“I segreti di Gray Mountain” esce in Italia

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John Grisham, I segreti di Gray Mountain, Samantha Kofer
Il momento è arrivato. Il 2 dicembre 2014 esce in Italia “I segreti di Gray Mountain” (titolo originale: “Gray Mountain“), l’ultimo libro di John Grisham. Già uscito negli Stati Uniti lo scorso 21 ottobre, è il ventisettesimo romanzo del re del legal thriller e il suo trentatreesimo titolo in totale. In Italia le opere di John Grisham sono pubblicate da Mondadori e “I segreti di Gray Mountain” è disponibile anche nell’innovativo formato flipback.

LA TRAMA

John Grisham I segreti di Gray MountainProtagonista del romanzo è una donna: Samantha Kofer. Giovane e promettente avvocato, da tre anni è associata al grande e prestigioso studio legale Scully & Pershing di New York (ve lo ricordate? E’ lo stesso de “Il ricatto“). La sua carriera sembra avviata verso le vette più alte, tuttavia la crisi del 2008 è in agguato. All’improvviso banche, fondi d’investimento e studi legali tagliano drasticamente spese e personale. Samantha Kofer non sfugge a questa sorte e, appena due settimane dopo il crollo della Lehman Brothers, si ritrova senza lavoro e senza più alcuna sicurezza.

Tuttavia per Samantha si apre una piccola porta: in attesa di tempi migliori, le viene data la possibilità di esercitare la professione, non pagata, presso la Mountain Legal Aid Clinic, cioè il gratuito patrocinio di Brady, una sperduta cittadina di duemila abitanti sui Monti Appalachi, in Virginia. Per lei il cambiamento è radicale: lontana anni luce dal mondo a cui era abituata – ossia quello del lusso e delle cause milionarie nei grandi studi metropolitani – in provincia Samantha Kofer si ritrova a confrontarsi con clienti in carne e ossa alle prese con i reali problemi della vita quotidiana.

Lavorando alle dipendenze dell’indomita Mattie Wyatt, capo della Mountain Legal Aid Clinic, e collaborando con il nipote di lei, l’affascinante e misterioso avvocato Donovan Gray, Samantha si imbatte in delicati e pericolosi segreti legati al torbido business dell’industria carbonifera, la principale risorsa economica della montuosa zona degli Appalachi.

I TEMI

I segreti di Gray Mountain” si inserisce a pieno titolo nel filone del legal thriller di John Grisham, non l’unico perseguito dall’autore di Jonesboro ma sicuramente quello che lo ha reso universalmente conosciuto.

Nel nuovo romanzo di Grisham tornano alcuni stereotipi che hanno caratterizzato i suoi successi: i grandi studi legali (questa volta, addirittura, si ritorna nello stesso di un precedente romanzo) con giovani, ambiziosi e pagatissimi avvocati e il loro opposto, cioè le realtà sperdute di provincia e gli uffici del gratuito patrocinio. L’elemento di novità è il riferimento a un fatto recente ma ormai già sui libri di storia: la crisi finanziaria del 2008, nota come Grande Recessione, che ha flagellato l’economia americana e mondiale.

Nucleo de “I segreti di Gray Mountain“, in cui la protagonista Samantha Kofer si ritrova immersa, è tuttavia l’oscuro business dell’industria carbonifera (la “Big Coal“), un mondo senza scrupoli da cui dipende l’economia della regione nota come Appalachia. Qui, per difendere gli interessi del carbone, le leggi non vengono rispettate, il territorio è privo di qualsiasi tutela e la violenza è sempre in agguato. Ed eccolo qui, allora, l’impegno sociale e politico a difesa delle persone comuni contro i grandi interessi sfruttatori, sempre presente nei migliori legal thriller di John Grisham.

BOOKTRAILER

Avvocati di strada

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Avvocato di Strada onlus

L’avvocato di strada” è un romanzo di John Grisham uscito nel 1998, “The Street Lawyer” nel suo titolo originale. Appena tre anni dopo, nel 2001, è nata in Italia l’associazione Avvocato di Strada, una onlus che offre tutela legale gratuita alle persone senza dimora.

