I segreti di John Grisham

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In occasione del BookExpo America 2016 svoltosi a Chicago dall’11 al 13 maggio, il magazine Publishers Weekly ha intervistato John Grisham sul nuovo romanzo a cui sta lavorando, The Whistler, e in generale sulla sua straordinaria carriera. Il legal thriller che uscirà a ottobre negli Stati Uniti avrà come trama una pericolosa indagine sulla corruzione giudiziaria ad alti livelli.

Ci sto lavorando – afferma Grisham – ma ancora non posso dire molto. Non sono nemmeno sicuro di riuscire a finirlo per ottobre, cosa che invece la Doubleday dà per certa. In ogni caso, non ho mai avuto il blocco dello scrittore, in trent’anni non mi è mai capitato. Anzi, ho il problema opposto: ho così tante idee che posso scegliere quale sarà il mio prossimo libro da scrivere“.

LA FORZA DELL’ABITUDINE

Come raccontato in varie occasioni, la forza con cui John Grisham alimenta la sua vena letteraria è la regolarità. Abitudini consolidatesi nel corso degli anni, senza le quali, forse, l’autore cresciuto in Mississippi non riuscirebbe a essere così prolifico. “Ho alcuni rituali – continua – Inizio ogni giornata al massimo alle 7.30, sempre nel mio piccolo ufficio a pochi metri da casa, che è comodo e non molto luminoso, sorseggiando una tazza dello stesso forte caffè nero. E’ il mio piccolo vizio. Niente telefono, fax, internet e neppure musica: ho provato a scrivere con musica di sottofondo, ma mi distraeva. Le prime due ore sono il momento migliore della giornata. A meno che non ci siano emergenze, nulla può distogliermi dalla tastiera. Verso le 9.30-10 faccio una piccola colazione con mia moglie, quindi mi rimetto a scrivere a ritmi più lenti e non vado mai oltre mezzogiorno. A quel punto, dopo che hai scritto duramente per tre o quattro ore, il tuo cervello è abbastanza ‘cotto’. E non amo rimettermi a scrivere il pomeriggio, quando preferisco andare a giocare a golf“.

Molti si saranno chiesti quale sia il segreto di sfornare un romanzo all’anno, sempre nello stesso periodo. “Semplice – rivela Grisham – Il primo gennaio di ogni anno inizio a scrivere un legal thriller. Mi pongo il 1° luglio come termine per finirlo, in modo tale da pubblicarlo a ottobre, in tempo per Natale. Chissà se andrà così anche stavolta…

Un ruolo importante in tutti i successi di John Grisham è ricoperto da sua moglie Renee. E’ la sua prima editor personale. Non solo Renee legge la prima stesura, ma valuta anche le idee di trama che suo marito le anticipa in un sunto di un paio di pagine. “Lei è diretta – spiega Grisham – se qualcosa non la convince, me lo dice subito e questo apre svariate e salutari discussioni in giro per casa. Le piace fare correzioni con un grande pennarello rosso

DALLA SVOLTA A THE WHISTLER

Come spesso accade, una luminosa carriera inizia in realtà con parecchi rifiuti e pochi guadagni: è il destino a cui sembrava inevitabilmente andare incontro Il momento di uccidere, primo romanzo di Grisham, uscito per un piccolo editore nel 1989, con scarso successo. La svolta arrivò con Il socio, ultimato nel 1991, e fatto arrivare sottobanco dalle parti di Hollywood.

“Avevo detto a mia moglie – racconta Grisham – che se pure il mio secondo romanzo fosse stato un buco nell’acqua, mi sarei dedicato ad altro. Invece tutto cambiò: la Paramount acquistò i diritti cinematografici de Il Socio e la Doubleday non faceva altro che ripetermi che sarebbe stato un enorme successo. Io, in realtà, non mi rendevo ancora conto di cosa volesse dire. Facevo l’avvocato in una piccola città, la mia vita era quella. Ma quando vidi il mio libro piazzato al dodicesimo posto della classifica dei bestseller del New York Times, non ci pensai due volte: salutai in fretta il mio studio legale e fu già tanto che mi ricordai di spegnere la luce!

