John Steinbeck

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John Steinbeck è stato uno degli autori preferiti in gioventù da John Grisham, che quando era studente si appassionò alla lettura grazie soprattutto alla chiarezza e agli ideali dell’autore californiano. Scopriamo qualcosa di più su di lui.

DA MORGAN AL FRONTE

John Steinbeck è stato uno dei maggiori scrittori americani del XX secolo. Nato a Salinas, in California, morì a New York all’età di sessantasei anni ancora da compiere, nel 1968. Vinse il Premio Nobel per la letteratura nel 1962 “per le sue scritture realistiche e immaginative, unendo l’umore sensibile e la percezione sociale acuta“. Steinbeck è inoltre considerato uno dei principali esponenti della cosiddetta “Generazione Perduta” (Lost Generation), insieme a Ernest Hemingway, Scott Fitzgerald, Ezra Pound, Henry Miller, Erich Maria Remarque, T. S. Eliot.

Nonostante l’amore per la prosa e per la poesia fosse sbocciato in lui fin dalla prima adolescenza, Steinbeck non si dedicò anima e corpo alle lettere, anzi interruppe più volte gli studi per svolgere lavori umili e occasionali. Entrò anche nel mondo del giornalismo e a ventisette anni pubblicò il suo unico romanzo storico, Cup of Gold (tradotto in Italia in La santa rossa), che narra la vita del celebre pirata Henry Morgan. Il successo arriverà dopo il 1935, anno del suo incontro del suo editore Pascal Covici, a partire da Tortilla Flat (Pian della Tortilla), una satira dalla falsa rispettabilità borghese. Non smise l’attività giornalistica e nel 1943 fu per sei mesi inviato di guerra del New York Herald Tribune: l’esperienza bellica lo sconvolse.

FURORE

Ottobre 1936. Il San Francisco News pubblica una serie di articoli per documentare le condizioni di vita di una popolazione agricola, povera, bianca e protestante, che, dopo aver subito l’esproprio delle loro fattorie da parte delle banche, aveva raggiunto la California per costruirsi un futuro.

Due anni dopo, in soli cinque mesi di lavoro, John Steinbeck si ispira a quegli articoli per il suo romanzo più famoso, Furore (titolo originale The Grapes of Wrath, “I frutti dell’ira”), che nel 1940 gli valse il Premio Pulitzer e la trasposizione cinematografica ad opera di John Ford, che assegnò il ruolo del protagonista Tom Joad a Henry Fonda.

La famiglia Joad è costretta ad abbandonare la propria fattoria nell’Oklahoma a bordo di un autocarro e – attraverso la leggendaria Route 66 – a tentare di insediarsi in California. Nella stessa situazione si trovano centinaia di altre famiglie, sfrattate dalle case dove avevano vissuto per generazioni perché le banche a cui avevano chiesto i prestiti non rinnovano i crediti e confiscano i terreni spedendo le “trattrici” a spianare tutto, comprese le abitazioni in legno.

Una denuncia sociale che non risparmiò attacchi a John Steinbeck, il quale non aveva certo dato un’immagine positiva dei proprietari terrieri. In Italia il romanzo fu tradotto nel 1940, ma il testo fu praticamente stravolto dalla censura fascista.

Fuga dal Natale

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john_grisham_fuga_natale_krank“Dare buca” al solito Natale e andarsene in crociera ai Caraibi? E’ il sogno di molti. Luther Krank ha deciso: niente spese per gli addobbi, il pupazzo Frosty sul tetto di casa, i regali, i pranzi, le donazioni a questo o a quello… Niente di niente, si va ai Caraibi: i soldi che a ogni Natale escono dal portafogli, stavolta si spendono al mare!

Luther e la moglie Nora, ritrovatisi soli dopo la partenza della figlia Blair, appena laureata, per una missione umanitaria in Perù, decidono una clamorosa “fuga dal Natale” e da tutto il suo consumismo. Il piano è pronto. Ma Luther e Nora non hanno fatto i conti con l’invadenza dei vicini di casa – vivono in un tipico sobborgo dell’Illinois – e con la potenza di quella che, comunque, resta pur sempre la festa più bella e coinvolgente dell’anno…

LIBRO E POI FILM

Fuga dal Natale” è un romanzo di John Grisham del 2001, uscito in Italia nell’anno successivo. Titolo originale: “Skipping Christmas“. Nel 2004 ne è stato tratto il film diretto da Joe Roth, omonimo solo nella versione italiana (“Fuga dal Natale“, appunto), mentre il titolo originale per il grande schermo è “Christmas with the Kranks“.

