3 frasi da “I segreti di Gray Mountain”

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John Grisham, I segreti di Gray Mountain, Samantha Kofer

In questo post vi propongo tre frasi, brevi ma profonde e significative, tratte da “I segreti di Gray Mountain“, l’ultimo romanzo di John Grisham. Un legal thriller dalla forte connotazione ambientalista, in cui lo scrittore si fa paladino della povera gente che vive in una zona degli Stati Uniti – i monti Appalachi – devastata dalle attività illegali delle grandi società del carbone.

Tre frasi che esaltano l’importanza di avere una corretta informazione, una buona assistenza legale e un certo “fegato” per una lotta impari contro un nemico più ricco e potente.

Non sono cattive persone, sono solo male informate e mal guidate.

“E’ legale?”
“Questa non è una domanda opportuna nel paese del carbone. Niente è tutto bianco o tutto nero nel mio mondo. Il nemico infrange ogni regola, per cui la lotta non è mai leale. Se giochi secondo le regole, perdi, anche se hai ragione”

La professione legale è uno strumento potente, quando viene utilizzata per aiutare la povera gente.

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Il Grisham ambientalista su Succedeoggi.it

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Il quotidiano culturale online Succedeoggi.it, diretto da Nicola Fano, ha pubblicato una positiva recensione dell’ultimo romanzo di John Grisham, “I segreti di Gray Mountain“. Il titolo dell’articolo, firmato da Gabriele Trama (leggilo tutto qui), è fin troppo diretto: “Grisham ambientalista“. Forse mai come stavolta, infatti, lo scrittore statunitense si è dimostrato così battagliero, prendendo a cuore la causa degli abitanti della zona dei monti Appalachi la cui quotidiana esistenza è messa a repentaglio dalle devastazioni senza scrupoli della grande industria carbonifera, la cosiddetta “Big Coal”.

LE DEVASTAZIONI DELLA BIG COAL

Negli stati del Kentucky e Virginia – si legge nell’articolo di Trama – le grandi compagnie carbonifere usano una devastante procedura di spianamento delle montagne con esplosivi per portare letteralmente alla luce i filoni di minerale. Le cime delle montagne vengono tagliate via dalle esplosioni, i detriti, gettati nelle valli, creano dighe piene di sostanze tossiche che deviano i corsi d’acqua e inquinano le falde, boschi meravigliosi sono completamente distrutti. Questa pratica, oltre a modificare radicalmente e irrimediabilmente la catena montuosa più antica del continente, è strettamente legata all’alto numero di tumori e altre malattie nelle comunità della zona“.

John Grisham I segreti di Gray MountainMa il carbone, nonostante tutto, è la risorsa principale dell’economia locale, tutt’altro che florida e “questa condizione dà buon gioco ai signori delle miniere di fare ciò che vogliono in combutta con le autorità degli stati“. In tale situazione entrano in gioco studi legali specializzati nella difesa dei grandi interessi, mentre l’unica speranza per gli abitanti e i lavoratori del luogo sembrano essere i poveri avvocati del gratuito patrocinio. E’ qui, al fianco della volitiva Mattie Wyatt della Mountain Legal Aid Clinic, che si ritrova catapultata la protagonista del romanzo, la giovane Samantha Kofer, epurata da un grande studio di Manhattan in seguito alla crisi finanziaria del 2008.

L’AMERICA DI OBAMA E’ QUESTA?

Quello che mi ha maggiormente colpito – continua Trama – è stata la descrizione di questa distruzione dell’ambiente e del territorio, che non immaginavo neanche, compiuta pressoché impunemente dai signori del carbone. Sembra quasi impossibile che nell’America di Obama, impegnato a sviluppare una ‘green economy’, a combattere il riscaldamento globale e a salvaguardare l’ambiente, possano ancora perpetrarsi tali delitti. Per questo mi sento di suggerire a quelli che come me sono attenti ai temi dell’ambientalismo e della lotta al riscaldamento globale, la lettura piacevole e interessante del romanzo di Grisham“.

