3 frasi da “I segreti di Gray Mountain”

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John Grisham, I segreti di Gray Mountain, Samantha Kofer

In questo post vi propongo tre frasi, brevi ma profonde e significative, tratte da “I segreti di Gray Mountain“, l’ultimo romanzo di John Grisham. Un legal thriller dalla forte connotazione ambientalista, in cui lo scrittore si fa paladino della povera gente che vive in una zona degli Stati Uniti – i monti Appalachi – devastata dalle attività illegali delle grandi società del carbone.

Tre frasi che esaltano l’importanza di avere una corretta informazione, una buona assistenza legale e un certo “fegato” per una lotta impari contro un nemico più ricco e potente.

Non sono cattive persone, sono solo male informate e mal guidate.

“E’ legale?”
“Questa non è una domanda opportuna nel paese del carbone. Niente è tutto bianco o tutto nero nel mio mondo. Il nemico infrange ogni regola, per cui la lotta non è mai leale. Se giochi secondo le regole, perdi, anche se hai ragione”

La professione legale è uno strumento potente, quando viene utilizzata per aiutare la povera gente.

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Il mitico Harry Rex Vonner

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Lo perderà, Jake. Sceglieremo una buona giuria, dodici bravi cittadini ligi alla legge, e poi li compreremo.
Questa non l’ho sentita.
Funziona sempre.

da “Il momento di uccidere

C’è un pittoresco personaggio che appare in diversi romanzi di John Grisham: l’avvocato Harry Rex Vonner. E’ un avvocato divorzista di Clanton, Ford County, Mississippi. Molto abile, scaltro e smaliziato, ma estremamente sciatto, sboccato e chiassoso, con la sua vita disordinata e i suoi metodi non certo ortodossi riesce sempre a entrare nelle simpatie del lettore. Perché il burbero Harry Rex è una persona schietta, che dice le cose in faccia, capace di gettarsi nel fuoco per un amico. E in fin dei conti è un bravissimo avvocato che, pur non disdegnando di rovistare nel fango e di sporcarsi le mani nei bassifondi, è capace di ottenere il massimo per il suo cliente.

D’altronde, quale divorzista migliore di un collezionista di ex mogli come Harry Rex? “Quasi tutti coloro – si legge ne “L’ombra del sicomoro” – che si ritrovavano coinvolti in una causa, di divorzio o altro, ed entravano in rotta di collisione con Harry Rex Vonner ne subivano le tristi conseguenze per il resto della vita (…) Harry Rex succhiava il sangue, unitamente al denaro, ai terreni e a qualsiasi altra cosa degna di nota. La sua specialità erano i divorzi, e più erano travagliati, più gli piacevano. Adorava lo sporco, la lotta nel fango, il combattimento corpo a corpo, l’eccitazione per una registrazione telefonica segreta o per la foto a sorpresa dell’amante a bordo della decappottabile nuova. I suoi processi erano una guerra di trincea. Gli alimenti che riusciva a farsi riconoscere stabilivano nuovi record. Solo per divertimento, faceva saltare divorzi consensuali e li trasformava in due anni in marce della morte. (…) Tra i colleghi, Harry Rex si fidava solo di Jake, e la fiducia era reciproca.

E nell’arretrato Mississippi rurale, inoltre, lui è tutto fuorché un razzista bigotto. Onesto? Quanto basta. Perfido al punto giusto. “Harry Rex – leggiamo invece ne “Il momento di uccidere” – si muoveva in certi ambienti come una nuvola. Era una fonte inesauribile di pettegolezzi e di voci, e si vantava di diffondere soltanto la verità… quasi sempre. Era il primo a sapere quasi tutto.

UN PERSONAGGIO RICORRENTE

Il corpulento Harry Rex, come suo solito, entra con veemenza in ogni stanza, boccheggiando per la fatica dopo aver salito le scale, in almeno quattro legal thriller di Grisham: dal suo primo romanzo, “Il momento di uccidere“, fino al recente “L’ombra del sicomoro” (che ha la stessa ambientazione del primo), passando per “L’ultimo giurato e “La convocazione“.

Su Harry Rex il protagonista della storia, che sia Jack Brigance o Willie Traynor o Ray Atlee, può sempre fare affidamento, pur accettando di sorbirsi i coloriti racconti sui suoi strani clienti, sui pettegolezzi di Ford County e sulle sue avventurose amanti. Perché Harry Rex, grazie anche alla sua memoria prodigiosa, sa tutto di tutti in città e nel circondario, che batte alla guida un’auto ovviamente tutta scassata e sporca.

