I 30 secondi di John Grisham

Standard

Archivio - John Grisham

Una scrivania organizzata è indice di una mente organizzata. Se in trenta secondi non trovi una cosa che cerchi, stai perdendo soldi“. Lo scrive John Grisham nel romanzo “Il re dei torti“. L’autore riprende lo stesso concetto anche ne “L’avvocato di strada“, quando fa affermare al protagonista che “non c’era niente di più frustrante che sfogliare una pratica del peso di qualche chilo in cerca di qualcosa che non era stato registrato con la dovuta precisione. Se non lo trovavi in trenta secondi, diceva l’assioma, era inutile“. Ecco a voi l’archivistica secondo John Grisham.

GLI ARCHIVI E LA REGOLA DEI 30 SECONDI

Il nucleo del ragionamento è semplice: se non si riesce a reperire un documento in un archivio in tempi molto rapidi, allora si sta sprecando denaro.

Ho trovato questa teoria che si rifà ai suddetti passi di John Grisham in un blog apparentemente lontano sia dai miei interessi personali, sia dagli argomenti vicini al romanziere noto come il re del legal thriller. Il post che applica le affermazioni di Grisham all’archivistica è apparso nel blog “Foederis Arca“, che l’autore Emanuele Atzori definisce “il primo blog per gli archivi degli istituti religiosi“. E forse anche l’unico, dato il tema estremamente settoriale che viene trattato.

Senza voler estrapolare da Grisham – scrive Atzori – nozioni di archivistica sulla corretta gestione dell’archivio corrente (per la qual cosa rimando alla relativa manualistica) ritengo però che l’idea di misurare il tempo di recupero di un documento in un dato fascicolo sia molto buona e possa darci un’idea piuttosto chiara dello stato di efficienza del nostro archivio. Ovviamente laddove la tempistica risultasse piuttosto insoddisfacente potrebbe essere il tempo di una seria analisi della modalità di gestione del flusso documentale per provvedere a un suo miglioramento. Ma questa è un’altra storia…

IL TEMPO E’ DENARO

L’attenzione e la propensione di John Grisham verso una corretta e proficua gestione del tempo risalgono al periodo in cui esercitava la professione di avvocato. All’epoca la scrittura era per lui un hobby, che poteva coltivare soltanto nelle prime ore del mattino, svegliandosi all’alba, prima di indossare giacca e cravatta e andare al lavoro. Questa necessità, unita alla consapevolezza che per guadagnarsi da vivere bisogna sgobbare (atteggiamento sempre presente in Grisham), ha contribuito notevolmente a sviluppare in J.G. un elevato livello di autodisciplina, alla base della sua prolificità e dei suoi successi letterari.

Quindi, si può tranquillamente affermare che alla radice della “teoria dei 30 secondi” di John Grisham, che rispunta per almeno due volte all’interno dei suoi bestseller, ci sia l’esperienza di vita e di lavoro dell’autore di Jonesboro. Una convinzione applicabile non solo ai tradizionali e polverosi archivi cartacei, ma anche e soprattutto a qualsiasi computer, la cui organizzazione per cartelle, sottocartelle e file altro non è che un archivio elettronico.

Annunci

2 pensieri su “I 30 secondi di John Grisham

  1. Bell’articolo! Sicuramente mi ha aiutato a contestualizzare meglio da dove nascesse questa sua regola dei 30 secondi!
    Molto interessante anche l’abitudine di Grisham delle sei pagine al giorno, che denota un’autodisciplina ferrea (se ne avessi la metà, avrei svoltato!).
    Infine grazie per l’interesse dimostrato al mio articolo, nonostante possa essere lontano dai tuoi interessi! Complimenti ancora e buon lavoro!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...