“I segreti di Gray Mountain”, la recensione

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Un attacco frontale e senza pietà alcuna alle grosse società minerarie che devastano il territorio dei monti Appalachi, nell’est degli Stati Uniti, per estrarre il carbone con l’abominevole pratica dello strip mining. Di contro, una difesa della povera gente del posto che subisce sulla propria pelle le prepotenze, le illegalità, le violenze, le distruzioni ambientali della grande industria carbonifera, la “Big Coal”. Da cui, tuttavia, dipende in larga parte l’economia locale.

Questo è il cuore de “I segreti di Gray Mountain“: intorno, c’è praticamente “tutto” John Grisham, vecchio e nuovo, con la sua capacità di raccontare argomenti impegnativi senza perdere di vista l’obiettivo di intrattenere il pubblico.

LE NOVITA’

Non si vedeva una protagonista femminile dai tempi de “Il rapporto Pelican“, ed ecco a voi Samantha Kofer, giovane e promettente avvocato che all’improvviso, perso il lavoro, si ritrova catapultata da un prestigioso studio di New York a una sperduta cittadina di montagna della Virginia, dove suo malgrado otterrà un posto da stagista non pagata presso il gratuito patrocinio.

La causa di questo sradicamento è la crisi finanziaria del 2008, che funge da inquadramento iniziale e finale della vicenda narrata: John Grisham contestualizza dunque il suo romanzo in una situazione storica attuale.

C’è spazio per una storia di sesso, descritta con toni che fanno pensare addirittura a Nicholas Sparks. Con la differenza importante, però, che qui si tratta soltanto di sesso, in quanto la protagonista rifiuta esplicitamente qualsiasi altro coinvolgimento sentimentale.

IL GRISHAM “CLASSICO”

John Grisham,Ecco alcuni dei leit-motiv che hanno fatto grande John Grisham, presenti nel romanzo:

  • la critica ai grandi studi legali delle metropoli e alle loro totalizzanti condizioni di lavoro;
  • l’opposta realtà del gratuito patrocinio nelle aree più povere;
  • la vita nelle cittadine di provincia con i loro curiosi e controversi personaggi;
  • gli avvocati specializzati in risarcimento danni, dipinti come pavoni che fanno la ruota saltando da un posto all’altro a bordo di lussuosi jet;
  • un minimo accenno allo sport sotto forma di partita di football che scorre sullo schermo di un locale.

Ci sono poi altri piccoli richiami qua e là che agli attenti seguaci grishamiani non saranno sfuggiti. Ad esempio la passione per il volo da turismo e l’accenno a modelli di piccoli aeroplani (che troviamo ne “La convocazione” e “Il re dei torti“), oppure un antipatico agente Fbi che si chiama Frohmeyer, esattamente come l’altrettanto detestabile vicino di casa di “Fuga dal Natale“. Per non parlare dello studio legale Scully & Pershing attorno a cui ruota “Il ricatto” e al quale, stavolta, Grisham riserva un’ingloriosa fine.

ALCUNE PECCHE DI TRADUZIONE

jg_sportsbarQualche sbavatura emerge qua e là dalla traduzione italiana di Nicoletta Lamberti. “Il giorno di Thanksgiving” non suona così bene rispetto a quanto farebbe un più fluido e comprensibile “giorno del Ringraziamento“.

Le tipiche espressioni americane “Big Law” e “Big Coal” – termini generici che si riferiscono alla realtà d’insieme rispettivamente dei grandi studi legali e della grande industria carbonifera – nella versione in italiano sono purtroppo tradotte come se fossero una singola società o persona (“di Big Law“, invece di un più corretto “della Big Law“).

Infine, ciò che a un certo punto della narrazione, è stato tradotto con “bar dello sport” in realtà si riferisce a uno “sports bar“: mentre in Italia con bar dello sport si indica il “baretto” di quartiere in cui gli avventori discutono in maniera più o meno appropriata di calcio, negli Stati Uniti lo “sports bar” è un particolare tipo di locale, poco o per nulla diffuso dalle nostre parti, in cui i clienti si fermano a guardare gli eventi sportivi su grandi schermi.