IL ROMANZO

L’avvocato di strada” narra la storia di Michael Brock, un avvocato dalla sfrenata ambizione che un giorno, al lavoro, viene preso in ostaggio da un senzatetto armato. Minuti interminabili a cui pone fine l’intervento della polizia, che uccide l’aggressore. Sconvolto dall’accaduto, Michael indaga su quel senzatetto e, a poco a poco, scopre gli sporchi affari dello studio legale di cui fa parte. Deciderà allora di passare dalla parte opposta, abbandonando le sue ambizioni per diventare un avvocato di strada che difende la causa degli homeless, pronto a dare battaglia ai suoi potenti ex colleghi.

L’ASSOCIAZIONE

L’associazione Avvocato di Strada tutela gratuitamente i senzatetto. Ha base a Bologna (dove è nata nel 2001 da un’idea dell’associazione Amici di Piazza Grande) ma ha aperto sedi in una quarantina di città italiane. Sul suo sito ufficiale – dove l’associazione si definisce “lo studio legale più grande d’Italia (e anche quello che fattura meno)” – c’è l’elenco completo delle sedi e la pagina Facebook ufficiale conta oltre 26 mila like.

In ogni sportello avvocati e laureati in giurisprudenza offrono consulenza e assistenza legale gratuita, oppure ricevono gli homeless direttamente presso i centri di accoglienza e i dormitori. Inoltre i volontari realizzano iniziative pubbliche, corsi di formazione e pubblicazioni tematiche.

Sono numerosi gli avvocati che – anche senza essere stati degli “squali” come Michael Brock, il protagonista del romanzo di Grisham – hanno scelto di offrire la propria professionalità a supporto della causa di Avvocato di Strada, per aiutare chi ha bisogno.

GRISHAM E BOLOGNA

In almeno due occasioni, quindi, si crea uno speciale legame tra John Grisham e Bologna. Così come lo scrittore statunitense ha scelto il capoluogo dell’Emilia-Romagna come ambientazione del thriller “Il Broker“, così dei cittadini bolognesi hanno adattato il titolo di un suo bestseller come nome di un’associazione dalle finalità altamente nobili e importanti.

Perché per combattere la povertà, bisogna in primo luogo conoscere la realtà e le situazioni. Lo stesso Grisham, prima della stesura del libro, ha voluto toccare con mano il mondo degli homeless (al quale era completamente estraneo) attraverso il contatto con la Washington Legal Clinic for the Homeless.

VIDEO Il Tg La7 del 6 ottobre 2014 parla di Avvocato di Strada:

John Grisham, L'avvocato di strada

I 30 secondi di John Grisham

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Archivio - John Grisham

Una scrivania organizzata è indice di una mente organizzata. Se in trenta secondi non trovi una cosa che cerchi, stai perdendo soldi“. Lo scrive John Grisham nel romanzo “Il re dei torti“. L’autore riprende lo stesso concetto anche ne “L’avvocato di strada“, quando fa affermare al protagonista che “non c’era niente di più frustrante che sfogliare una pratica del peso di qualche chilo in cerca di qualcosa che non era stato registrato con la dovuta precisione. Se non lo trovavi in trenta secondi, diceva l’assioma, era inutile“. Ecco a voi l’archivistica secondo John Grisham.

GLI ARCHIVI E LA REGOLA DEI 30 SECONDI

Il nucleo del ragionamento è semplice: se non si riesce a reperire un documento in un archivio in tempi molto rapidi, allora si sta sprecando denaro.

Ho trovato questa teoria che si rifà ai suddetti passi di John Grisham in un blog apparentemente lontano sia dai miei interessi personali, sia dagli argomenti vicini al romanziere noto come il re del legal thriller. Il post che applica le affermazioni di Grisham all’archivistica è apparso nel blog “Foederis Arca“, che l’autore Emanuele Atzori definisce “il primo blog per gli archivi degli istituti religiosi“. E forse anche l’unico, dato il tema estremamente settoriale che viene trattato.

