Calico Joe

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Il libro di John Grisham che vi suggeriamo per le vacanze estive è “Calico Joe“. Non è un legal thriller: parla di sport. Di baseball. Lo sport che forse più di tutti è insito nella cultura degli Stati Uniti, tanto da essere definito “il passatempo nazionale”. Tramandato di padre in figlio nel giardino di casa. Il baseball si gioca da aprile a ottobre: è lo sport dei mesi caldi, dell’aria aperta e dello stare insieme. Con “Calico Joe“, uscito nel 2012, John Grisham rende il giusto onore al baseball, ponendolo al centro di un romanzo incentrato su almeno due dei valori più autentici: il perdono e la possibilità di redenzione che la vita può offrire a ognuno.

ALLA RICERCA DI UN PERDONO

Calico Joe è il soprannome di Joe Castle, grande promessa del baseball proveniente dallo sperduto paesino di Calico Rock, Arkansas (località realmente esistente) e ingaggiato dai Chicago Cubs. Joe è un giovane di campagna bello, educato e corretto. Nel 1973, mentre sta giocando una delle sue straordinarie partite, un terribile incidente di gioco mette a rischio la sua vita e pone fine alla sua breve ed esaltante carriera. Colpevole volontario di quell’incidente è Warren Tracey, veterano dei New York Mets ed esatto contrario di Joe Castle: donnaiolo, alcolista e pessimo padre. Il tutto avviene di fronte all’appassionatissimo Paul Tracey, suo figlio di undici anni.

Trent’anni dopo, a Warren, colpito da un male incurabile, restano pochi mesi di vita. Paul, nonostante abbia ormai troncato ogni ponte con il baseball e con il padre, decide di andare a cercare Joe Castle: vuole che Warren lo incontri prima di morire e gli chieda perdono. Paul desidera quindi che suo padre, con un gesto semplice, trasformi i suoi ultimi giorni in un’occasione per riscattarsi da un’esistenza mediocre e depravata. Ma l’ormai invecchiato e schivo Calico Joe sarà disposto a incontrare, seppur dopo trent’anni, l’uomo che gli ha rovinato la vita?

Nell’appendice finale, John Grisham viene incontro a chi non mastica di baseball con un’efficace spiegazione tecnica del regolamento. Uno sport così particolare e a prima vista difficile da comprendere, ma che, una volta imparato e assorbito, è capace di accompagnarci per tutta la vita.

LO SPORT SECONDO JOHN GRISHAM

Anche se è universalmente noto come autore di legal thriller, John Grisham tre volte ha incentrato i suoi romanzi sullo sport: prima di “Calico Joe“, troviamo “L’allenatore” e “Il professionista“, entrambi dedicati al football americano, l’altra grande “religione” d’oltreoceano. Numerosi riferimenti al mondo sportivo compaiono qua e là anche in altre opere: “Innocente” (baseball), “L’ultimo giurato” (football), “La casa dipinta” (baseball), “Il ricatto” (basket), “Io confesso” (football), addirittura “Il momento di uccidere” (con lo stereotipo dello sceriffo di paese ex campione di football).

Per Grisham, come per molti americani, lo sport non è solo una nota a fondo pagina, un flash dei telegiornali, ma è parte integrante della crescita e delle relazioni di ogni individuo. “Senza lo sport, sarebbe impossibile insegnare ai giovani a vincere e a perdere con classe“, ha detto una volta lo scrittore. E forse è proprio parlando di sport, cioè andando alla radice delle sue passioni più genuine, che Grisham ha saputo tirare fuori i suoi romanzi più commoventi e coinvolgenti. Perché per emozionare gli altri bisogna saper prima emozionarsi e toccare i valori basilari della nostra vita.

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Go Panthers!

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Domenica 6 luglio a Ferrara (ore 18), sul campo dello stadio “Paolo Mazza“, va in scena il 34° Italian Super Bowl, cioè la finale del nostro campionato di football americano. A contendersi il titolo i Seamen Milano e i Parma Panthers. Esattamente quei Panthers che John Grisham ha immortalato nel suo romanzo “Il professionista” (titolo originale: “Playing for pizza“).

PARMA CAPITALE DEL FOOTBALL

I Parma Panthers sono una vera e propria potenza degli ultimi anni. In questo Super Bowl, il settimo della loro storia, inseguono il quinto titolo nazionale consecutivo. In caso di vittoria i nero-argento emiliani completerebbero una stagione perfetta, senza alcuna sconfitta. John Grisham è il presidente onorario della squadra, che ha contribuito in maniera fondamentale a rendere celebre nel mondo.

Nel 2007 lo scrittore statunitense fu ospite d’onore nella finale, persa, contro i Bergamo Lions, per tanti anni dominatori del campionato. Nel romanzo “Il professionista“, però, Grisham fece finire la storia in modo opposto, con i Panthers a trionfare, guidati dal quarterback americano Rick Dockery. Il libro, di lì a pochi anni, portò fortuna ai Panthers che hanno conquistato il titolo ininterrottamente dal 2010 al 2013.

I RICORDI EMILIANI DI JOHN GRISHAM

Qualche anno fa – racconta Grisham nelle note finali del libro, uscito nel 2007 – mentre stavo effettuando ricerche per un altro libro, ho scoperto per puro caso l’esistenza del football americano in Italia. C’è una vera Nfl italiana, con squadre vere, giocatori veri e perfino un vero Super Bowl“.

