“L’ombra del sicomoro” in flipback

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L’ombra del sicomoro“, ultimo romanzo di John Grisham, è uno dei 16 titoli della nuova collana Flipback Mondadori, già in vendita nelle librerie di tutta Italia. Un’innovazione editoriale con cui il colosso di Segrate punta a stimolare nuovamente nel pubblico l’interesse verso l’oggetto-libro.

COMPATTO E “VERTICALE”

La novità fondamentale del libro in flipback è che si legge in verticale e si sfoglia con una sola mano, dal basso verso l’alto. Il formato è compatto: l’opera integrale è compressa in dimensioni di 12 x 8 centimetri, corrispondenti a 1/6 dello spazio di un’edizione tradizionale. Praticamente un’agendina o poco più.

Il flipback book mantiene una buona leggibilità: i caratteri sono tutt’altro che minuscoli e la carta è leggerissima ma resistente. Il costo, tra i 9 e i 12 euro, ha tuttavia lasciato un po’ perplessi i lettori, che, a leggere i commenti sui social media, forse si aspettavano un prezzo inferiore.

OGNI MOMENTO E’ BUONO PER LEGGERE

Il flipback book è un tascabile nel vero senso della parola: entra comodamente in tasche che non siano minime, borse, borsette, marsupi. Insomma, non ingombra. E’ facilmente estraibile e per tenerlo e sfogliarlo è sufficiente una sola mano, mentre con l’altra, magari, ci si tiene aggrappati al palo di un vagone della metro o di un affollato autobus. Leggere mentre ci si trova in spazi ristretti, con questo nuovo formato, non è più un problema.

DALLA BIBBIA ALL’EBOOK

Brevettato da un editore olandese specializzato in Bibbie, Jongbloed, il formato flipback richiama l’abitudine di lettura verticale generata dalla diffusione degli ebook, ma punta a rilanciare il libro su carta, come oggetto di fascino da portare sempre con sé e da tirare fuori nei (pochi) momenti di tranquillità di una società che vive di corsa, che magari ancora non si abitua del tutto ai device elettronici e che vuole le mani sgombre.

In coda alla posta o in attesa alla fermata del tram, in sala d’aspetto o (perché no) in bagno, ogni momento è buono per tirare fuori un flipback book e portarsi avanti nella lettura dell’ultimo avvincente bestseller. In questo caso, of course, “L’ombra del sicomoro” del nostro John Grisham!

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High school years

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Oggi, 23 maggio, è l’ultimo giorno di scuola alla Southaven High School, Mississippi. Si osserva orario ridotto e la mensa non sarà aperta a pranzo. Congratulazioni e auguri alla classe di diploma 2014!

Perché riportiamo una semplice comunicazione di servizio, apparsa sul dozzinale sito di un piccolo liceo della provincia americana? Anzi, perché siamo andati a curiosare su quel sito? Cosa può avere di tanto interessante? Semplice: la Southaven High School è stata la scuola dell’adolescente John Grisham.

UN MONDO A NOI FAMILIARE

La high school negli Stati Uniti corrisponde pressappoco alle superiori italiane, con la differenza che gli anni sono quattro e ci si diploma all’età di diciotto (in pratica, si finisce al quarto anno).

Grazie ai film e alle serie tv, il nostro immaginario ha una certa familiarità con l’atmosfera dei licei americani. Qualche titolo? “Dawson’s Creek“, “One Tree Hill“, “High School Musical“, “Friday Night Lights“, i film di football, innumerevoli commedie. La high school è un momento importante e particolare nella vita di un ragazzo americano: è il periodo in cui inizia a prendere coscienza di sé e di cosa vuole fare in futuro, ma anche pieno di divertimento e di nuove esperienze.

Ecco, John Grisham, negli anni Settanta, è stato uno di quei ragazzi e giocava persino a football nell’importante ruolo di quarterback. Lo sport è parte fondamentale della vita della scuola, che dispone di eccellenti strutture: il discorso sullo sport scolastico negli Usa sarebbe lungo e ne avremo modo di parlare nella vita di questo blog.