Senza voler estrapolare da Grisham – scrive Atzori – nozioni di archivistica sulla corretta gestione dell’archivio corrente (per la qual cosa rimando alla relativa manualistica) ritengo però che l’idea di misurare il tempo di recupero di un documento in un dato fascicolo sia molto buona e possa darci un’idea piuttosto chiara dello stato di efficienza del nostro archivio. Ovviamente laddove la tempistica risultasse piuttosto insoddisfacente potrebbe essere il tempo di una seria analisi della modalità di gestione del flusso documentale per provvedere a un suo miglioramento. Ma questa è un’altra storia…

IL TEMPO E’ DENARO

L’attenzione e la propensione di John Grisham verso una corretta e proficua gestione del tempo risalgono al periodo in cui esercitava la professione di avvocato. All’epoca la scrittura era per lui un hobby, che poteva coltivare soltanto nelle prime ore del mattino, svegliandosi all’alba, prima di indossare giacca e cravatta e andare al lavoro. Questa necessità, unita alla consapevolezza che per guadagnarsi da vivere bisogna sgobbare (atteggiamento sempre presente in Grisham), ha contribuito notevolmente a sviluppare in J.G. un elevato livello di autodisciplina, alla base della sua prolificità e dei suoi successi letterari.

Quindi, si può tranquillamente affermare che alla radice della “teoria dei 30 secondi” di John Grisham, che rispunta per almeno due volte all’interno dei suoi bestseller, ci sia l’esperienza di vita e di lavoro dell’autore di Jonesboro. Una convinzione applicabile non solo ai tradizionali e polverosi archivi cartacei, ma anche e soprattutto a qualsiasi computer, la cui organizzazione per cartelle, sottocartelle e file altro non è che un archivio elettronico.

Tornando a casa

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John Grisham L'allenatore incipit

Proponiamo oggi un brano “autunnale” di John Grisham, tratto da “L’allenatore“. Si tratta dell’incipit del romanzo: il protagonista Neely Crenshaw torna nella sua cittadina natale e percorre la strada che lo sta per ricondurre dopo tanti anni nel luogo dei sogni: lo stadio in cui, da liceale, era stato una stella del football.

La strada per il Rake Field correva di fianco alla scuola, oltre il vecchio palco dell’orchestra e i campi da tennis, attraverso una galleria di due filari perfetti di aceri rossi e gialli piantati e pagati dai sostenitori. Poi, superando un piccolo dosso, scendeva in una spianata più in basso, sul cui asfalto potevano trovare posto un migliaio di automobili. La strada si fermava davanti a un imponente cancello in ferro battuto, sorretto da due pilastri in mattoni, che annunciava la presenza del Rake Field; al di là del cancello, un reticolato circondava il terreno consacrato. Il venerdì sera tutta la cittadinanza di Messina attendeva l’apertura, poi invadeva gli spalti, dove si litigava per i posti e si eseguivano febbrili riti prepartita. Il nero pascolo asfaltato intorno al Rake Field si affollava a dismisura ben prima del calcio d’inizio, costringendo i veicoli provenienti da fuori città a cercare posto nelle strade sterrate, nei vicoli e nelle lontane zone di parcheggio dietro la mensa della scuola e il suo campo da baseball. I tifosi ospiti avevano vita dura, a Messina, ma mai dura quanto la loro squadra.

A guidare lentamente sulla strada che portava al Rake Field c’era Neely Crenshaw, lentamente perché non vi tornava da molti anni, lentamente perché quando vide i riflettori del campo i ricordi lo travolsero, come aveva previsto. Passò sotto gli aceri rossi e gialli, splendenti nei colori dell’autunno. Nei giorni gloriosi di Neely quei tronchi erano grossi poco più di una spanna, ora i loro rami si toccavano sopra di lui e le foglie cadevano come neve a ricoprire la strada del Rake Field.
Era un tardo pomeriggio d’ottobre e un venticello da nord rinfrescava l’aria.
Neely fermò la macchina davanti al cancello e guardò il campo. Ora tutti i movimenti erano diventati lenti, tutti i pensieri gravavano saturi di suoni e immagini di un’altra vita. Quando vi giocava lui, il campo non aveva un nome, non ce n’era bisogno. Tutti a Messina lo conoscevano semplicemente come “il Campo”. (…)

