John Grisham duro su Donald Trump

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Sono terrorizzato da Donald Trump. Non mi è mai piaciuto. È un personaggio da reality show che si è catapultato nella realtà, dopo aver travolto dli americani di paure e promesse che non potrà mai mantenere. Ci aspettano le tenebre”. Tutt’altro che lusinghiero il giudizio di John Grisham sul presidente degli Stati Uniti, in un’intervista di Antonello Guerrera uscita su La Repubblica nel dicembre 2016, quando Trump non si era ancora insediato alla Casa Bianca.

GLI IDEALI POLITICI IN GRISHAM

Ex membro democratico della Camera dei Rappresentanti del Mississippi, uno stato del profondo Sud tradizionalmente repubblicano nonché uno dei più poveri e retrogradi, nei legal thriller di John Grisham la politica ha sempre mantenuto una presenza importante, attraverso temi delicati quali il razzismo, la pena di morte, i lati oscuri del sistema giudiziario, l’ambiente, i diritti civili, le ingiustizie sociali di un paese ricco di contraddizioni. Inoltre in alcuni romanzi, come Il rapporto Pelican e Il Broker, tra i personaggi compare anche un fittizio presidente degli Stati Uniti.

Io ho sempre fiducia nella legge, è la nostra guida – continua lo scrittore – Come contro i fascisti, i violenti e gli xenofobi, che ora dopo l’elezione di Trump faranno ancora più rumore, farà sempre il suo dovere. Abbiamo leggi molto forti contro queste persone e contro i loro crimini, così come contro quel sentimento di auto-giustizia che Trump incarna. L’America non si spaccherà. L’odio non vincerà”.

LA VERITA’, ULTIMO BALUARDO

Di Trump, Grisham detesta “la sua disonestà. Come dissacra la verità. Per me è la cosa più agghiacciante di lui. A volte le sue bugie vengono giudicate come delle spacconate, ma non è così. Trump manipola la verità, la realtà”, con rischi seri per le istituzioni e la società americane.

John Grisham non usa molto i social media e ha scoperto relativamente tardi il triste fenomeno delle fake news, della post-verità, ma non si esime da un commento in merito: “Di questo passo la nostra società non potrà sopravvivere, se ogni volta viene messa in discussione o falsificata la credibilità degli studi scientifici, dei giudici, dei giornalisti o di qualsiasi altro esponente istituzionale. E’ un modello insostenibile. Il nostro personale compito sarà, ogni giorno, di spiegare ai nostri figli che cos’è la verità: a casa, a scuola, alle università, punendo più severamente le bugie. È la vera resistenza contro Trump. Il nostro futuro dipende terribilmente da questo“.

John Grisham e lo sport

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Senza lo sport sarebbe impossibile insegnare ai giovani a vincere e a perdere con classe“.

John Grisham non è solo il re del legal thriller, epiteto con cui è diventato universalmente celebre nel mondo dei libri e della letteratura. Oltre ad essere un ex avvocato, lo scrittore è un americano vero, in cui la passione per lo sport è qualcosa con cui si cresce in maniera indissolubile, fin da bambino. E che si è inevitabilmente riflessa nei suoi romanzi.

IL VALORE DELLO SPORT

Per comprendere l’importanza che viene data allo sport va messo bene in chiaro un punto: negli Stati Uniti lo sport non è soltanto una curiosità da servizio di chiusura del telegiornale o da ultime pagine dei quotidiani. Al contrario, lo sport è una componente fondamentale dell’educazione e della società, una parte integrante della vita quotidiana, un fattore cruciale di business.

Infatti, è quasi superfluo ricordare le risorse e l’attenzione che scuola e università dedicano alla pratica sportiva. Un numero impressionante di film e serie tv hanno marchiato a fuoco nel nostro immaginario un quadro a volte sarà idilliaco e patinato, ma da cui emerge un dato di fatto: il livello e la qualità delle strutture che high school e college d’oltreoceano mettono a disposizione dei propri studenti.