HOME OF THE…

Il nome della scuola, che sia l’insegna dell’edificio o la testata del sito web, è sempre accompagnato dal claim “Home of the…” e il nome del nickname con cui sono chiamate le sue rappresentative sportive. La Southaven High School è la “Home of the Chargers” (“destrieri”) e ha squadre di basket, calcio, baseball, football, tennis, volley, softball e cheerleading (sì, negli Usa è considerato alla stregua di uno sport). Stando a Wikipedia l’orgoglio della scuola, fondata nel 1971 e situata al 735 di Rasco Road, è la pluripremiata banda musicale. Licei di provincia.

L’Italia di John Grisham

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John Grisham non è solo legal thriller: è anche un genuino appassionato di sport, in particolare di football americano, che nel sud degli Stati Uniti, da dove Grisham proviene, è una vera e propria religione. Tuttavia lo scrittore ama anche un’altra parte del mondo: l’Italia. E cosa ha fatto, nel 2007? Ha unito le sue due passioni, ambientando una storia di football americano nel Bel Paese, precisamente a Parma, Emilia Romagna, una delle patrie della buona cucina e dell’opera lirica.

CUCINA, OPERA E FOOTBALL

Leggere il romanzo “Il professionista” (il titolo originale è anche meglio: “Playing for pizza“, giocare per una pizza) è fare un viaggio attraverso la migliore cultura italiana, quella che viene fuori in tutta la sua attrazione a un tavolo di trattoria o sul palco di un teatro, che per un americano di provincia cresciuto a football e McDonald’s (il quarterback fallito Rick Dockery il quale, tagliato dalla lega professionistica, trova un improbabile ingaggio in Italia nei Parma Panthers, squadra realmente esistente) si trasformano nella scoperta della vita…

In Italia, Dockery riscopre il piacere di giocare, fosse anche per guadagnarsi non i milioni della Nfl, ma una pizza e birra con i compagni dopo la partita. Per scrivere il romanzo, John Grisham ha trascorso un periodo di tempo a stretto contatto con i Parma Panthers (nella foto) seguendone allenamenti, partite, rituali di gruppo. Per ringraziarlo, i Panthers lo hanno nominato presidente onorario.

UN “BROKER” A BOLOGNA

Anche un altro romanzo di Grisham è ambientato in Italia, ancora in Emilia Romagna, stavolta però a Bologna: “Il Broker“. Qui non si parla di sport ma si torna sulle tematiche più consone al Grisham più conosciuto. I portici e i ristoranti di Bologna diventano il rifugio di Joel Backman, un misterioso ex avvocato braccato da Cia, terroristi e altri inquietanti personaggi. E non manca, neanche in questo caso, la solita “infornata” di cultura (culinaria soprattutto) italiana. Un John Grisham da ringraziare per aver valorizzato alcuni degli aspetti migliori del nostro Paese.

Jonesboro, la città natale di JG

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Nonostante sia cresciuto principalmente a Southaven, Mississippi, la città natale di John Grisham è Jonesboro, in Arkansas. Stati e città del sud degli Stati Uniti sono la zona di origine dello scrittore e, naturalmente, la principale location dei suoi romanzi.

Le storie di Grisham sono ambientatiìe soprattutto in cittadine di provincia nell’area in cui, intorno al fulcro di Memphis, confluiscono tre stati: Tennessee, Mississippi, Arkansas. Piccoli centri fuorimano, spesso molto simili tra loro, considerati l’essenza della vera America.

12 PATRIMONI E UNA STRAGE

Jonesboro è una città di circa 67 mila abitanti, nella Craighead County, Arkansas nordorientale. Per popolazione è la quinta di tutto lo stato. Jonesboro è sede della Arkansas State University, che nello sport è un college di Division I e le sue squadre portano il nickname di Red Wolves.

