“L’informatore” è il nuovo libro di John Grisham

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L’informatore è il nuovo romanzo di John Grisham, in vendita nelle librerie italiane a partire dal 22 novembre 2016. Questo il titolo italiano, mentre l’originale è The Whistler. Edito da Mondadori per la collana Omnibus, con traduzione di Luca Fusari, il libro ha 336 pagine – formato 14 x 21,5 centimetri, cartonato con sovraccoperta – e un costo di 22 euro. L’informatore è il ventinovesimo romanzo dell’autore statunitense e il suo quarantesimo titolo in carriera.

SEMPRE PIU’ RE DEL LEGAL THRILLER

L’informatore è un legal thriller, il filone per cui John Grisham, ex avvocato, è diventato universalmente conosciuto fin dagli esordi della sua attività letteraria, nei primi anni ’90. In particolare, negli ultimi anni lo scrittore ha rilanciato il genere con una nuova linfa vitale che ha prodotto I segreti di Gray Mountain nel 2014 e L’avvocato canaglia nel 2015, due fatiche di grande successo sia di pubblico sia di critica. E L’informatore non sembra promettere meno.

Al centro del nuovo romanzo c’è la corruzione, che conferma la grande attenzione di John Grisham verso i mali della società americana, in ambito legale e nella vita di tutti i giorni. Dal razzismo alla distruzione dell’ambiente, dall’ingiustizia sociale al malaffare, la penna di Grisham mette a nudo ciò che non va negli Stati Uniti e che spesso viene tenuto nascosto, senza però perdere il gusto dell’intrattenimento e dello storytelling, fondamentali per mantenere quell’irresistibile presa sul lettore che lo ha reso uno dei maggiori scrittori al mondo. In questa storia è un giudice della Florida a essere coinvolto in un caso molto delicato.

LACY STOLTZ, LA PROTAGONISTA

Dalla parte dei “buoni”, invece, c’è di nuovo una donna: Lacy Stoltz, avvocato che si occupa di investigazioni presso una commissione statale con la funzione di vigilare sulla cattiva condotta dei giudici. Mentre la sua carriera prosegue all’insegna della routine e di casi minori, un giorno le si presenta davanti una questione che può avere conseguenze molto pericolose…

Se c’è stato un periodo in cui a John Grisham si rimproverava la penuria di eroine nei suoi romanzi, tra Samantha Kofer de I segreti di Gray Mountain e la nuova arrivata Lacy Stoltz, lo scrittore sta rimediando alla grande.

La suspense è assicurata: per gli appassionati di John Grisham l’appuntamento è in libreria il 22 novembre 2016.

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“The Whistler”: booktrailer, app e prequel

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Uscirà il 25 ottobre 2016 negli Stati Uniti per Doubleday il nuovo romanzo di John Grisham, The Whistler. La versione italiana, edita da Mondadori, arriverà come di consueto qualche settimana più tardi. The Whistler è un legal thriller, il genere per cui l’autore americano è conosciuto in tutto il mondo: è il suo ventinovesimo romanzo e il trentasettesimo titolo in carriera.

Intanto, sul sito ufficiale dell’autore, oltre alla sinossi del libro, sono stati pubblicati tre gustosi “gadget”: il booktrailer, un app e addirittura un prequel.

IL BOOKTRAILER

Il booktrailer, degno di un film, fa presagire il livello di suspense che caratterizzerà The Whistler.

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L’APP E IL PREQUEL

Quindi ecco l’app mobile The Whistler per iOs, in cui leggere estratti dal libro, guardare i trailer, essere aggiornati sulle ultime novità, sfogliare l’intero catalogo di John Grisham, seguire lo scrittore nei media e condividere tutto con gli amici, oltre alla possibilità di vincere un iPad mini, copie autografate e altri premi. Ovviamente l’app è in inglese.

The Whistler è preceduto inoltre da un prequel, un racconto disponibile solo in inglese e in formato digitale. Il titolo è Witness to a trial (testimone a processo), si presenta come un “sorprendente e originale dramma da tribunale” che è il prequel al nuovo romanzo. Si parla di un giudice al suo primo processo per omicidio, di un avvocato difensore al di sopra delle sue capacità, di un procuratore in cerca di sangue e gloria, di un imputato innocente e di un assassino che potrebbe aver commesso il crimine perfetto.

john_grisham_the_whistlerCOSA NARRA THE WHISTLER?

John Grisham ci porta in Florida. Non tra sole e palme, bensì negli angoli più oscuri del Sunshine State, tra corruzione, inganno, complotto, omicidio e un elevatissimo grado di suspense.

Torna una protagonista donna, come già avvenuto ne I segreti di Gray Mountain. Si chiama Lacy Stoltz, è avvocato per il Florida Board on Judicial Conduct, organo disciplinare che vigila sull’operato dei giudici. Una carriera, quella di Lacy, che scorre tranquilla tra un reclamo e l’altro, quasi tutti per incompetenza o cattiva condotta dei giudici. Mai si è trovata sulla scrivania un caso di corruzione, almeno fino a quando non si imbatte in Greg Myers, ex avvocato che ha tra le mani una questione molto, molto pericolosa…

 

La giuria negli Stati Uniti

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La giuria” di John Grisham, romanzo uscito nel 1996 e adattato in film nel 2003, mette in evidenza un istituto fondamentale e decisivo nel sistema giudiziario degli Stati Uniti: la giuria popolare, appunto. Un elemento ricorrente anche in altri legal thriller di Grisham e che, considerate le differenze con l’Italia, è opportuno spiegare per facilitarne la comprensione.

