Rosarose, il locale di Bologna dove andava John Grisham

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Attraversarono la strada arrivando in Via Clavature, distante pochi passi, e s’infilarono nel Rosarose. “Qui si beve il miglior cappuccino della zona” gli assicurò lei, ordinandone due alla cassa. Marco stava per chiederle come mai bevesse cappuccino dopo le dieci e mezzo del mattino, ma poi lasciò correre. E mentre aspettavano, Francesca si tolse guanti, sciarpa e cappotto. Quella sosta era probabilmente destinata a durare.

Veder nominato il proprio locale nel romanzo di uno dei più conosciuti scrittori contemporanei è la miglior pubblicità che si possa avere, oltre che un’enorme soddisfazione. Il posto è il Rosarose, nel cuore di Bologna, a pochi metri da Piazza Maggiore e dalla Basilica di San Petronio. Il cosiddetto Quadrilatero, una delle zone più vive del capoluogo emiliano. Continua a leggere

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Il Broker

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La suspense di un intrigo internazionale e un omaggio all’Italia con l’ambientazione a Bologna, Treviso e Milano. È sempre un piacere rileggere “Il Broker” di John Grisham, uscito nel 2005, mai tradotto in film. Un thriller in cui si passa in un istante dalle stanze del potere d’oltreoceano ai caffè sotto i portici del capoluogo emiliano, e viceversa, senza perdere mai il ritmo giusto.

CHI E’ JOEL BACKMAN

Joel Backman, noto come “il Broker”, è un ex avvocato lobbista in carcere da sei anni. Un tempo era uno degli uomini più ricchi e potenti di Washington. Il presidente uscente degli Stati Uniti, come ultimo atto del suo mandato, decide di concedergli un’insperata e inattesa grazia.

Dietro questa firma c’è in realtà la pressione della Cia: una volta fatto uscire di galera, Backman viene trasferito segretamente in Italia su un volo militare. Qui, affiancato da un agente di nome Luigi, dovrà vivere sotto falsa identità, in una città abbastanza grande da assicurare un certo anonimato, imparare la lingua del posto e confondersi tra gli abitanti. Perché il Broker è stato liberato e trasformato in un nuovo individuo?

UN GIOCO MORTALE

Alle spalle di Joel Backman si sta disputando un pericolosissimo gioco. La Cia, dopo averlo liberato, lo continua a tenere sotto controllo per osservare chi sarà il primo a ucciderlo: i servizi segreti israeliani, sauditi, russi o cinesi, che piombano alle sue costole non appena viene fatta filtrare l’informazione che Backman si nasconde in Italia. Tutti, americani compresi, sono infatti a caccia dei segreti tecnologici che Backman ha portato con sé nella sua cella d’isolamento.

C’è di mezzo un software capace di neutralizzare un potente sistema di spionaggio satellitare che Backman sei anni prima, a costo della propria libertà, aveva provato a vendere al miglior offerente. Gli sviluppatori del software, tre giovani pachistani, sono stati ormai tutti uccisi in circostanze misteriose e lo stesso destino sembra attendere Backman.

Ma il Broker, nonostante il lungo periodo in carcere e la difficoltà ad ambientarsi in un paese così diverso dagli Usa, non ha perso quel suo prezioso acume che gli sarà determinante per sopravvivere a una trappola mortale.

BOLOGNA, AMBIENTAZIONE VERA

È tutta fantasia, ragazzi – scrive Grisham nelle note finali – Ne so ben poco di spie, di sorveglianza elettronica, di telefoni satellitari, di smartphone, di cimici, di cavi, di microfoni e della gente che se ne serve. E se qualcosa in questo romanzo si avvicina alla realtà deve essersi probabilmente trattato di un errore. Bologna, comunque, è tutt’altro che fantasia. Mi sono concesso il lusso, dovendo scegliere un posto dove nascondere il signor Backman, di lanciare una freccetta su una carta geografica. Un paese valeva l’altro, più o meno; ma io adoro l’Italia e tutto ciò che è italiano, e devo quindi confessarvi che quando ho lanciato quella freccetta non avevo gli occhi bendati”.