Jonesboro annovera ben 12 siti inseriti nel Registro Nazionale dei Luoghi Storici e purtroppo ha una macchia nera nella sua storia recente, così comune a tante altre cittadine degli States: il massacro della Westside Middle School. Il 24 marzo 1998 due dodicenni, nascosti nella boscaglia vicino alla scuola, spararono con un arma da fuoco e uccisero quattro studenti e un insegnante, ferendone altri dieci.

L’ARKANSAS DI JOHN GRISHAM

John Grisham fa spesso riferimento a Jonesboro nel suo romanzo “La casa dipinta”, uscito nel 2001. Si tratta, però, di un Arkansas ben diverso da oggi: quello degli anni ’50 e di una vita rurale in cui perdere il raccolto significava perdere tutto. La vicenda di una famiglia impegnata nelle piantagioni di cotone viene tratteggiata a tinte pittoresche dalla penna di Grisham e raccontata dal punto di vista di un bambino di sette anni.

Nel 2003 romanzo è stato tratto il film per la tv “A Painted House” diretto dal regista messicano Alfonso Arau.

“Il ricatto” diventa film

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Da ex idolo delle adolescenti ad “avvocato”. Sarà il californiano Zac Efron, oggi ventisettenne, a interpretare il ruolo del protagonista del venturo film “Il ricatto” (The Associate) tratto dall’omonimo romanzo di John Grisham (2009). Zac Efron, inoltre, ne sarà il produttore con la sua Ninja’s Runnin Wild, insieme alla Red Wagon Entertainment di Doug Wick e Lucy Fisher.

DA TROY A KYLE

Il Troy Bolton di “High School Musical” – o se preferite il Paul di “Capodanno a New York” o il Jack James di “The Paperboy” – vestirà i panni inamidati di Kyle McAvoy, il giovane e brillante avvocato laureato a Yale che sarà costretto da un gruppo di ricattatori a farsi assumere come associato da un enorme e lussuoso studio legale di New York.

Qui dovrà trafugare informazioni segretissime su una causa tra grandi società industriali in cui sono in ballo miliardi di dollari. I criminali, infatti, sono venuti in possesso delle prove di un presunto coinvolgimento di Kyle in uno stupro di gruppo durante gli anni dell’università: quanto basta per tenere Kyle per il collo, spingendolo a rischiare il proprio futuro e la propria vita.

LA NONA DI GRISHAM

Il ricatto”, di cui ancora non si conosce il nome del regista, sarà la nona trasposizione cinematografica di un romanzo di John Grisham. Le altre sono state: “Il socio“, “Il rapporto Pelican“, “Il cliente“, “Il momento di uccidere“, “L’ultimo appello“, “L’uomo della pioggia“, “La giuria“, “Fuga dal Natale“. Grisham ha anche firmato la sceneggiatura originale di “Conflitto d’interessi“.

Il legal thriller

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John Grisham è noto al grande pubblico come il re del legal thriller. Ma cosa si intende per legal thriller?

PROTAGONISTA IL SISTEMA

La sempre utilissima Wikipedia ne dà ben tre traduzioni in italiano: thriller legale, giallo giudiziario o thriller giudiziario. Si tratta di un sottogenere del più ampio thriller in cui, più che all delitto o all’accaduto, l’attenzione principale è rivolta alla vicenda giudiziaria che ne scaturisce. Ecco, quindi, che il ruolo del protagonista non è assegnato, ad esempio, a un investigatore ma a figure quali avvocati, procuratori, giudici e altre figure del mondo giudiziario.

C’è un altro aspetto fondamentale nei romanzi di John Grisham: la presenza costante, quasi fosse un personaggio vero e proprio, del sistema giuridico statunitense. Grazie alla lunga esperienza di avvocato, lo scrittore conosce tutti i meccanismi, anche nascosti e meno noti, di tribunali, corti d’appello e studi legali americani. Di questi particolari Grisham fa partecipe il pubblico e sono uno dei maggiori spunti di attrazione dei suoi romanzi.