The Whistler sarà il suo ventinovesimo romanzo su 37 titoli totali. E’ ambientato in Florida, tra montagne di soldi e altrettanta corruzione. Gli ha fatto da guida il giornalista e scrittore Carl Hiaasen: la situazione narrata nel romanzo rispecchia molto della realtà. Non resta che aspettare l’autunno per godersi questa nuova storia!

Sane abitudini

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Come fa John Grisham a sfornare più o meno un romanzo all’anno e tutti di grande successo? I più maligni si limiteranno a rispondere: quando hai un contratto milionario ne scriveresti anche uno al mese, seduto sui carboni ardenti. Oppure: i suoi romanzi sono tutti uguali, cambia il nome a posti e personaggi e il gioco è fatto. Considerazioni, queste, che galleggiano nel semplicismo più estremo. Perché John Grisham è prima di tutto un essere umano, proveniente da famiglia povera, che ha fatto la gavetta e sa cosa significa lottare duramente per farsi strada nella vita.

IL SEGRETO? L’ABITUDINE

Il segreto del ritmo scrittorio di John Grisham… non è un segreto. Lui stesso lo ha svelato più e più volte, senza problemi. Grisham riesce a essere così prolifico grazie alla sua capacità di autodisciplinarsi, la quale genera l’abitudine a un certo tipo di lavoro e che a sua volta rende competitivi.

In gioventù John Grisham era un avvocato. E gli avvocati, in una cittadina di provincia, non vivono di rendita. O si sgobba o non si guadagna. Niente è dato per scontato. Grisham non era ancora Grisham, e se non si fosse svegliato all’alba tutte le mattine per dedicarsi alla scrittura, prima di vestire giacca e cravatta e recarsi allo studio, probabilmente non sarebbe diventato scrittore.

L’IMPIEGATO DELLA SCRITTURA

Questa abitudine gli si è poi rivelata utile anche quando divenne autore di bestseller. I contratti con le case editrici richiedono un tot di libri entro una data scadenza. Così quando scrive romanzi John Grisham è sotto pressione: soltanto un ritmo preciso e costante gli evita di fare sgradevoli corse contro il tempo in cui probabilmente ne risentirebbe la qualità della sua prosa. “Se non facessi così non potrei mai finire un libro all’anno“, ha ripetuto più volte.

Come anche Francesco Piccolo (vincitore del Premio Strega 2014) ha detto di lui nel suo libro “Scrivere è un tic, John Grisham si sveglia al sorgere del sole e scrive almeno sei pagine al giorno. Nei periodi più intensi è alla tastiera fino alle ore 13. Poi, nella seconda parte della giornata, va in centro a Charlottesville, Virginia per il pranzo, lascia libera la mente o si tiene aggiornato su notizie e fatti. Usa addirittura un vecchio computer. E’ una sorta di “impiegato” della scrittura, che segue un orario preciso. La sua vita, nelle campagne della Virginia o del Mississippi, è pacifica e letterariamente produttiva.

GRISHAM COME FERGUSON

Certi esercizi potevano essere ripetitivi, ma è questo che rende grandi i giocatori: la forza dell’abitudine“, è una frase di Sir Alex Ferguson, il leggendario allenatore di calcio del Manchester United, da poco ritiratosi. E’ proprio così, nello sport come in qualsiasi altra attività in cui ci sono obiettivi da raggiungere: la ripetitività non è noia e routine, ma se interpretata in un certo modo, sviluppa l’abitudine a un determinato tipo di lavoro, e l’abitudine a sua volta accresce le possibilità di ottenere risultati positivi e di tradurre in concreto le proprie potenzialità.