Mentre, per fare un esempio dell’importanza dello sport a livello socio-culturale, è sufficiente pensare all’usanza, da parte del presidente degli Stati Uniti, di ricevere ogni anno alla Casa Bianca le squadre vincitrici dei principali campionati nazionali. Come è successo di recente con i San Antonio Spurs campioni Nba 2013-14, in cui milita l’italiano Marco Belinelli.

LO SPORT IN GRISHAM

Quello tra John Grisham e lo sport, quindi, è un rapporto strettissimo. Egli stesso, ai tempi del liceo, giocava a football nei Chargers, la squadra della Southaven High School, Mississippi.

Nella sua opera, al di fuori dei celebri legal thriller, spiccano tre perle sportive: “L’allenatore“, “Il Professionista” e “Calico Joe“. Tre romanzi in cui il football (nei primi due) e il baseball (nel terzo) sono assolutamente centrali.

Numerosi e consistenti riferimenti allo sport si trovano anche in molti altri libri di Grisham. A cominciare dal saggio-inchiesta “Innocente“, in cui il secondo capitolo, nel ripercorrere la vicenda personale di Ron Williamson, è tutto incentrato sul baseball.

L’avvocato Kyle McAvoy, protagonista de “Il ricatto“, è descritto come un ex giocatore di basket della Duquesne University e all’inizio della storia compare come allenatore di una squadra di ragazzini; nel corso del romanzo farà conoscenza con l’avvocato Roy Benedict, altro ex cestista del suo stesso ateneo. Mitchell McDeere de “Il socio” (immortalato da Tom Cruise nella versione cinematografica) era un ex quarterback della Western Kentucky, unico college a garantirgli una borsa di studio dopo un grave infortunio al ginocchio nell’ultimo anno di liceo (uno stereotipo).

Ne “L’ultimo giurato” alcuni paragrafi sono dedicati al football liceale nelle cittadine di provincia, il rituale del venerdì sera che con “L’allenatore” diventerà addirittura il tema principale di un intero romanzo. Qui troviamo un altro stereotipo: lo sceriffo del paese che fu campione in gioventù, accennato anche ne “Il momento di uccidere“. Svariati rimandi al baseball, infine, li troviamo ne “La casa dipinta“: il tifo per i St. Louis Cardinals popolarissimi nelle zone rurali quando c’era solo la voce della radio a diffondere le gesta dei propri campioni preferiti.

Hillary Clinton: tra i preferiti c’è J.G.

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C’è anche John Grisham tra gli autori preferiti da Hillary Clinton, che sta preparando la sua candidatura per i Democratici alla Casa Bianca. Come riporta il quotidiano La Stampa, la Clinton non solo sta promuovendo il nuovo libro “Hard Choices” (Scelte difficili) ma anche discutendo delle sue preferenze letterarie.

NELLA BIBLIOTECA DI HILLARY

In un’intervista rilasciata alla New York Times Book Review, tra le sue letture predilette cita, tra gli altri, i thriller di John Grisham e John Le Carré i quali, secondo il giornalista Paolo Mastrolilli, autore dell’articolo, “le avranno impegnato le nottate quando era al Dipartimento di Stato” come segretario di Stato della prima amministrazione Barack Obama. Tra i generi: grande letteratura, biografie, temi sociali e razziali, intrighi internazionali, oltre a politica contemporanea.

LETTURE BIPARTISAN

Da buona democratica, non stupisce la preferenza di Hillary Clinton per il nostro Grisham, anche lui membro democratico della Camera dei Rappresentanti del Mississippi dal 1983 al 1990. Tuttavia tra le sue letture preferite ha indicato “Decision Points“, il saggio dell’ex presidente George Bush, e “Faith Of My Fathers” di John McCain, entrambi personaggi-simbolo dell’America repubblicana.