“Il partner”, arriva la serie tv

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Vent’anni dopo la sua uscita, Il partner, legal thriller di John Grisham uscito nel 1997 e suo ottavo romanzo in carriera, diventerà una serie tv della Fox scritta da Jon Cowan, già autore di Suits e Private Practice, nell’ambito di un accordo con Sony Pictures TV Studios. Continua a leggere

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La giuria negli Stati Uniti

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La giuria” di John Grisham, romanzo uscito nel 1996 e adattato in film nel 2003, mette in evidenza un istituto fondamentale e decisivo nel sistema giudiziario degli Stati Uniti: la giuria popolare, appunto. Un elemento ricorrente anche in altri legal thriller di Grisham e che, considerate le differenze con l’Italia, è opportuno spiegare per facilitarne la comprensione. Continua a leggere

10 motivi per cui mi piace John Grisham

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John Grisham è il mio scrittore preferito. Leggo i suoi romanzi da circa dieci anni e da un anno e mezzo gli dedico questo blog. Sono oltre trenta titoli, tra legal thriller – per cui è conosciuto in tutto il mondo – e libri di altro genere, in cui ha raggiunto ugualmente livelli molto interessanti. Ci sono storie irresistibilmente coinvolgenti e altre meno, “di routine” le potrei definire. Continua a leggere

Matt Damon, l’uomo della pioggia

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Matt Damon compie 45 anni. L’attore originario del Massachusetts è nato l’8 ottobre 1970 e in questi giorni è sul grande schermo con il fantascientifico Sopravvissuto. The Martian, diretto da Ridley Scott. Noto per la sua versatilità e per aver sempre schivato gli eccessi dello star system di Hollywood preferendo la sua east coast, Matthew Paige Damon – questo il nome completo – ha interpretato i ruoli più diversi che si possano immaginare: dal ragazzo geniale e problematico di Will Hunting – con cui vinse Oscar e Golden Globe per la miglior sceneggiatura – all’ex agente Cia nella saga di Bourne, dal capitano della nazionale sudafricana di rugby in Invictus al soldato disperso Ryan, per non parlare della memorabile trilogia Ocean’s 11, 12 e 13, fino a Monuments Men, Interstellar e troppi altri ce ne sarebbero da elencare…

C’è un film però, spesso passato inosservato, in cui la strada di un giovane Matt Damon si è intersecata con quella di John Grisham: L’uomo della pioggia.

IL GIOVANE AVVOCATO

E’ il 1997. Matt Damon ha ventisette anni, recita nel cinema da nove, ha già all’attivo quattro film e camei in altri due. Quell’anno si rivela cruciale per lui: è infatti protagonista in due film che lo consacrano definitivamente, il già citato Will Hunting. Genio ribelle di Gus Van Sant e L’uomo della pioggia di Francis Ford Coppola, tratto dall’omonimo romanzo di John Grisham.

Il primo diventerà più famoso dell’altro, che tra l’altro appare lento di ritmo e con una fotografia piuttosto cupa, ma ne L’uomo della pioggia – titolo originale The Rainmaker, da non confondere con Rain Man con Tom Cruise e Dustin Hoffman, anch’esso tradotto in italiano con L’uomo della pioggia – il cast è davvero stellare: Danny DeVito, Jon Voight, Mickey Rourke, Claire Danes.

A parte qualche inevitabile differenza e alcune inversioni nell’ordine degli eventi, il film segue la trama del libro di Grisham. Rudy Baylor, un giovane avvocato appena laureato e con pochi soldi, si ritrova a difendere la causa di due poveri coniugi ai quali l’assicurazione ha negato qualsiasi indennità per le cure del figlio, che sta morendo di leucemia. Aiutato da Deck Shifflet, un goffo praticante che non ha mai superato l’esame di abilitazione ma conosce tutti i segreti del mestiere, Rudy decide di andare fino in fondo in questa causa milionaria contro una grande e potente compagnia di assicurazioni.

THE RAINMAKER

jg_uomo_pioggiaSono particolarmente legato a questo bestseller, che è stato quello che mi ha fatto scoprire il re del legal thriller. E’ stato il primo libro di Grisham che ho letto, circa dieci anni fa. Lo acquistai a Roma, in una giornata di pioggia, appunto. Vagando per la città, ero entrato in una libreria: dando fugaci e svogliate occhiate ai libri ammassati qua e là, mi imbattei in questo titolo, che forse mi incuriosì per l’omonimia con l’altro “uomo della pioggia”, il suddetto film con Cruise e Hoffman. Invece, scorrendo rapidamente la sinossi in quarta di copertina, la trama mi attirò subito. E la lettura ripagò pienamente le aspettative. Tra l’altro, avrei presto scoperto che la denuncia delle ingiustizie di un sistema che favorisce i ricchi e potenti, a discapito della povera gente, è un tema molto presente nelle opere di John Grisham.

