Libri distillati? No, grazie

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C’è anche Il socio di John Grisham tra i primi sei libri editi da Centauria (gruppo RCS) per il nuovo progetto editoriale Distillati. Gli altri titoli, tra i bestseller più venduti dell’ultimo ventennio, sono Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson, Venuto al mondo di Margaret Mazzantini, Il dio del fiume di Wilbur Smith, La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano e Le parole che non ti ho detto di Nicholas Sparks.

Il socio di John Grisham “distillato” uscirà nel febbraio 2016. Caratteristica fondamentale dei Distillati è il loro formato ridotto. Attenzione: non si tratta di romanzi in versione integrale in dimensioni “pocket”, ma di veri e propri tagli del testo originale, alleggerito di oltre metà pagine. L’obiettivo? Venire incontro al pubblico meno abituato a leggere o che ha poco tempo per dedicarsi alla lettura. Ne usciranno due al mese, in edicola, a prezzo ridotto (3,90 euro).

MENO PAGINE, PIU’ PIACERE?

jg_distillati2Abbiamo ridotto le pagine. Non il piacere“: questo il discutibile payoff dei libri Distillati. Infatti, di fronte a tale novità editoriale, i dubbi sono parecchi e molti considerano i Distillati una vera e propria violenza alla letteratura e alla creatività degli scrittori più famosi, i cui romanzi completi vengono sacrificati sull’altare del mercato e della frenesia quotidiana.

Insomma, un conto è un “bignami” tratto da un manuale di storia o di chimica, un altro è ridurre un’opera letteraria, che finisce per perdere la sua originalità. Il valore di un’opera è dato dal suo complesso: in tal modo, invece, si snatura uno scrittore e si trasmettono emozioni limitate o differenti rispetto all’intenzione originale di chi il libro lo ha scritto.

E’ come se un film di Spielberg, o di Sorrentino, o di chi volete, fosse semplificato e trasformato in un lungo trailer. Come se una pittura di Michelangelo o Botticelli fosse privata dei particolari e venissero mostrate solo le figure principali. Come se un videogame fosse diffuso soltanto in versione demo.

IL MIO PARERE

Se l’intento fosse avvicinare alla lettura persone poco avvezze ad aprire un libro, qualche utilità i Distillati potrebbero pure averla. D’altronde, esistono riduzioni di tantissime opere famose destinate ai ragazzi: su questa finalità, nulla da dire, quando avevo undici o dodici anni le leggevo anche io. Ma l’impressione generale è che questa dei Distillati sia soltanto una triste operazione di mercato.

Certo, un film o un libro molto lunghi possono annoiare o creare qualche difficoltà. Ma a quel punto si sceglie per un romanzo breve, o per una raccolta di racconti, generi ben diffusi e presenti nel panorama editoriale di oggi.

Da parte mia, li considero una bestemmia. Non ne acquisterò mai uno né lo consiglierò mai. Anche questo blog è fortemente contrario ai Distillati. Non voglio neppure immaginare una trama di John Grisham (o di qualsiasi altro autore che si ama) ridotta a brandelli con sforbiciate fatte da chissa chi, certo non da Grisham in persona…

Semplicemente, se non ho tempo o voglia di leggere un libro lungo, me ne sceglierò uno più breve, senza ricorrere alle versioni tagliate.

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2 pensieri su “Libri distillati? No, grazie

  1. mauchiz

    Non bisogna essere pessimisti l’editore offre un prodotto il lettore sceglie. Io non comprerei mai un libro ridotto ma per chi non legge niente può essere una cosa buona cominciare con libri ridotti. Bisogna ricordare anche che leggere é un gran lusso, e non tutti se lo possono permettere.

    Mi piace

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