Protagonisti del film Tim Allen nel ruolo di Luther Krank, Jamie Lee Curtis nei panni di Nora, mentre Dan Aykroyd (che molti ricorderanno come uno dei due Blues Brothers) è Vic Frohmeyer, il volitivo e antipatico capoquartiere che comanda l'”assedio” ai Krank per far sì che trascorrino il Natale a casa come tutti gli anni…

UN GRISHAM DA COMMEDIA

Fuga dal Natale“, libro e film, sono assolutamente da leggere e da guardare nei giorni che precedono il 25 dicembre. Una commedia ironica e divertente, ma anche piena di umanità. E con una critica, tutt’altro che velata, verso l’ipocrisia e il moralismo a oltranza della classe borghese e tendenzialmente conservatrice.

John Grisham e, sulle sue orme, Joe Roth dipingono un convincente quadretto dell’America delle casette con giardino e delle piccole comunità in cui tutti si interessano di tutti, ma anche stracarica di apparenze e falsità. Tuttavia a trionfare, al di là di ogni desolante meschinità, è la magica atmosfera del Natale: le luci, la neve, il calore del trascorrere le feste con i propri cari. Cose di cui, in fondo, tutti abbiamo bisogno. Tanto da arrivare alla frase conclusiva del romanzo: “Saltare il Natale. Che idea ridicola. Magari l’anno prossimo“.

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I 30 secondi di John Grisham

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Archivio - John Grisham

Una scrivania organizzata è indice di una mente organizzata. Se in trenta secondi non trovi una cosa che cerchi, stai perdendo soldi“. Lo scrive John Grisham nel romanzo “Il re dei torti“. L’autore riprende lo stesso concetto anche ne “L’avvocato di strada“, quando fa affermare al protagonista che “non c’era niente di più frustrante che sfogliare una pratica del peso di qualche chilo in cerca di qualcosa che non era stato registrato con la dovuta precisione. Se non lo trovavi in trenta secondi, diceva l’assioma, era inutile“. Ecco a voi l’archivistica secondo John Grisham.

GLI ARCHIVI E LA REGOLA DEI 30 SECONDI

Il nucleo del ragionamento è semplice: se non si riesce a reperire un documento in un archivio in tempi molto rapidi, allora si sta sprecando denaro.

Ho trovato questa teoria che si rifà ai suddetti passi di John Grisham in un blog apparentemente lontano sia dai miei interessi personali, sia dagli argomenti vicini al romanziere noto come il re del legal thriller. Il post che applica le affermazioni di Grisham all’archivistica è apparso nel blog “Foederis Arca“, che l’autore Emanuele Atzori definisce “il primo blog per gli archivi degli istituti religiosi“. E forse anche l’unico, dato il tema estremamente settoriale che viene trattato.

Senza voler estrapolare da Grisham – scrive Atzori – nozioni di archivistica sulla corretta gestione dell’archivio corrente (per la qual cosa rimando alla relativa manualistica) ritengo però che l’idea di misurare il tempo di recupero di un documento in un dato fascicolo sia molto buona e possa darci un’idea piuttosto chiara dello stato di efficienza del nostro archivio. Ovviamente laddove la tempistica risultasse piuttosto insoddisfacente potrebbe essere il tempo di una seria analisi della modalità di gestione del flusso documentale per provvedere a un suo miglioramento. Ma questa è un’altra storia…

IL TEMPO E’ DENARO

L’attenzione e la propensione di John Grisham verso una corretta e proficua gestione del tempo risalgono al periodo in cui esercitava la professione di avvocato. All’epoca la scrittura era per lui un hobby, che poteva coltivare soltanto nelle prime ore del mattino, svegliandosi all’alba, prima di indossare giacca e cravatta e andare al lavoro. Questa necessità, unita alla consapevolezza che per guadagnarsi da vivere bisogna sgobbare (atteggiamento sempre presente in Grisham), ha contribuito notevolmente a sviluppare in J.G. un elevato livello di autodisciplina, alla base della sua prolificità e dei suoi successi letterari.

Quindi, si può tranquillamente affermare che alla radice della “teoria dei 30 secondi” di John Grisham, che rispunta per almeno due volte all’interno dei suoi bestseller, ci sia l’esperienza di vita e di lavoro dell’autore di Jonesboro. Una convinzione applicabile non solo ai tradizionali e polverosi archivi cartacei, ma anche e soprattutto a qualsiasi computer, la cui organizzazione per cartelle, sottocartelle e file altro non è che un archivio elettronico.

Tornando a casa

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John Grisham L'allenatore incipit

Proponiamo oggi un brano “autunnale” di John Grisham, tratto da “L’allenatore“. Si tratta dell’incipit del romanzo: il protagonista Neely Crenshaw torna nella sua cittadina natale e percorre la strada che lo sta per ricondurre dopo tanti anni nel luogo dei sogni: lo stadio in cui, da liceale, era stato una stella del football.