Il titolo, comunque, non c’entra niente con le precipitazioni atmosferiche. Nel gergo degli studi legali, è definito rainmaker, uomo della pioggia, quell’avvocato che genera i profitti più alti, il socio che porta i clienti più ricchi e le cause più remunerative. A volte inaspettatamente, come nel caso di Rudy Baylor, l’uomo della pioggia è l’avvocato che riesce a “pizzicare” la causa giusta, il colpo grosso, il caso che, se otterrà la sentenza desiderata, potrà generare, ad esempio, ingenti risarcimenti danni e parcelle da capogiro per i rappresentanti legali.

John Grisham al “Quais du Polar”

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Quais du Polar, Lione, Francia

John Grisham, insieme a Don Winslow ed Elizabeth George, per la prima volta al Festival International du Polar di Lione, in Francia. Comunemente noto come Quais du Polar, si tratta di un festival internazionale dedicato al genere poliziesco (“polar” in francese) nella letteratura e nel cinema che, per l’undicesimo anno, si terrà nella città francese dal 27 al 29 marzo 2015.

Per l’occasione, oltre a Grisham, saranno presenti a Lione alcuni dei più grandi autori a livello mondiale, dal messicano Paico Ignacio Taibo II al cileno Luis Sepulveda, dagli habitué Michael Connelly e Ian Ranking ai “casalinghi” Maxime Chattam, Ian Manook e tantissimi altri. Al momento – gennaio 2015 – sono già una settantina gli scrittori confermati, provenienti da tutto il mondo. Nessun italiano.

IL QUAIS DU POLAR

Nato nel 2005 e organizzato dall’omonima associazione con la partnership di istituzioni e aziende di Lione, il Quais du Polar propone una ricca programmazione dedicata a letteratura, cinema e tutte le forme d’arte e cultura che si interessano al genere “polar“: incontri con ospiti prestigiosi, un salone del libro, conferenze, dibattiti, proiezioni, spettacoli, visite, mostre, premiazioni ecc. Previsti oltre 50 mila spettatori.

L’obiettivo del festival è offrire al pubblico un panorama della letteratura poliziesca e noir attraverso la partecipazione dei suoi migliori esponenti: dal 2005 a oggi hanno partecipanto al Quais du Polar, tra gli altri, Ian Ranking, Jo Nesbo, Maxime Chattam, Michael Connelly, Patricia MacDonald, R. J. Ellory, Donald Westlake.

John Grisham_American WriterJOHN GRISHAM ALLA PRIMA LIONESE

Si tratterà della prima apparizione di John Grisham alla kermesse lionese. Per lo scrittore statunitense un’occasione per raccontare la sua carriera di successo nel campo del legal thriller e per fare un primo bilancio sul suo ultimo romanzo, “I segreti di Gray Mountain“, uscito in ottobre negli Stati Uniti e a dicembre in Italia.

La stampa americana, tra cui il Washington Post, ha recensito positivamente il libro, ricco di impegno civile ma anche della fluidità e familiarità tipiche delle trame di Grisham. Se ne parla poco o nulla, invece, sulla stampa italiana, dove le notizie giornalistiche più fresche relative allo scrittore risalgono ancora alla “questione pedofilia“. Ma si sa che purtroppo nel Bel Paese, spesso, conta solo ciò che fa scandalo o contrapposizione…

Perché “John Grisham Italia”

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Otto mesi di blog e quaranta post pubblicati: a fine anno solare, è il momento di un primo bilancio di John Grisham Italia. Soprattutto, è il momento delle presentazioni, visto il low profile con cui ho avviato questo blog. Il responsabile e finora unico autore sono io, Francesco Mecucci, giornalista, blogger e ovviamente appassionato lettore di John Grisham.

Andando in cerca di community italiane di appassionati di Grisham e non trovandone alcuna, ho deciso di lanciarne una io, visto che sull’argomento ne so abbastanza. Anche se purtroppo lo scarso tempo libero a disposizione non mi permette, almeno per ora, di andare oltre questo semplice blog aggiornato con frequenza più o meno settimanale (chi vuole darmi una mano, si proponga!)

COME HO SCOPERTO JOHN GRISHAM

Leggo Grisham da circa dieci anni. Tutto è iniziato con la… pioggia. Vagando per Roma in una grigia giornata con l’ombrello, entro in una libreria e mi imbatto ne “L’uomo della pioggia“. Dando un’occhiata alla sinossi in quarta di copertina, mi incuriosisce subito la storia di questo avvocato alle prime armi che si trova ad affrontare una causa milionaria contro una potente compagnia di assicurazioni per difendere una povera donna. La lettura del romanzo non tradisce le aspettative e la mia personale biblioteca si arricchisce presto di altri titoli: “Il socio“, “Il rapporto Pelican“, “La convocazione“, “Il testamento” e man mano tutti, alcuni dei quali accompagnati dalla visione dei film che ne sono stati tratti.

Da allora è una progressiva scoperta del personaggio John Grisham e dei suoi libri, nei cui valori espressi spesso mi ritrovo. In particolare, è stato bello scoprire che lo scrittore sia riuscito a dare il meglio di sé anche in alcuni generi diversi dal suo tradizionale legal thriller: ad esempio, quando parla di sport, una sua passione genuina, e riconosco che l’atmosfera de “L’allenatore” mi è rimasta dentro.