In tutta Messina non c’era zolla di terra più riverita del Campo. Nemmeno al cimitero.
Dopo che Rake se n’era andato, lo avevano ribattezzato con il suo nome. A quell’epoca Neely non c’era più, non c’era più da tempo e non aveva progetti di ritorno.
Perché vi stesse tornando adesso non era del tutto chiaro, ma nel profondo del suo cuore aveva sempre saputo che quel giorno sarebbe arrivato, un giorno in un futuro imprevisato quando sarebbe stato richiamato lì. Aveva sempre saputo che alla fine Rake sarebbe morto, e che naturalmente ci sarebbe stato un funerale con centinaia di ex giocatori assiepati intorno al feretro, tutti con la loro maglia verde degli Spartans, tutti a piangere la scomparsa di una leggenda che avevano amato e odiato. Ma a se stesso aveva ripetuto molte volte che non avrebbe fatto ritorno al Campo finché Rake fosse stato vivo.
Lontano, dietro le gradinate riservate agli ospiti, c’erano due campi di allenamento, uno dei quali dotato di riflettori. Nessun’altra scuola dello Stato disponeva di un lusso simile, ma non esisteva nemmeno un’altra città dove il football fosse venerato in maniera così passionale e universale come a Messina.

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Mai stati… film

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Libri di John Grisham

Svariate volte, in questo blog, abbiamo parlato delle numerose trasposizioni cinematografiche – già passate alla storia oppure in corso d’opera – dei romanzi di John Grisham. L’industria di Hollywood ha sfornato grandi pellicole tratte dai bestseller di J.G. con alcune delle più conosciute e amate star del cinema mondiale, basti pensare a “Il socio“, “Il rapporto Pelican“, “La giuria“, “L’uomo della pioggia“. Tuttavia esistono alcuni libri di Grisham che, nonostante si prestino ottimamente a una versione cinematografica, non sono finora stati oggetto di attenzione da parte delle case di produzione. Ne suggeriamo tre.

1) L’allenatore

Davvero strano che il cinema made in Usa, il migliore al mondo nella realizzazione di film sullo sport e in particolare sull’autoctono football americano, non abbia ancora pensato a regalare agli appassionati del genere un sogno in più: un film tratto da “L’allenatore” di John Grisham. Si inserirebbe così in un florido filone sull football liceale che annovera già, tra gli altri, “Il ribelle“, “Varsity Blues“, “Il sapore della vittoria“, “Gridiron Gang“, “Friday Night Lights“. Motivo della dimenticanza? Forse il fatto che nel romanzo non è narrata una storia classica e lineare del tipo caduta-rinascita-vittoria, così ricorrente negli stereotipi hollywoodiani. Ci permettiamo anche di suggerire i possibili interpreti del protagonista Neely Crenshaw: Brad Pitt o Matt Damon, già alle prese nel recente passato con film sportivi quali “Moneyball” e “Invictus“. Tratti del coach Eddie Rake, invece, trovano qualche similitudine nel Bud Kilmer di “Varsity Blues“, interpretato da Jon Voight.

2) Innocente

E’ una storia vera, e come tale ben adattabile al grande schermo. Tra l’altro affronta due tematiche alle quali John Grisham è particolarmente sensibile: la pena di morte e gli errori giudiziari. In questo libro – che non è un romanzo, ma un vero e proprio saggio-inchiesta – si ripercorrono l’ascesa e la rapida caduta di una promessa del baseball, Ron Williamson, che, diventato alcolista e tossicodipendente, verrà ingiustamente accusato dell’omicidio di una ragazza, arrivando a un passo dall’esecuzione. Una storia umana avvincente e coinvolgente, ricca di tensione narrativa, che punta il mirino sull’intero sistema legale americano.

3) Il broker

Un thriller internazionale ricco di suspense che vede protagonista un potente ex avvocato, noto come “Il Broker”, nascosto dalla Cia sotto falsa identità in una città italiana, Bologna, e braccato da agenti segreti, misteriosi killer e persino dagli stessi individui che hanno organizzato la sua protezione. Riuscirà a fuggire da un destino letale? Certo che in questo romanzo di John Grisham c’è davvero tutto per un capolavoro cinematografico: questioni di politica internazionale, i servizi segreti Usa, personaggi misteriosi, colpi di scena e un’ambientazione unica al mondo, l’Italia.