Sane abitudini

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John Grisham_American Writer

Come fa John Grisham a sfornare più o meno un romanzo all’anno e tutti di grande successo? I più maligni si limiteranno a rispondere: quando hai un contratto milionario ne scriveresti anche uno al mese, seduto sui carboni ardenti. Oppure: i suoi romanzi sono tutti uguali, cambia il nome a posti e personaggi e il gioco è fatto. Considerazioni, queste, che galleggiano nel semplicismo più estremo. Perché John Grisham è prima di tutto un essere umano, proveniente da famiglia povera, che ha fatto la gavetta e sa cosa significa lottare duramente per farsi strada nella vita.

IL SEGRETO? L’ABITUDINE

Il segreto del ritmo scrittorio di John Grisham… non è un segreto. Lui stesso lo ha svelato più e più volte, senza problemi. Grisham riesce a essere così prolifico grazie alla sua capacità di autodisciplinarsi, la quale genera l’abitudine a un certo tipo di lavoro e che a sua volta rende competitivi.

In gioventù John Grisham era un avvocato. E gli avvocati, in una cittadina di provincia, non vivono di rendita. O si sgobba o non si guadagna. Niente è dato per scontato. Grisham non era ancora Grisham, e se non si fosse svegliato all’alba tutte le mattine per dedicarsi alla scrittura, prima di vestire giacca e cravatta e recarsi allo studio, probabilmente non sarebbe diventato scrittore.

L’IMPIEGATO DELLA SCRITTURA

Questa abitudine gli si è poi rivelata utile anche quando divenne autore di bestseller. I contratti con le case editrici richiedono un tot di libri entro una data scadenza. Così quando scrive romanzi John Grisham è sotto pressione: soltanto un ritmo preciso e costante gli evita di fare sgradevoli corse contro il tempo in cui probabilmente ne risentirebbe la qualità della sua prosa. “Se non facessi così non potrei mai finire un libro all’anno“, ha ripetuto più volte.

Come anche Francesco Piccolo (vincitore del Premio Strega 2014) ha detto di lui nel suo libro “Scrivere è un tic, John Grisham si sveglia al sorgere del sole e scrive almeno sei pagine al giorno. Nei periodi più intensi è alla tastiera fino alle ore 13. Poi, nella seconda parte della giornata, va in centro a Charlottesville, Virginia per il pranzo, lascia libera la mente o si tiene aggiornato su notizie e fatti. Usa addirittura un vecchio computer. E’ una sorta di “impiegato” della scrittura, che segue un orario preciso. La sua vita, nelle campagne della Virginia o del Mississippi, è pacifica e letterariamente produttiva.

GRISHAM COME FERGUSON

Certi esercizi potevano essere ripetitivi, ma è questo che rende grandi i giocatori: la forza dell’abitudine“, è una frase di Sir Alex Ferguson, il leggendario allenatore di calcio del Manchester United, da poco ritiratosi. E’ proprio così, nello sport come in qualsiasi altra attività in cui ci sono obiettivi da raggiungere: la ripetitività non è noia e routine, ma se interpretata in un certo modo, sviluppa l’abitudine a un determinato tipo di lavoro, e l’abitudine a sua volta accresce le possibilità di ottenere risultati positivi e di tradurre in concreto le proprie potenzialità.

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Francesco Piccolo parla di Grisham

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Francesco Piccolo è uno dei cinque scrittori finalisti del Premio Strega 2014, il maggior riconoscimento letterario italiano che sarà assegnato a Roma il 3 giugno. Cosa c’entra lo scrittore e sceneggiatore casertano con John Grisham? Semplice: nel suo “Scrivere è un tic. I segreti degli scrittori” edito da minimum fax, l’autore racconta abitudini, manie, vezzi dei più grandi autori contemporanei, tra cui appunto il nostro J. G.

RITMO E DISCIPLINA

Francesco Piccolo racconta che John Grisham, nato nel 1955, “per i diritti cinematografici del suo romanzo ‘L’appello’ ha ricevuto sei milioni di dollari. In Italia è pubblicato da Mondadori. E’ autore di ‘Il socio’, ‘Il rapporto Pelican’, ‘Il cliente’ e altri romanzi adattati per il cinema hollywoodiano“. Questo nelle note finali sugli autori citati nel libro, a pagina 114.

Ma il succo, al di là delle pillole biografiche, è che a pagina 50 “Grisham, altro scrittore di best seller, si sveglia all’alba e scrive sei pagine al giorno“. Con questa frase, Francesco Piccolo lo inserisce tra quegli scrittori che producono i loro romanzi attraverso la loro grande autodisciplina, capaci di condurre una vita regolata, calma e abitudinaria.

LA FORZA DELL’ABITUDINE

Un’esistenza serena che pone questi autori agli antipodi dalle notti in bianco e dagli stravizi di tanti altri più “maledetti”. Quelli come John Grisham sono invece una sorta di “impiegati” della scrittura che si sentono ispirati soltanto se c’è un ritmo e un orario preciso da seguire. Insieme a John Grisham, figurano Barbara Cartland, Michael Crichton, Ken Follett, Banana Yoshimoto, Truman Capote, Isabel Allende. D’altronde, per dirla con Aristotele, “Noi siamo quello che facciamo ripetutamente. Perciò l’eccellenza non è un’azione, ma un’abitudine.”