La convocazione

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Uscito nel 2002, La convocazione – titolo originale The Summons – è un legal thriller di John Grisham dai toni piuttosto tranquilli e meno impegnativi rispetto ai grandi titoli della sua produzione come, ad esempio, Il socio, Il rapporto Pelican o, tra gli ultimi usciti, L’ombra del sicomoro e L’avvocato canaglia. Il romanzo è costruito attorno a un particolare stato d’animo: ritrovarsi troppi soldi in mano può dare alla testa e trasformarsi in una pericolosa schiavitù.

Ray Atlee è un quarantenne, solitario docente di legge all’Università della Virginia. Divorziato, senza figli né nuove relazioni, conduce una vita tranquilla nella piccola Charlottesville, tra una lezione e una chiacchierata con i colleghi, un esame e un volo su un aereo da diporto che noleggia ogni volta presso la scuola degli ex piloti di Marina Dick, Charlie e Fog, diventati suoi amici fidati.

LA LETTERA

All’inizio della storia, Ray riceve una lettera del padre Reuben, un noto giudice di Clanton, Mississippi, ormai malato terminale di cancro. Il giudice, da tempo in pensione, con la sua solita freddezza convoca i figli Ray e il minore Forrest, uno sbandato sempre alle prese con problemi di alcol e droga, per discutere l’eredità e l’amministrazione dei beni di famiglia – pochi, in realtà, nonostante gli Atlee siano stati un tempo una facoltosa famiglia del sud – in vista della propria scomparsa.

Ray, che da ragazzo aveva sofferto l’ingombrante personalità del padre né vuole di nuovo avere a che fare con il fratello e i suoi guai, torna controvoglia a Clanton con l’intento di riandarsene molto presto. Giunto nella vecchia casa, lo attende invece una sorpresa: il padre è morto e il cadavere giace come addormentato su una poltrona. Non solo: Ray in un nascondiglio trova scatole piene di banconote, per un totale di tre milioni di dollari. Contanti che non figurano nel testamento del padre.

IL MISTERO DEI DOLLARI

Ray cerca di ragionare sull’accaduto. Preferisce tenere Forrest, arrivato sul posto poco dopo di lui, all’oscuro del denaro, perché sa lo che dilapiderebbe nei suoi stravizi. E non lo alletta neppure l’idea di denunciare il ritrovamento allo Stato, visto che il fisco si mangerebbe buona parte di quei soldi.

La vita monotona di Ray, d’un tratto, diventa un ricordo e la sua mente si carica presto di ansie, timori e interrogativi apparentemente senza risposta: da dove vengono i soldi? Chi è al corrente della loro esistenza? Si tratta di denaro sporco? Come è possibile che un uomo rigido, devoto alla legge e meticoloso come il giudice Atlee abbia tenuto nascosta in casa una fortuna del genere?

Deciso a non far cadere i dollari nelle mani di Forrest e a risolvere l’enigma, Ray li carica nel bagagliaio della sua auto e, sbrigate le formalità del funerale, torna a Charlottesville, dove prova a riprendere la vita di sempre e nel frattempo, con calma, a indagare sulla provenienza del denaro. Ma non è più così: Ray deve convivere con la paranoia di essere seguito e spiato, perché quando si ha troppo da perdere è facile sentirsi osservati… I sospetti diventano una minaccia concreta: qualcuno di molto pericoloso è davvero a caccia di quei tre milioni. Ancora una volta, Ray si mette al volante e torna in Mississippi, dove tutto è nato, per chiarire il mistero una volta per tutte. La soluzione sarà sconvolgente, ma il colpo di scena finale lo è ancor di più.

AMBIENTAZIONE E TEMI

Ne La convocazione viene subito evidenziata la doppia ambientazione: la reale cittadina di Charlottesville in Virginia, dove tra l’altro risiede lo stesso Grisham, e la fittizia Clanton in Mississippi, che ritroviamo anche in altri romanzi ed è situata nello stato dove l’autore è cresciuto. Il protagonista Ray ha in Charlottesville il suo rifugio sereno, mentre il Mississippi, per il quale non sente minimamente nostalgia, gli rievoca i dispiaceri di gioventù e le vicissitudini familiari. Ma è proprio laggiù, nel profondo sud, che si annida la soluzione ai fatti misteriosi in cui si trova coinvolto.

L’atmosfera del romanzo, come detto, è gradevole e pacata. Lo stile è scorrevole e ricco di particolari. Non ci sono morti violente né processi giudiziari carichi di tensione, ma l’unico cadavere è quello di Reuben Atlee nelle prime pagine e poi, al massimo, c’è solo qualche raid intimidatorio.

I protagonisti della storia sono tre. Uno è Ray, costantemente presente con i suoi stati d’animo, il passato che lo tormenta e la voglia di proseguire la sua vita sicura e confortevole. I soldi che ha con sé “scottano” e svelano i lati più egoistici del suo carattere, fino a quando si rende conto che tenere tutto quel denaro è solo un peso dal quale liberarsi incondizionatamente. Il secondo è Forrest, una sorta di “ombra” imprevedibile che compie di tanto in tanto delle improvvise quanto decisive apparizioni. Il terzo è Reuben, il giudice morto, la cui personalità continua a influenzare e condizionare la vita dei due figli con cui non aveva mai tenuto un buon rapporto: né con Ray, che il padre voleva diventasse avvocato, né Forrest, che si è rovinato con le sue stesse mani.

Nel libro ricorre una serie di situazioni presenti anche in altri romanzi di Grisham come il personaggio di Harry Rex Vonner, il pittoresco avvocato divorzista di Clanton, la descrizione della vita nelle piccole città di provincia del sud e dei loro giudici e avvocati, il racconto di un tipico funerale di quelle parti, i soliti accenni allo sport e il tema della responsabilità civile delle grandi aziende farmaceutiche e le conseguenti class action che fanno arricchire certi avvocati senza scrupoli, come Patton French, che si rivelerà l’elemento chiave della vicenda.

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