JG_02TEMI E VALORI NEI ROMANZI DI GRISHAM

Nonostante la critica bolli spesso Grisham come ripetitivo e superficiale – le sovrastrutture mentali e lo snobismo di certi cosiddetti “intellettuali” in Italia sono, a mio avviso, davvero stucchevoli – dai suoi romanzi emergono una serie di valori e di temi che ritengo molto importanti:

  • Il risvolto sociale delle storie narrate: le forti critiche e accuse rivolte al sistema giudiziario americano, alla pena di morte e alle grandi società assicurative, farmaceutiche, chimiche, minerarie, petrolifere, del tabacco, e la contestuale difesa delle povere vittime; il tutto osservato dal punto di vista dell’avvocato che, posto di fronte a determinate realtà, prende coscienza e riesce a cambiare la vita degli altri e soprattutto se stesso.
  • L’importanza dello sport come strumento di riflessione e perdono (“L’allenatore”, “Calico Joe”) oppure di redenzione e nuove opportunità (“Il professionista”). John Grisham arricchisce molti suoi romanzi con riferimenti sportivi, a riprova che lo sport è una componente essenziale della società.
  • La passione per l’Italia: John Grisham ambienta “Il Broker” a Bologna e a Treviso e “Il professionista” a Parma, forse rimarcando troppo qualche luogo comune sulla percezione che gli stranieri hanno dell’Italia, ma dipingendo un quadro tutto sommato reale e positivo.
  • La ricostruzione efficace di alcuni contesti chiave della società statunitense: i meccanismi dei processi e della giustizia, la vita nei grandi studi legali delle metropoli, la “religione” del football nelle cittadine di provincia, le difficoltà dell’integrazione razziale nel Sud, i disastri ambientali provocati dall’operato delle grandi compagnie e tanti altri.
  • L’importanza di John Grisham per il cinema: da vari romanzi sono stati tratti film di grande successo, diretti e interpretati da alcuni dei registi e degli attori più celebri di Hollywood.
  • Una semplicità di fondo che non fa mai male: nonostante la presenza di tutte queste tematiche, i romanzi di John Grisham hanno un’impostazione semplice e capace di toccare i valori basilari della vita delle persone, senza inutili sovrastrutture mentali. E forse è proprio questo il motivo del suo grande successo in tutto il mondo.

Fuga dal Natale

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john_grisham_fuga_natale_krank“Dare buca” al solito Natale e andarsene in crociera ai Caraibi? E’ il sogno di molti. Luther Krank ha deciso: niente spese per gli addobbi, il pupazzo Frosty sul tetto di casa, i regali, i pranzi, le donazioni a questo o a quello… Niente di niente, si va ai Caraibi: i soldi che a ogni Natale escono dal portafogli, stavolta si spendono al mare!

Luther e la moglie Nora, ritrovatisi soli dopo la partenza della figlia Blair, appena laureata, per una missione umanitaria in Perù, decidono una clamorosa “fuga dal Natale” e da tutto il suo consumismo. Il piano è pronto. Ma Luther e Nora non hanno fatto i conti con l’invadenza dei vicini di casa – vivono in un tipico sobborgo dell’Illinois – e con la potenza di quella che, comunque, resta pur sempre la festa più bella e coinvolgente dell’anno…

LIBRO E POI FILM

Fuga dal Natale” è un romanzo di John Grisham del 2001, uscito in Italia nell’anno successivo. Titolo originale: “Skipping Christmas“. Nel 2004 ne è stato tratto il film diretto da Joe Roth, omonimo solo nella versione italiana (“Fuga dal Natale“, appunto), mentre il titolo originale per il grande schermo è “Christmas with the Kranks“.

Protagonisti del film Tim Allen nel ruolo di Luther Krank, Jamie Lee Curtis nei panni di Nora, mentre Dan Aykroyd (che molti ricorderanno come uno dei due Blues Brothers) è Vic Frohmeyer, il volitivo e antipatico capoquartiere che comanda l'”assedio” ai Krank per far sì che trascorrino il Natale a casa come tutti gli anni…

UN GRISHAM DA COMMEDIA

Fuga dal Natale“, libro e film, sono assolutamente da leggere e da guardare nei giorni che precedono il 25 dicembre. Una commedia ironica e divertente, ma anche piena di umanità. E con una critica, tutt’altro che velata, verso l’ipocrisia e il moralismo a oltranza della classe borghese e tendenzialmente conservatrice.

John Grisham e, sulle sue orme, Joe Roth dipingono un convincente quadretto dell’America delle casette con giardino e delle piccole comunità in cui tutti si interessano di tutti, ma anche stracarica di apparenze e falsità. Tuttavia a trionfare, al di là di ogni desolante meschinità, è la magica atmosfera del Natale: le luci, la neve, il calore del trascorrere le feste con i propri cari. Cose di cui, in fondo, tutti abbiamo bisogno. Tanto da arrivare alla frase conclusiva del romanzo: “Saltare il Natale. Che idea ridicola. Magari l’anno prossimo“.

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