PRIMA DI GRISHAM FU ANTIFONTE

Presunto innocente” di Scott Turow, uscito nel 1987, ha segnato l’inizio del legal thriller contemporaneo. Grisham debuttò due anni dopo con “Il momento di uccidere”, quindi può essere annoverato tra i fondatori attuali del genere. Altri autori di legal thriller sono Lisa Scottoline, Sheldon Siegel, Richard North Patterson.

Spostandoci più indietro nel tempo, uno dei “padri” è Erle Stanley Gardner, anch’egli avvocato e creatore, negli anni Trenta, del personaggio di Perry Mason reso celebre dalle serie di telefilm. C’è addirittura una branca fantascientifica del legal thriller, in voga negli anni Novanta, con autori quali Roger MacBride Allen e Robert J. Sawyer.

Un giornalista e scrittore italiano, Massimo Siviero, indica come capostipite del legal thriller addirittura un oratore ateniese vissuto nel V secolo a.C.: Antifonte di Ramnunte, autore delle “Tetralogie“, esercitazioni su casi fittizi di omicidio, tra cui una “Accusa di veneficio contro una matrigna”, testo di stringente attualità.

Il momento di uccidere

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Il primo romanzo di John Grisham è “Il momento di uccidere“, pubblicato negli Stati Uniti nel 1989. Ambientato a Clanton, una cittadina immaginaria del Mississippi nell’altrettanto fittizia Ford County, il romanzo è incentrato sulla vicenda giudiziaria di un uomo di colore, Carl Lee Hailey, che ha ucciso i due stupratori bianchi della figlia di dieci anni, e di Jack Brigance, il suo avvocato difensore, un giovane rampante che rispecchia il Grisham di quegli anni. La storia intreccia aspetti giuridici e sociali: il sottile confine tra giustizia e vendetta, la pena di morte, il ruolo dei mass media e dell’opinione pubblica, e soprattutto i problemi razziali tra bianchi e neri, così sentiti e radicati nel cosiddetto “profondo sud” degli Usa.

UN CASO… PER CASO

La scintilla che spinse John Grisham verso quello che fu il trampolino di lancio della sua straordinaria carriera letteraria, scoccò casualmente cinque anni prima, nel 1984. Grisham è avvocato in Mississippi. Girando per il tribunale, si trovò ad ascoltare il caso una ragazzina di dieci anni raccontare alla giuria cosa le era successo. Grisham vide i giurati piangere nell’ascoltare una vicenda così drammatica direttamente dalla voce della piccola. Era stata pestata e violentata. Intrigato da questa storia, Grisham iniziò a seguire il processo. E’ stato allora, come scrisse anni dopo sul New York Times, che il suo libro era nato. E immaginando cosa sarebbe successo se il padre della ragazza avesse assassinato i suoi stupratori, Grisham trascorse tre anni prima di completare “Il momento di uccidere“.

PER ASPERA AD ASTRA

Giochi fatti e fama assicurata? Assolutamente no. Il percorso verso il successo fu alquanto impervio. Come dicevano i latini, per aspera ad astra: solo attraverso una strada insidiosa si possono raggiungere le stelle. Grisham, poco più che trentenne, è uno scrittore all’esordio. Trovare un editore non è facile. Il manoscritto viene rifiutato da ben 28 editori, prima che la sconosciuta Wynwood Press accetta di pubblicarlo in una tiratura di appena 5000 copie. Non andarono neppure esaurite. Appena completato “Il momento di uccidere“, John Grisham si immergerà nella stesura de “Il socio“: diventerà il suo primo bestseller.

Dal romanzo sarà tratto il film “Il momento di uccidere” (1996) diretto da Joel Schumacher e interpretato da Matthew McConaughey, Sandra Bullock, Samuel L. Jackson, Kevin Spacey, Kiefer Sutherland, Chris Cooper.