Charlottesville, Virginia

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Charlottesville, Virginia

Charlottesville, Virginia, per John Grisham è qualcosa di più dell’ambientazione del suo romanzo “La convocazione“, uscito nel 2002. La cittadina statunitense è parte della sua vita.

Nel libro, a Charlottesville abita, in una casa del centro, il protagonista Ray Atlee, insegnante di legge alla prestigiosa University of Virginia, che trova, insieme al cadavere del padre, un noto giudice del sud, una misteriosa e scottante “eredità” di tre milioni di dollari in contanti di cui non si riesce a capire la provenienza.

Nella realtà, Charlottesville è una delle zone di residenza di John Grisham – l’altra è Oxford, nel “suo” Mississippi – e proprio qui, nei suoi terreni nella Albemarle County, ha realizzato un complesso di campi da baseball di cui abbiamo parlato nel precedente post.

NOME DA REGINA

Fondata nel 1762, Charlottesville deve il suo nome a Carlotta di Meclemburgo-Strelitz regina consorte di Giorgio III di Gran Bretagna ed è oggi una città di poco meno di 45 mila abitanti che il suo sito ufficiale – piuttosto retrogrado, come ho notato spesso nei siti dei piccoli centri americani – definisce ampollosamente “un grande posto per vivere per tutti i nostri cittadini“. Se si considera il circondario, la popolazione tocca quota 120 mila. Dista 110 km da Richmond e 185 da Washington, la zona è umida e piovosa e caratterizzata dallo scenario delle Blue Ridge Mountains e della Shenandoah Valley.

HOME OF THE CAVALIERS AND… PRESIDENTS

A Charlottesville vissero due presidenti americani, Thomas Jefferson – la cui residenza, Monticello, è patrimonio dell’umanità Unesco – e James Monroe, quello della celebre Dottrina Monroe. L’evoluzione di Charlottesville è un concentrato di vicende di storia americana: la Rivoluzione, la Guerra Civile (si arrese presto, fu teatro di una sola battaglia), i problemi razziali, l’integrazione.

La città, ricca di edifici storici, ospita la University of Virginia, “home of the Cavaliers” e uno dei migliori atenei della nazione. Anche la sua sede è patrimonio riconosciuto dall’Unesco. Qualcuno potrà gioire per la presenza di quattro birrifici, ma Charlottesville non è un paradiso: il suo tasso di criminalità, da anni, è superiore alla media.

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