coach Rake, ormai anziano e malato, è in fin di vita. La notizia ha richiamato a Messina una moltitudine di ex giocatori, che ora sono diventati uomini, ciascuno con la propria vita, il lavoro, la famiglia, le gioie, i rimpianti e le delusioni. Come Neely Crenshaw: campione mancato e uomo amareggiato, Neely rivede i luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza, incontra i vecchi compagni e altre persone, tra cui la sua prima ragazza, lasciata con troppa leggerezza per portarsi a letto la procace reginetta della scuola; ripercorre i giorni di gloria ormai svaniti sulle gradinate dello stadio deserto, insieme ad altri ex Spartans che vegliano in attesa della morte del coach raccontandosi aneddoti di quegli anni.

Neely non si era lasciato bene con Eddie Rake e non aveva mai perdonato il suo allenatore per un brutto litigio avvenuto durante l’ultima, drammatica finale di campionato. Soltanto al funerale di Rake, Neely si renderà conto di quelli che erano stati i suoi veri insegnamenti e saprà finalmente giudicare il coach che aveva tanto odiato sotto un’ottica completamente diversa. Perché la vita non si esaurisce in una partita di football. E per Neely è giunta l’ora di smettere di vivere nel passato.

STEREOTIPI E VALORI PROFONDI

Ne “L’allenatore“, John Grisham non dimentica proprio nessuno degli stereotipi del football liceale, gradevolmente narrati pagina dopo pagina senza eccessi (a parte qualche termine tecnico di troppo): il venerdì sera, gli allenamenti di agosto, tutta la città allo stadio, il fascino dei riflettori, le cheerleader e la banda, lo sceriffo che era stato campione in gioventù, il locale con appese foto e maglie della squadra, la capacità del football di unire una città del sud anche dopo l’integrazione razziale del 1970. Ma le tematiche principali sono altre: i valori semplici, eterni, universali come l’amicizia, l’amore, la capacità di saper perdonare e accettare i propri limiti.