Una recensione de “L’ombra del sicomoro”

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A chi non piacciono i suoi libri? E’ uno di quegli scrittori che srotolano le storie con tale scioltezza da restarne ammaliati“. Così Monica Bartolini detta “La Rossa”, autrice di gialli e critica letteraria, parla di John Grisham sul suo blog. “E anche se vi foste rifiutati in passato – continua – di scegliere un suo libro come compagno di viaggio o di vacanza, non potete negare di aver visto ‘Il rapporto Pelican’ di Alan Pakula, ‘Il socio’ di Sydney Pollack, ‘L’uomo della pioggia’ di Francis Ford Coppola o ‘Il momento di uccidere’ di Joel Schumacher, solo alcuni dei film di Hollywood tratti da romanzi di Grisham“.

UN SICOMORO PARTICOLARE

Monica Bartolini compie un’attenta e interessante recensione dell’ultimo legal thriller di John Grisham, “L’ombra del sicomoro” (titolo originale: “The Sycamore Row“), pubblicata sul portale Thriller Cafè e richiamata sul suo blog.

Partiamo dalla curiosità finale: il sicomoro tradotto nel titolo è in realtà una variante del platano, il platanus occidentalis o platano della Virginia, noto anche come sicomoro americano. “L’albero di sicomoro del titolo originale non deve essere confuso con il sicomoro ‘biblico’ – spiega la scrittrice – Vero è, comunque, che nell’immaginario collettivo il sicomoro rimanda immediatamente ad un suicidio per impiccagione, tema centrale dell’intera trama“.

CLANTON, MISSISSIPPI, 2014?

Nella recensione, seppur criticando una certa scontatezza del finale, la Bartolini sottolinea la capacità da parte di John Grisham di aver reso letteratura una materia come il diritto ereditario, mentre individua nella denuncia sociale (e non tanto nella brillantezza della trama) il principale intento di John Grisham ne “L’ombra del sicomoro“.

L’odio razziale è ancora vivo – continua Bartolini, richiamando anche l’intervento di Grisham in marzo all’evento romano Libri Come – e, nonostante gli sforzi profusi a tutti i livelli dalle istituzioni e dal governo federale, la mala pianta non è stata sradicata (…) L’ombra del sicomoro, quindi, rappresenta un ulteriore passo avanti nell’impegno politico che Grisham riversa nella scrittura, impegno al quale può anche permettersi di sacrificare qualcosina sul versante thriller: stigmatizzare con rinnovato vigore qualsiasi manifestazione anche strisciante di odio razziale e introdurre a chiare lettere il concetto di tolleranza“. Il tutto tornando indietro di 25 anni e nello stesso luogo dove John Grisham aveva esordito: Clanton, Mississippi, 1988.

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