La giuria” è costruito intorno alla causa di una vedova contro le potenti multinazionali del tabacco, ritenute responsabili della morte per cancro del marito. In quanto negli USA a determinare l’esito di un processo è la giuria, il libro, oltre a descrivere il meccanismo di composizione e il ruolo della stessa, è incentrato su una serie di tentativi, ad opera di soggetti interni ed esterni al processo, di controllare i giurati e pilotare il verdetto da una parte o dall’altra (nel film, l’industria del tabacco è sostituita da quella delle armi da fuoco, ma poco cambia).

LA FUNZIONE DELLA GIURIA

Al termine di un processo penale o civile americano, la giuria, dopo essersi riunita per l’ultima volta in camera di consiglio, emette il verdetto finale. Sua esclusiva competenza, infatti, è l’accertamento della fondatezza dell’accusa. Al verdetto segue la sentenza da parte del giudice, che stabilisce la pena o l’assoluzione in caso di processo penale oppure le conseguenze giuridiche in caso di processo civile. Il giudice è anche colui che conduce l’intero dibattimento.

Aprendo una parentesi, va sottolineato che l’ordinamento giuridico degli Stati Uniti è di common-law, cioè basato principalmente sui precedenti giurisprudenziali (a differenza dell’ordinamento di civil-law derivante dal diritto romano e fondato su codici di derivazione legislativa). In base a questo, il processo deve arrivare a una decisione, qualunque essa sia, purché ottenuta nell’osservanza delle regole e dei diritti della persona. Inoltre, da un processo può uscire un verdetto di colpevolezza o di responsabilità anche in mancanza di prove definitive, purché la colpevolezza o la responsabilità dell’imputato sia dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio. Quindi anche un’accusa basata su sole prove indiziarie (le cosiddette prove circostanziali) può portare a una condanna.

LA SELEZIONE DELLA GIURIA

La selezione della giuria è il momento con cui si apre il processo e deve avvenire pubblicamente. Il tribunale convoca in aula i potenziali giurati, selezionati dagli elenchi elettorali (negli USA per votare alle elezioni è necessario registrarsi come elettori), che vengono chiamati uno a uno dal giudice. Gli avvocati dell’accusa e della difesa rivolgono loro delle domande e hanno la facoltà di accettarli o ricusarli, entro certi limiti.

I potenziali giurati vengono interrogati per sondare le loro opinioni e orientamenti personali su tutta una serie di questioni (si va dai passatempi preferiti ad argomenti sensibili come politica, religione, razza, sesso…), verificando se abbiano o meno pregiudizi o predisposizioni particolari che possano inficiare la formulazione di un verdetto equo. Esiste tutta una serie di casi in cui il potenziale giurato viene immediatamente esonerato dalla possibilità di far parte della giuria. La scelta dei membri della giuria da parte del tribunale, quindi, deve avvenire attraverso un percorso equilibrato, sotto la consulenza e la supervisione degli avvocati dell’accusa e della difesa. Tale equilibrio è ritenuto garanzia di un giusto processo.

Una volta scelti i giurati, di solito 12 con alcuni di riserva, la giuria è formalmente composta e dovrà restare in isolamento per tutta la durata del processo, senza avere contatti con nessuno e senza parlare del caso al di fuori della stanza del tribunale ad essa riservata. In caso di processi estremamente delicati, il giudice può deliberare l’isolamento totale dei giurati, che in tal caso vengono sistemati in un luogo sicuro e segreto fino alla sentenza.

IL CONTROLLO

Non tutto, però, avviene completamente alla luce del sole. Come messo in evidenza da “La giuria” di John Grisham e dal film che ne è stato tratto, data la posta in palio, gli staff legali delle due parti contendenti arrivano al momento della selezione della giuria con molte più informazioni di quelle che dovrebbero sapere.

Gli studi legali impegnati in questo tipo di processi, infatti, si avvalgono di società specializzate in composizione delle giurie, investendo su di loro consistenti somme. Un “business” diffusosi dagli anni ’70. Si tratta di esperti che, una volta emessa dal tribunale la lista dei potenziali giurati di un dibattimento, indagano a fondo e raccolgono informazioni di ogni tipo su di loro, ricorrendo persino a metodi poco ortodossi e non del tutto consentiti come intercettazioni telefoniche e telematiche o videosorveglianza, oltre ad appostamenti, travestimenti, pedinamenti, vere e proprie azioni di intelligence.

Gli staff di queste società si avvalgono di professionisti specializzati in svariate discipline, dalla psicologia alla grafologia, che analizzano minuziosamente qualsiasi tendenza, opinione o comportamento del potenziale giurato. Se ha pregiudizi verso un’etnia, un orientamento sessuale o l’altro genere, se è ritenuto di idee conservatrici o progressiste, se è un abitudinario o conduce una vita disordinata… Insomma tutti quei dati che possono essere d’aiuto per valutare se la presenza di quella persona in una giuria di un determinato processo possa risultare vantaggiosa per l’uno o per l’altro contendente.