La strada per il Rake Field correva di fianco alla scuola, oltre il vecchio palco dell’orchestra e i campi da tennis, attraverso una galleria di due filari perfetti di aceri rossi e gialli piantati e pagati dai sostenitori. Poi, superando un piccolo dosso, scendeva in una spianata più in basso, sul cui asfalto potevano trovare posto un migliaio di automobili. La strada si fermava davanti a un imponente cancello in ferro battuto, sorretto da due pilastri in mattoni, che annunciava la presenza del Rake Field; al di là del cancello, un reticolato circondava il terreno consacrato. Il venerdì sera tutta la cittadinanza di Messina attendeva l’apertura, poi invadeva gli spalti, dove si litigava per i posti e si eseguivano febbrili riti prepartita. Il nero pascolo asfaltato intorno al Rake Field si affollava a dismisura ben prima del calcio d’inizio, costringendo i veicoli provenienti da fuori città a cercare posto nelle strade sterrate, nei vicoli e nelle lontane zone di parcheggio dietro la mensa della scuola e il suo campo da baseball. I tifosi ospiti avevano vita dura, a Messina, ma mai dura quanto la loro squadra.

A guidare lentamente sulla strada che portava al Rake Field c’era Neely Crenshaw, lentamente perché non vi tornava da molti anni, lentamente perché quando vide i riflettori del campo i ricordi lo travolsero, come aveva previsto. Passò sotto gli aceri rossi e gialli, splendenti nei colori dell’autunno. Nei giorni gloriosi di Neely quei tronchi erano grossi poco più di una spanna, ora i loro rami si toccavano sopra di lui e le foglie cadevano come neve a ricoprire la strada del Rake Field.
Era un tardo pomeriggio d’ottobre e un venticello da nord rinfrescava l’aria.
Neely fermò la macchina davanti al cancello e guardò il campo. Ora tutti i movimenti erano diventati lenti, tutti i pensieri gravavano saturi di suoni e immagini di un’altra vita. Quando vi giocava lui, il campo non aveva un nome, non ce n’era bisogno. Tutti a Messina lo conoscevano semplicemente come “il Campo”. (…)

In tutta Messina non c’era zolla di terra più riverita del Campo. Nemmeno al cimitero.
Dopo che Rake se n’era andato, lo avevano ribattezzato con il suo nome. A quell’epoca Neely non c’era più, non c’era più da tempo e non aveva progetti di ritorno.
Perché vi stesse tornando adesso non era del tutto chiaro, ma nel profondo del suo cuore aveva sempre saputo che quel giorno sarebbe arrivato, un giorno in un futuro imprevisato quando sarebbe stato richiamato lì. Aveva sempre saputo che alla fine Rake sarebbe morto, e che naturalmente ci sarebbe stato un funerale con centinaia di ex giocatori assiepati intorno al feretro, tutti con la loro maglia verde degli Spartans, tutti a piangere la scomparsa di una leggenda che avevano amato e odiato. Ma a se stesso aveva ripetuto molte volte che non avrebbe fatto ritorno al Campo finché Rake fosse stato vivo.
Lontano, dietro le gradinate riservate agli ospiti, c’erano due campi di allenamento, uno dei quali dotato di riflettori. Nessun’altra scuola dello Stato disponeva di un lusso simile, ma non esisteva nemmeno un’altra città dove il football fosse venerato in maniera così passionale e universale come a Messina.

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Sane abitudini

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John Grisham_American Writer

Come fa John Grisham a sfornare più o meno un romanzo all’anno e tutti di grande successo? I più maligni si limiteranno a rispondere: quando hai un contratto milionario ne scriveresti anche uno al mese, seduto sui carboni ardenti. Oppure: i suoi romanzi sono tutti uguali, cambia il nome a posti e personaggi e il gioco è fatto. Considerazioni, queste, che galleggiano nel semplicismo più estremo. Perché John Grisham è prima di tutto un essere umano, proveniente da famiglia povera, che ha fatto la gavetta e sa cosa significa lottare duramente per farsi strada nella vita.

IL SEGRETO? L’ABITUDINE

Il segreto del ritmo scrittorio di John Grisham… non è un segreto. Lui stesso lo ha svelato più e più volte, senza problemi. Grisham riesce a essere così prolifico grazie alla sua capacità di autodisciplinarsi, la quale genera l’abitudine a un certo tipo di lavoro e che a sua volta rende competitivi.

In gioventù John Grisham era un avvocato. E gli avvocati, in una cittadina di provincia, non vivono di rendita. O si sgobba o non si guadagna. Niente è dato per scontato. Grisham non era ancora Grisham, e se non si fosse svegliato all’alba tutte le mattine per dedicarsi alla scrittura, prima di vestire giacca e cravatta e recarsi allo studio, probabilmente non sarebbe diventato scrittore.