IL FACCIONE DI HARRY REX

Che faccia ha Harry Rex Vonner? Per adesso, l’unica disponibile: quella dell’attore canadese Oliver Platt, che lo ha interpretato nella versione cinematografica de “Il momento di uccidere“. Ma le descrizioni di Grisham sono molto efficaci, che non è poi così difficile immaginarselo in carne e ossa. Leggiamo sempre dallo stesso romanzo:

Ha qualcosa contro le donne, signore?” chiese Ellen.
No, signora. Io amo le donne. Ne ho sposate quattro.
Harry Rex è l’avvocato divorzista più carogna della Ford County” spiegò Jake. “Anzi, è l’avvocato più carogna, punto e basta. Pensandoci meglio, è l’uomo più carogna che conosco“.
Grazie” disse Harry Rex che aveva smesso di fissare Ellen.
Ellen guardò le enormi scarpe sporche e sciupate, i calzini di nylon a costine che erano calati intorno alle caviglie, i pantaloni kaki sporchi e sciupati, il blazer blu liso, la cravatta di lana rosa che scendeva di venti centimetri sotto la cintura e disse “Mi sembra simpatico“.
Potrei prenderla come quinta moglie” commentò Harry Rex.
E’ un’attrazione esclusivamente fisica” rispose lei.

Oppure la sua rumorosa apparizione ne “L’ultimo giurato“: “Harry Rex aveva un sigaro scuro infilato nell’angolo sinistro della bocca. Mi dava l’impressione di essere stato lì dall’alba, a disfarsi lentamente come un pezzo di tabacco da masticare. Niente fumo perché non era acceso. Harry Rex lasciò piombare il suo corpo massiccio in una poltrona di pelle come se avesse l’intenzione di restarci per un paio d’ore (…) Aveva un faccione carnoso con i capelli corti che puntavano in ogni direzione come paglia al vento. Il suo vecchio vestito cachi era tutto spiegazzato e macchiato: un proclama al mondo intero che Harry Rex se ne infischiava di tutto e di tutti“.

La descrizione prosegue ne “La convocazione“: “Era alto, con un ampio torace e la pancia prominente, un grosso orso arruffato che venerava il giudice Atlee e sarebbe stato disposto a qualsiasi cosa per i suoi ragazzi. Era un brillante avvocato intrappolato in una cittadina di provincia, e il giudice Atlee si era sempre rivolto a lui per i problemi legali di Forrest“.

John Grisham a Lione

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John Grisham è stato ospite all’undicesima edizione del Festival International du Polar di Lione, in Francia, noto anche come Quais du Polar. Un festival dedicato al genere poliziesco – in francese “polar” – che riunisce alcuni tra i maggiori scrittori al mondo. Questa edizione ha richiamato ben 70 mila spettatori. John Grisham vi ha partecipato per la prima volta e l’incontro con il pubblico transalpino è stata un’importante occasione per raccontare i suoi successi che lo hanno reso il “re” del legal thriller e per parlare del suo ultimo bestseller, “I segreti di Gray Mountain“, uscito a fine 2014.

DOPO ITALIA E BRASILE, LA FRANCIA?

John Grisham, dopo aver ambientato suoi romanzi in Italia (“Il broker“, “Il professionista“) e in Brasile “Il testamento“), potrebbe prima o poi dislocarne uno in terra d’Oltralpe. “Mi piacerebbe trovare una buona storia che si svolga in Francia – ha detto lo scrittore in un’intervista alla radio Rtl – Mia moglie e io amiamo leggere opere che riguardano la Francia, in particolare in questo momento stiamo leggendo scritti su Parigi sotto l’occupazione tedesca. E a Lione abbiamo visitato il museo della Resistenza“. Grisham conferma quindi non solo il suo spirito democratico ma anche la sua attenzione per nazioni e culture differenti dagli Stati Uniti.

RICORDI E SEGRETI

Da modesto avvocato in Mississippi a romanziere di fama mondiale, John Grisham ricorda sempre con piacere i tempi in cui era costretto a scrivere nei pochi ritagli di tempo libero e quando il suo primo romanzo, “Il momento di uccidere“, veniva puntualmente rifiutato dagli editori… “Il mio sogno era questo – racconta – scrivere a tempo pieno, vendere i miei libri e vivere senza essere obbligato a continuare a fare l’avvocato“.

Grisham svela, tra il serio e il faceto, alcuni segreti della sua attività da scrittore, che comunque sottolineano la fondamentale importanza data alla disciplina e a una vita regolata. “Non riesco a scrivere se bevo alcol! Ho comunque trucchi e astuzie per essere uno scrittore così prolifico, che però sarebbe troppo lungo, adesso, descrivere nel dettaglio“.

DONNE E IMPEGNO

Nei suoi romanzi scarseggiano le protagoniste femminili, tuttavia la Samantha Kofer de “I segreti di Gray Mountain” sembra colmare degnamente questa presunta mancanza. Ma Grisham è un autore maschilista o è soltanto un luogo comune? “In realtà è difficile mettersi nei panni di una donna – ha spiegato – ed è vero che non lo faccio spesso!

E sull’impegno sociale presente nei suoi romanzi, John Grisham ha concluso affermando che “non sono un attivista, sono prima di tutto uno scrittore. Provo a spiegare le ingiustizie, le falle del sistema penale e civile. Il mio scopo è educare il lettore, sollevando tali questioni“.