I Panthers di Parma – continua – sono assolutamente reali. Li ho visti giocare sotto la pioggia allo stadio Lanfranchi contro i Dolphins di Ancona. Il loro coach è Andrew Papoccia (Illinois State), la cui collaborazione è stata preziosa (…) Quando si è trattato di football, questi ragazzi americani hanno risposto a tutte le mie domande. Quando si è trattato di cucina e vini, si sono dimostrati ancora più entusiasti“.

Infine: “Il proprietario della squadra dei Panthers è Ivano Tira, una persona di grande cordialità che ha fatto in modo di rendere piacevole il mio breve soggiorno a Parma (…) I Panthers sono un simpatico branco di robusti italiani che giocano a football per amore di questo sport e per la pizza. Una sera, dopo l’allenamento, mi hanno invitato con loro al Polipo e ho riso fino alle lacrime“.

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Pantanal, Brasile

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Tra gli stadi che ospitano i mondiali di calcio Brasile 2014 c’è l’Arena Pantanal di Cuiabà, nuovo impianto da quasi 43 mila posti. Il Pantanal è una zona del Brasile in cui John Grisham ha ambientato, nel 1999, il romanzo “Il testamento“. La storia di un avvocato che insegue, nella natura selvaggia, l’ereditiera di un eccentrico riccone suicidatosi per notificarle che lei, figlia illegittima dell’uomo, è stata indicata nel testamento come unica beneficiaria. Il viaggio si tramuterà per Nate, l’avvocato, in una pericolosa avventura in cui ritroverà se stesso.

L’AVVENTURA DI GRISHAM

Così, nelle note dell’autore al termine del romanzo, John Grisham descrive il Pantanal: “La regione brasiliana del Pantanal, negli Stati di Mato Grosso e Mato Grosso do Sul, è una zona di grande bellezza naturale e un luogo affascinante da visitare. Spero di non averne dato l’immagine di una sterminata palude disseminata di pericoli. Non lo è. E’ una gemma ecologica che attira molti turisti i quali per lo più sopravvivono. Io ci sono stato due volte e mi auguro di poterci tornare ancora“.

Grisham parla quindi della sua avventura brasiliana: “Ad accompagnarmi nel cuore del Pantanal è stato Carl King, mio amico e missionario battista a Campo Grande. Non so quanto accurate fossero le sue informazioni, ma abbiamo comunque vissuto quattro giorni fantastici a contare caimani, fotografare fauna selvatica, cercare anaconda, mangiare riso e fagioli neri, raccontarci storie, a bordo di una barca che, non si sa come, diventava sempre più piccola. Grazie di cuore a Carl per l’avventura”.

UN PARADISO ECOLOGICO E… PLUVIALE

Il Pantanal, che sconfina anche in Bolivia e in Paraguay, è un’immensa pianura alluvionale che si estende per circa 150 mila chilometri quadrati (metà dell’Italia, per fare un paragone). E’ patrimonio dell’umanità e riserva della biosfera mondiale riconosciuta dall’Unesco.

Per nove mesi all’anno, durante la stagione delle piogge, l’80 per cento della sua superficie viene sommerso dalle acque. Straordinario il numero di specie di flora e fauna che vivono nel Pantanal: giaguari, formichieri giganti, caimani, anaconda, centinaia di specie di uccelli e il piranha rosso. Un vero e proprio paradiso ecologico. Cuiabà, Corumbà e Campo Grande sono le città più vicine.

L’Italia di John Grisham

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John Grisham non è solo legal thriller: è anche un genuino appassionato di sport, in particolare di football americano, che nel sud degli Stati Uniti, da dove Grisham proviene, è una vera e propria religione. Tuttavia lo scrittore ama anche un’altra parte del mondo: l’Italia. E cosa ha fatto, nel 2007? Ha unito le sue due passioni, ambientando una storia di football americano nel Bel Paese, precisamente a Parma, Emilia Romagna, una delle patrie della buona cucina e dell’opera lirica.

CUCINA, OPERA E FOOTBALL

Leggere il romanzo “Il professionista” (il titolo originale è anche meglio: “Playing for pizza“, giocare per una pizza) è fare un viaggio attraverso la migliore cultura italiana, quella che viene fuori in tutta la sua attrazione a un tavolo di trattoria o sul palco di un teatro, che per un americano di provincia cresciuto a football e McDonald’s (il quarterback fallito Rick Dockery il quale, tagliato dalla lega professionistica, trova un improbabile ingaggio in Italia nei Parma Panthers, squadra realmente esistente) si trasformano nella scoperta della vita…

In Italia, Dockery riscopre il piacere di giocare, fosse anche per guadagnarsi non i milioni della Nfl, ma una pizza e birra con i compagni dopo la partita. Per scrivere il romanzo, John Grisham ha trascorso un periodo di tempo a stretto contatto con i Parma Panthers (nella foto) seguendone allenamenti, partite, rituali di gruppo. Per ringraziarlo, i Panthers lo hanno nominato presidente onorario.

UN “BROKER” A BOLOGNA

Anche un altro romanzo di Grisham è ambientato in Italia, ancora in Emilia Romagna, stavolta però a Bologna: “Il Broker“. Qui non si parla di sport ma si torna sulle tematiche più consone al Grisham più conosciuto. I portici e i ristoranti di Bologna diventano il rifugio di Joel Backman, un misterioso ex avvocato braccato da Cia, terroristi e altri inquietanti personaggi. E non manca, neanche in questo caso, la solita “infornata” di cultura (culinaria soprattutto) italiana. Un John Grisham da ringraziare per aver valorizzato alcuni degli aspetti migliori del nostro Paese.