L’IMPIEGATO DELLA SCRITTURA

Questa abitudine gli si è poi rivelata utile anche quando divenne autore di bestseller. I contratti con le case editrici richiedono un tot di libri entro una data scadenza. Così quando scrive romanzi John Grisham è sotto pressione: soltanto un ritmo preciso e costante gli evita di fare sgradevoli corse contro il tempo in cui probabilmente ne risentirebbe la qualità della sua prosa. “Se non facessi così non potrei mai finire un libro all’anno“, ha ripetuto più volte.

Come anche Francesco Piccolo (vincitore del Premio Strega 2014) ha detto di lui nel suo libro “Scrivere è un tic, John Grisham si sveglia al sorgere del sole e scrive almeno sei pagine al giorno. Nei periodi più intensi è alla tastiera fino alle ore 13. Poi, nella seconda parte della giornata, va in centro a Charlottesville, Virginia per il pranzo, lascia libera la mente o si tiene aggiornato su notizie e fatti. Usa addirittura un vecchio computer. E’ una sorta di “impiegato” della scrittura, che segue un orario preciso. La sua vita, nelle campagne della Virginia o del Mississippi, è pacifica e letterariamente produttiva.

GRISHAM COME FERGUSON

Certi esercizi potevano essere ripetitivi, ma è questo che rende grandi i giocatori: la forza dell’abitudine“, è una frase di Sir Alex Ferguson, il leggendario allenatore di calcio del Manchester United, da poco ritiratosi. E’ proprio così, nello sport come in qualsiasi altra attività in cui ci sono obiettivi da raggiungere: la ripetitività non è noia e routine, ma se interpretata in un certo modo, sviluppa l’abitudine a un determinato tipo di lavoro, e l’abitudine a sua volta accresce le possibilità di ottenere risultati positivi e di tradurre in concreto le proprie potenzialità.

Hillary Clinton: tra i preferiti c’è J.G.

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C’è anche John Grisham tra gli autori preferiti da Hillary Clinton, che sta preparando la sua candidatura per i Democratici alla Casa Bianca. Come riporta il quotidiano La Stampa, la Clinton non solo sta promuovendo il nuovo libro “Hard Choices” (Scelte difficili) ma anche discutendo delle sue preferenze letterarie.

NELLA BIBLIOTECA DI HILLARY

In un’intervista rilasciata alla New York Times Book Review, tra le sue letture predilette cita, tra gli altri, i thriller di John Grisham e John Le Carré i quali, secondo il giornalista Paolo Mastrolilli, autore dell’articolo, “le avranno impegnato le nottate quando era al Dipartimento di Stato” come segretario di Stato della prima amministrazione Barack Obama. Tra i generi: grande letteratura, biografie, temi sociali e razziali, intrighi internazionali, oltre a politica contemporanea.

LETTURE BIPARTISAN

Da buona democratica, non stupisce la preferenza di Hillary Clinton per il nostro Grisham, anche lui membro democratico della Camera dei Rappresentanti del Mississippi dal 1983 al 1990. Tuttavia tra le sue letture preferite ha indicato “Decision Points“, il saggio dell’ex presidente George Bush, e “Faith Of My Fathers” di John McCain, entrambi personaggi-simbolo dell’America repubblicana.

Benvenuti su John Grisham Italia

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Benvenuti su John Grisham Italia, fan blog italiano non ufficiale dedicato a John Grisham. Qui potrete trovare post dedicati al grande scrittore americano: i suoi romanzi, i film che ne sono stati tratti, le novità in arrivo e approfondimenti di vario genere sui bestseller di Grisham e sulle tematiche che affrontano.

CHI E’ JOHN GRISHAM?

John Grisham è uno scrittore statunitense, molto semplicemente considerato il re del legal thriller, un sottogenere del thriller basato su storie di avvocati, giudici, processi e altri personaggi e aspetti del mondo giudiziario. In realtà John Grisham ha scritto anche romanzi e racconti di altro genere, toccando svariati argomenti e dando respiro alle sue passioni.

Fervente appassionato di sport, soprattutto di baseball e football americano, ama l’Italia e il Brasile. Stile semplice e lineare, grande costruttore di trame, Grisham porta nelle sue pagine porta nelle sue pagine non solo la sua lunga esperienza da avvocato, ma anche storie avvincenti che rispecchiano i valori genuini e basilari di tutti noi.

QUESTO BLOG

Come annunciato in apertura, John Grisham Italia vuole essere il punto di riferimento online per tutti gli appassionati italiani di John Grisham, nonché luogo d’incontro in cui trovare post su novità, approfondimenti e notizie di vario tipo sia sullo scrittore sia sugli argomenti inerenti alla sua opera.